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Scrittori, Storici, Poeti  &  Narratori  di  Giulianova

 
Nottetempo,
 
 
Nottetempo, di Gabriella Falanga
 
Nottetempo, di Gabriella Falanga
 
In copertina
Disegno di Maria Luisa Falanga
 
DIREZIONE EDITORIALE
Giacinto Damiani
 
GRAFICA
Barbara Marramà
 
direzione@ricercheerdazioni.com
www.ricercheeredazioni.com
 

Prefazione di Sandro Galantini

Sottraendosi, per così dire, a perentori ordini ‘geometrici’ e ad abusati stilemi, la parola di Gabriella Falanga, anche quella talvolta sospesa tra gli interstizi della pronunzia, percorre i labirinti dell’anima, scava, lacera e deflagra, dissacrando — «giacché tutto è inganno» (Sovrapposizioni) — la lezione spesso contraddittoria del presente.
Una parola adulta, mai sazia, capace di sorprendere, oltre che per la libertà, per l’intensità, per le inusuali cadenze e — più ancora — per la lealtà. Ma a patto, s’intende, di lasciare sciogliere le righe dentro la cavità del cuore. Perché solo allora è possibile vivere pienamente il battito cupo del dolore e l’angoscia dei naufragi, dirupare nelle inquietudini, nei tanti sgomenti e nei rovelli (Relatività) ma pure sentire la densità dell’amore e la compatta ansia di riscatto intendendo come in Gabriella Falanga la poesia si identifichi con la pregnante totalità della vita e come, di conseguenza, al resto ed alle ineludibili necessità della forma vi siano ‘ragioni’ — sortite dalla fucina segreta del pensiero, dal crogiolo delle emozioni e dalla tessitura della biografia — che preesistono e lo presuppongono.
Nottetempo, quindi, non è solo una raccolta che esplicita i tratti di un laborioso impegno poetico disvelando le sorgive risorse e i doni creativi dell’autrice, ma è anche — anzi, soprattutto — un confronto stentoreo con gli interrogativi cruciali dell’esistenza. È il rendiconto di un audace preliare contro il nulla incombente, contro le assenze incolmabili, i pesi remoti e le originarie ipoteche (Tra le rovine); è la sfida ininterrotta ed appassionata avverso il ricordo che nuoce (Antico giardino, Stelle Cadenti Ricordo); è, ancora, la ratifica di un radicale ripudio nei confronti delle eccitazioni fatue, delle insidie e degli inutili baluginii della quotidianità (Palcoscenico).
Ma le lacerazioni sono profonde, come le ansie e i disinganni, e scavano dentro gli umori; può allora insinuarsi, quando gli smarrimenti si dilatano (Donna allo specchio), quando l’universo interiore si sbreccia e diviene «una striscia di stoffa sottile / che oscilla al vento» (Insonnia), anche il «Desiderio di resa, di vuoto, di nulla» (Antico giardino).
In Nottetempo v’è dunque un inesausto alternarsi di chiaro e scuro, di cedimenti e ricominciamenti («Continuerò a camminare / cantando, scricchiolando / per l’antico tratturo». Foglie morte). Una linea che, correndo sul crinale delle verifiche e dei consuntivi, sottende però un categoriale bisogno di purezza (Diversità), la mai estenuata ricerca di nuovi spazi per l’anima («Dopo il lungo oblio, forse / sto di nuovo pregando». S. Antonio di Padova); diremmo l’andito — pur nella consapevolezza dei quozienti sempre imprevedibili del destino — a valicare gli ostacoli che precludono le relazioni con le cose e nelle cose recuperando, attraverso la fusione con gli archetipi (sole come luce e calore, terra come luogo dell’accoglienza), le vitalistiche radici dell’universo (Trasmutazione).
Ecco, allora, che dall’algebra delle solitudini e dai perimetri chiusi delle negazioni, superando la condanna delle cicatrici («non può emanare odio il cuore». Senza odio), affiora lo scrimolo della rinascita, un’opportunità di risurrezione («Briciole di vita trionfano / sul buio illuminando l’anima: / speranze d’un mondo differente». Briciole di vita), fors’anche una promessa di grazia. «Purché sia nottetempo / può l’incontro avverarsi».

 

Gabriella Falanga è nata a Milano dove ha compiuto i suoi studi.
Da sempre appassionata di poesia, narrativa e teatro, fin da ragazza ha coltivato la sua inclinazione a cimentarsi nella scrittura partecipando con buoni esiti a concorsi di poesia e prosa nella provincia lombarda.
Sue poesie e brani narrativi sono stati pubblicati su alcune riviste letterarie tra il ‘58 e il ‘63, anno in cui si è trasferita con la famiglia a Giulianova dove tuttora risiede e si dedica alla sua passione di sempre.
Ha partecipato a vari concorsi e manifestazioni culturali: dal 2000 al 2003, sue poesie sono state recitate alla Festa della Donna organizzata dall’Associazione “Teramo Nostra”. Altre sue liriche sono state pubblicate nei volumi editi dall’Associazione “Il Moro” di Paganica (2004 e 2005). Ha partecipato a “Infiltrazioni 1 e 2” (2005 e 2006) a San Pietro di Isola del Gran Sasso dove, insieme al Gruppo Oraò, ha presentato alcuni dei suoi componimenti in un percorso multiartistico di pittura, scultura, musica, poesia, fotografia, recitazione. Con lo stesso gruppo è intervenuta in diverse occasioni presso il “Centro Culturale San Francesco” Sala Trevisan di Giulianova, e nel marzo 2007 alla “Casa Internazionale della donna” di Roma.
Nottetempo è la sua prima raccolta di liriche.
Volume disponibile presso la libreria Ianni di Giulianova in Via Gorizia - Tel. 085 8005041
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Scrittori

 

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