Riserve naturali Regionali: Abetina di Rosello - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Riserve naturali Regionali: Abetina di Rosello

Abruzzo > Le Oasi in Abruzzo > Le Riserve naturali
Le altre Aree Protette della provincia di Teramo. La Riserva Naturale di Castel Cerreto si trova nel comune di Penna Sant’Andrea e tutela un bosco di cerro, roverella e carpino nero, oltre a parecchie specie di arbusti tra cui la ginestra, il ginepro, il biancospino, il pungitopo. La fauna comprende uccelli rari come il barbagianni, lo sparviero, il picchio verde, mentre tra i mammiferi sono comuni la donnola, la faina, la volpe, la lepre, il ghiro, il cinghiale, lo scoiattolo e il riccio.Ad Atri lo scenario suggestivo dei suoi calanchi, derivanti dall’erosione di un particolare tipo di argille, è protetto dalla Riserva Naturale dei Calanchi di Atri. La scarsa vegetazione include specie tipiche di climi desertici come il cappero, il carciofo selvatico, la liquirizia. Lungo i piccoli corsi d’acqua sono diffusi il granchio di fiume e la puzzola, oltre alle onnipresenti volpi; uno degli ospiti più particolari dei calanchi è però senza dubbio l’istrice. Le altre Aree Protette della provincia di Teramo. Il Parco Territoriale attrezzato del Fiume Fiumetto, nel comune di Colledara, tutela il letto del torrente caratterizzato da cascatelle e vegetazione di sponda, circondato da boschi di roverella, farnia, salice e pioppo e frequentato dalla puzzola, dal tasso e da molte specie di uccelli. Infine nel tratto medio del fiume Vomano, uno dei fiumi più importanti della provincia di Teramo, alimentato dalle acque del Gran Sasso e della Laga, nel territorio del comune di Montorio al Vomano ha sede il Parco Territoriale attrezzato del Fiume Vomano, il più esteso tra le aree protette abruzzesi di questo tipo. Il fiume in questo punto scorre tra alte pareti di arenaria, scavate dalla lenta azione erosiva delle acque, e boschi di leccio. Sulle pareti nidifica il falco pellegrino, mentre nelle aree ai lati di esse troviamo il succiacapre, l’averla piccola e l’upupa.

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Riserve naturali Regionali
Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela.
 
Abetina di Rosello. Le riserve regionali istituite dalla Regione Abruzzo sono gestite dai Comuni che, in piu’ casi, si avvalgono di Comitati di Gestione allargati ad altri enti e associazioni. Alcune di queste riserve, avendo reintrodotto nel loro territorio animali ormai scomparsi e salvaguardato le specie esistenti, si configurano come veri e propri laboratori viventi poiche’ offrono numerose possibilita’ di ricerche sul campo non solo agli addetti ai lavori ma, soprattutto, agli studenti di ogni ordine e grado.
 
Abetina di Rosello
Avviato nel 1971 e diffuso in tutto il territorio nazionale, il sistema delle oasi del WWF ha finalità didattiche e di conservazione della fauna.
Oggi in Abruzzo sono in funzione 6 aree di questo tipo. Le oasi del Lago di Penne, del Lago di Serranella e della Majella Orientale coincidono però con le omonime riserve naturali regionali.
Istituita nel 1992 nei Comuni di Rosello e Agnone (quest'ultimo in provincia di Isernia) si trova intorno ai mille metri di quota, sul confine con il Molise, in una zona altrove arida e desolata anche a causa del carico enorme di bestiame al pascolo che il territorio ha dovuto sopportare in passato: e’ il verde bosco di abeti di Rosello in provincia di Chieti. Traversato dal torrente Turcano (un affluente del Sangro), il bosco e’ costituito in buona parte da Abete bianco, cui si affiancano il Faggio, il Tasso, il Tiglio, il Cerro, il Nocciolo e il raro Acero di Lobelius che qui raggiunge il limite settentrionale del suo areale di distribuzione. Bello e ricco anche il sottobosco nel quale spiccano l'Agrifoglio e il Pungitopo. Le fioriture includono il Croco, la Scilla, il Giglio martagone, e numerose orchidee selvatiche tra cui la rarissima Epipactis purpurata. Oasi del WWF dal 1992, l'Abetina di Rosello non merita certo una visita solo dagli appassionati di botanica. Nel bosco, oltre alle tracce della Martora, del Lupo e dell'elusivo Gatto selvatico, e’ possibile osservare il volo dei rapaci piu’ legati ai boschi come l'Astore, il Falco pecchiaiolo e lo Sparviero; ascoltare il richiamo dell'Allocco e del Gufo comune; imbattersi in specie eleganti anche se piu’ comuni come la Ghiandaia, il Colombaccio e la Tordela. Numerosi anche gli anfibi, tra cui spiccano la Rana italica, la Rana dalmatina, la Salamandrina dagli occhiali e la rara Salamandra pezzata. Ottima come Scuola di natura, l'Oasi dell'Abetina di Rosello merita di essere conosciuta anche da parte di chi cerca nella natura una rilassante passeggiata. I sentieri che si snodano tra gli abeti sono piacevoli in tutte le stagioni e la visita all'Oasi puo’ essere il pretesto per percorrere una delle zone meno note dell'Abruzzo. Da non perdere, nei dintorni, l'impressionante cascata del fiume Verde.
Articolo tratto dal sito: www.giulianovaweb.it
 
 
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