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Nottetempo,
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Prefazione di
Sandro Galantini |
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Sottraendosi, per così dire, a perentori
ordini ‘geometrici’ e ad abusati stilemi, la
parola di Gabriella Falanga, anche quella
talvolta sospesa tra gli interstizi della
pronunzia, percorre i labirinti dell’anima,
scava, lacera e deflagra, dissacrando —
«giacché tutto è inganno»
(Sovrapposizioni) — la lezione spesso
contraddittoria del presente.
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Una parola adulta, mai sazia, capace di
sorprendere, oltre che per la libertà, per
l’intensità, per le inusuali cadenze e — più
ancora — per la lealtà. Ma a patto,
s’intende, di lasciare sciogliere le righe
dentro la cavità del cuore. Perché solo
allora è possibile vivere pienamente
il battito cupo del dolore e l’angoscia dei
naufragi, dirupare nelle
inquietudini, nei tanti sgomenti e nei
rovelli (Relatività) ma pure
sentire la densità dell’amore e la
compatta ansia di riscatto intendendo come
in Gabriella Falanga la poesia si
identifichi con la pregnante totalità della
vita e come, di conseguenza, al resto ed
alle ineludibili necessità della forma vi
siano ‘ragioni’ — sortite dalla fucina
segreta del pensiero, dal crogiolo delle
emozioni e dalla tessitura della biografia —
che preesistono e lo presuppongono.
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Nottetempo,
quindi, non è solo una raccolta che
esplicita i tratti di un laborioso impegno
poetico disvelando le sorgive risorse e i
doni creativi dell’autrice, ma è anche —
anzi, soprattutto — un confronto stentoreo
con gli interrogativi cruciali
dell’esistenza. È il rendiconto di un audace
preliare contro il nulla incombente, contro
le assenze incolmabili, i pesi remoti e le
originarie ipoteche (Tra le
rovine); è la sfida ininterrotta ed
appassionata avverso il ricordo che nuoce
(Antico giardino, Stelle Cadenti Ricordo);
è, ancora, la ratifica di un radicale
ripudio nei confronti delle eccitazioni
fatue, delle insidie e degli inutili
baluginii della quotidianità
(Palcoscenico).
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Ma le lacerazioni sono profonde, come le
ansie e i disinganni, e scavano dentro gli
umori; può allora insinuarsi, quando gli
smarrimenti si dilatano (Donna allo
specchio), quando l’universo interiore
si sbreccia e diviene «una striscia di
stoffa sottile / che oscilla al vento»
(Insonnia), anche il «Desiderio di resa,
di vuoto, di nulla» (Antico giardino).
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In Nottetempo v’è dunque un inesausto
alternarsi di chiaro e scuro, di cedimenti e
ricominciamenti («Continuerò a camminare /
cantando, scricchiolando / per l’antico
tratturo».
Foglie morte). Una linea che,
correndo sul crinale delle verifiche e dei
consuntivi, sottende però un categoriale
bisogno di purezza (Diversità), la
mai estenuata ricerca di nuovi spazi per
l’anima («Dopo il lungo oblio, forse / sto
di nuovo pregando». S. Antonio di Padova); diremmo l’andito
— pur nella consapevolezza dei quozienti
sempre imprevedibili del destino — a
valicare gli ostacoli che precludono le
relazioni con le cose e nelle
cose recuperando, attraverso la fusione con
gli archetipi (sole come luce e calore,
terra come luogo dell’accoglienza), le
vitalistiche radici dell’universo
(Trasmutazione).
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Ecco, allora, che dall’algebra delle
solitudini e dai perimetri chiusi delle
negazioni, superando la condanna delle
cicatrici («non può emanare odio il cuore».
Senza odio), affiora lo scrimolo
della rinascita, un’opportunità di
risurrezione («Briciole di vita trionfano /
sul buio illuminando l’anima: / speranze
d’un mondo differente». Briciole di
vita), fors’anche una promessa di
grazia. «Purché sia nottetempo / può
l’incontro avverarsi».
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Gabriella Falanga è nata a Milano dove ha
compiuto i suoi studi.
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Da sempre appassionata di poesia, narrativa e
teatro, fin da ragazza ha coltivato la sua
inclinazione a cimentarsi nella scrittura
partecipando con buoni esiti a concorsi di poesia e
prosa nella provincia lombarda.
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Sue poesie e brani narrativi sono stati pubblicati
su alcune riviste letterarie tra il ‘58 e il ‘63,
anno in cui si è trasferita con la famiglia a
Giulianova dove tuttora risiede e si dedica alla sua
passione di sempre.
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Ha partecipato a vari concorsi e manifestazioni
culturali: dal 2000 al 2003, sue poesie sono state
recitate alla Festa della Donna organizzata
dall’Associazione “Teramo Nostra”. Altre sue liriche
sono state pubblicate nei volumi editi
dall’Associazione “Il Moro” di Paganica (2004 e
2005). Ha partecipato a “Infiltrazioni 1 e 2” (2005
e 2006) a San Pietro di Isola del Gran Sasso dove,
insieme al Gruppo Oraò, ha presentato alcuni dei
suoi componimenti in un percorso multiartistico di
pittura, scultura, musica, poesia, fotografia,
recitazione. Con lo stesso gruppo è intervenuta in
diverse occasioni presso il “Centro Culturale San
Francesco” Sala Trevisan di Giulianova, e nel marzo
2007 alla “Casa Internazionale della donna” di Roma.
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Nottetempo
è la sua prima raccolta di liriche.
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Volume disponibile presso la
libreria Ianni di Giulianova in Via Gorizia - Tel. 085 8005041 |
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www.giulianovaweb.it |
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