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Timpِ - Timporie |
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di Dante Di Pompeo |
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Finito di stampare nel mese di Marzo 2009 |
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PREFAZIONE |
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Per chi ha il compito di vergare brevi parole di
commento, dopo essersi immerso nella lettura
attraente e piacevole delle “nugae”
(poesiole d’argomento leggero) del nostro
amico
Dante Di Pompeo,
si pone la possibilità di citare alcune
espressioni, alcuni paragoni, isolare alcune
scenette e dire le ragioni per cui una piace
più delle altre, o vedere ogni creazione, in
ogni rima o verso un aspetto della
poliedrica personalità dell’autore.
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A noi è piaciuto seguire la seconda forma di
presentazione, perché le sfaccettature così
numerose, così particolari, risalenti,
tuttavia, all’animo commosso e poetico di
Dante, aiutano meglio il lettore a capire, a
gustare e godere.
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1) Ed ecco allora l’elettricista, che sa
cogliere il “s’appicce e smore”, tra lu
grane de tante luminelle, de li ciattè, “che
pare arfà le mosse a li stelle”.
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2)E che dire del micropaleontologo, che si
entusiasma e riesce a comunicare entusiasmo
a chi lo segue, quando, dopo aver passato
ore intere a spiare i microfossili,
distinguendo tra gli organismi vegetali le
diatomee e tra quelli animali i
foraminiferi, osserva in termini poetici, il
formarsi “de lu jacce arricamate” dalle
gocce di acqua di fonte, nel mese di “ginnaje”.
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3) E c’è anche il fotografo dell’umanità, che
assorbe avidamente e con pietà la vita di
tanta gente, condividendone lo sdegno per
l’ipocrisia, lo sgomento per le ingiustizie
e il bisogno nella povertà, l’imbarazzo da
ignoranza, ed ecco “lu cuntadine a la
stazione, che lascia passà tre quattro
treni, perché lu cape trene invita ogni
volta “in carrozza... signori” e lui aspetta
lu trene pi lu cafone”.
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4) E per ultimo, ci piace vedere in Dante il
giuliese, che trasforma ogni personaggio,
ogni strada, ogni ricorrenza, immergendoli
in un alone poetico, con un linguaggio amato
da tutti noi ed amabile per tutti, in un
pezzo della nostra esperienza, della nostra
vita, del nostro cuore, lasciandoci, dopo la
lettura, più buoni, più felici, più
ottimisti.
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Prof. Giulio Belfiore |
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