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La riproduzione fotografica realizzata secondo
il metodo reso noto in Francia da Daguerre (daguerrotipia)
risale al 1893. L’immagine corretta è ottenuta su di una
lastra di rame argentato resa fotosensibile mediante
esposizione a vapore di sodio. I primi apparecchi
fotografici, avevano corpi di legno rinforzati in ottone
e soffietti di pelle. Erano prodotti in una cena
quantità e sempre montati ed adattati singolarmente da
meccanici esperti. Lastre di gran formato e piccole
aperture di diaframma erano la regola, non c’era
necessità di lavorare con stretta tolleranza. La
domanda, non eccessiva, era soddisfatta dai prodotti
fabbricati a mano. Verso la fine del secolo scorso era
di gran moda la cartolina illustrata che costituiva, con
immagini sapientemente realizzate, un messaggio vivo e
valido da inviare ad amici e parenti. Proprio con quel
tipo di macchina fotografica e con questa filosofia ha
“operato” l’illustre conte
Andrea Acquaviva d’Aragona,
napoletano di nascita ma residente a
Giulianova. Uomo del suo tempo, ricco d’ingegno, si è
interessato attivamente di tutte le innovazioni
scientifiche e culturali del periodo. Valente musicista,
era in grado di suonare diversi strumenti ma eccelleva
nel violino e nel violoncello. Sportivo, organizzò le
prime gare di velocipede e di triciclo Cruiser. È
ricordato per essere stato uno dei pionieri dell’arte
fotografica. Ci ha lasciato una preziosa e ricchissima
documentazione sulla Giulianova del suo tempo, tanto da
essere ricordato nel catalogo della mostra sul “Secondo
Ottocento Teramano”, sezione dedicata ai fotografi
teramani, pubblicato nel 1980. Nella non facile
ricostruzione di un “albo” dei fotografi giuliesi,
troviamo lo studio fotografico
Alfonso Pela agli inizi del 1900, in Via del Popolo (oggi
Via Amendola) sotto la propria abitazione. In una sua
foto, la
posa della prima pietra della Casa
del Popolo
di (cui Antonio Barretta, gerente di una siva),
compaiono i suoi due figli, Vittorio ed Attilio Pela.
Agli inizi del 1930, il negozio fotografico Pela si
trasferisce in Via 28 Ottobre (oggi Via Gramsci), per
poi stabilirsi (tre anni più tardi), in due dei tanti
locali dell’ex Palazzo Ducale in Piazza del Littorio
(oggi Piazza Buozzi), sino alla cessazione
dell’attività, avvenuta verso la metà degli anni ‘50. A
ricevere il testimone ideale dell’arte fotografica a
Giulianova Paese
è inizialmente Giulio D’Antonio (fotografo ufficiale di
tutte le manifestazioni pubbliche di quel periodo), che
ci ha lasciato tante immagini particolari nonché quelle
dei lavori di restauro della Cupola della
Chiesa di S. Flaviano. A succedergli fu
Carlo Collevecchio, che ha avuto la fortuna di ricevere gli
insegnamenti da entrambi. Maestri che nel tempo, con la
loro professionalità, hanno “contagiato” tanti
appassionati. |