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Piccole storie
di "grandi" donne di
Adriana Viglione
Massi |
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Finito di stampare nel mese di luglio '10 |
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ADRIANA VIGLIONE MASSI, HA RICEVUTO A
MONTEROTONDO (RM) IL 04/12/2008, IL PREMIO
LETTER-ARIO NAZIONALE: " CIRCE - UNA DONNA TANTE
CULTURE " III CLASSIFICATA SEZIONE NARRATI-VA
EDITA PER LA PUBBLICAZIONE DEL VOLUME "ELIETTA". |
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Prefazione
di
Sandro Galantini |
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Donne. Donne che lottano, che amano, che
molto spesso sfidano le rigide
convenzionalità di una società che le
vorrebbe sempre e comunque sottomesse o
marginali.
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Donne a volte lacerate da una vita
ingenerosa e perciò — diciamo così —
irrimediabilmente subacquee, sottratte cioè
ad ogni sguardo e dunque in qualche modo
esiliate. Oppure proiettate nello scenario
del mondo e della storia come protagoniste,
con le proprie attese sociali che mai
prescindono dalla difesa della dignità e dal
bisogno di partecipare alla realtà degli
altri. In ogni caso “grandi” donne le cui
figure, che pure incarnano individualmente
l’essenza problematica di ciascuna storia ed
anche, per altri versi, le inevitabili
contraddizioni dovute dall’incontro del
‘moderno’ col ‘tradizionale’, vengono
sottratte alle ricorrenti liturgie del
silenzio per essere consegnate alla pagina
attraverso le loro “piccole storie”, volendo
mutuare il titolo di questo nuovo lavoro di
Adriana Viglione Massi.
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Piccole storie di “grandi” donne, infatti,
aduna, come in una sorta di galleria, undici
figure femminili delle quali l’Autrice,
ripercorrendone le vicende salienti, cerca
di decifrarne garbatamente la geografia
interiore e di comprenderla entro un
esplicito bisogno di riflessione sui termini
d’una lezione sostanzialmente dialettica
della realtà e sui livelli di
un’osservazione ad ampio spettro che, di
volta in volta, si interroga sul senso del
destino, sulle dinamiche del sociale, sulle
regole dell’esistenza e sulle cause di
taluni fallimenti, lasciando sempre spazio
all’identità psicologica e alle fluide e
centripete vitalità dell’io.
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Indubbiamente quelle di Francesca, Wanda,
Emma, Claudia, Carla, Pia, Ersilia, Gavina,
Luigina, Serena e Giulia sono esperienze che
per l’Autrice, di cui torniamo ad apprezzare
la parola limpida, il nitore stilistico e la
capacità di coinvolgere emozionalmente,
vogliono essere esemplari di percorsi
soggettivi. Tuttavia è anche vero che quelle
esperienze si prestano a codificare
pregnanze più generali, valicando quindi il
reticolo dei toponimi e le misure del tempo
cosi da rendere prezioso questo volume per i
molti orizzonti che disvela al lettore e che
si aggiungono, beninteso, ai valori
testimoniali ed esistenziali.
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Sandro Galantini
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