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Cenni storici su Giulianova (Te) Apparizione di Maria SS.ma Madonna dello Splendore

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22 APRILE 1557
APPARIZIONE DELLA MADONNA DELLO SPLENDORE
 
La Vergine, Madre di Dio, secondo la tradizione, appare ad un umile taglialegna di nome Bertoldino, sopra un olmo, circondata da abbagliante splendore, sulla collina circostante Giulianova.
L’avvenimento viene registrato in una Cronaca che, il P. Priore Pietro Capullo di Aquila, scrive a più riprese dal 1657 al 1674, come asserisce il Palma nella sua "Storia Aprutina".
Nel luogo dell’apparizione viene in seguito innalzata una chiesa che intitolata "Santuario della Madonna dello Splendore" ed affidata ai PP. Celestini.
Dal 1846 il Santuario, con annesso convento, è affidato ai PP. Cappuccini.
I Giuliesi ogni anno, il 22 aprile, solennizzano l'anniversario dell'apparizione con grandi festeggiamenti in onore della "Madonna dello Splendore".

April 22 nd 1557 - Apparition Of the Madonna Of the Shine
La Virgo, God's Mother, according to the tradition, it appears to a humble wood-cutter named Bertoldino, above an elm, surrounded by dazzling shine, on the surrounding hill Giulianova. 
The event is recorded in a Chronicle that, the P. Priore Pietro Capullo of Aquila, writes to more resumptions from 1657 to 1674, as you/he/she affirms the Palm in his "History Aprutina." 
In the place of the apparition it comes subsequently raised a church that entitled "Sanctuary of the Madonna of the Shine" and submitted to the PPs. Celestini. 
From 1846 the Sanctuary, with attached convent, the PPs you/he/she is submitted to. Cappuccini. 
The Giuliesis every year, on April 22, they solemnize the anniversary of the apparition with great celebrations in honor of the "Madonna of the Shine."

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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