| |
 |
| |
|
Dieci favole vere,
di
Domenico Trifoni |
| |
|
In copertina: uno scorcio fotografico della
villa Trifoni a Colleranesco e, in primo piano,
il gatto Socks disegnato da Andrea Trifoni |
| |
-
Pubblicato nel mese di maggio 2007
-
dalla Grafica 2000 S.n.c.
-
Zona Industriale — Sceme di Pineto
-
Tel. e Fax 085.9461491
-
grafica.2000@llbero.it
|
| |
| |
| |
|
|
Prefazione di Sandro Galantini |
|
-
Delicato come un cammeo, il domestico
‘piccolo mondo antico’ richiamato dalle
lontane province della memoria grazie alle
pagine insieme struggenti, confidenziali e
sempre emotivamente partecipate di Domenico
Trfoni, esemplifìca valori ‘metatemporali’
di innocenza ma anche di mistica e segreta
comunione con la terra d’origine.
-
Famiglia, solide moralità e casa sono dunque
i punti trigonometrici —per così dire — di
una topografia esistenziale tessuta entro
l’orizzonte di una contrada di Giulianova,
Colleranesco, che è si luogo di vita e
d’anima ma anche realtà minima e speculare
dell’Abruzzo otto e novecentesco, con i suoi
corredi comportamentali, le ritualistiche
sociali, le austere e minute costumanze
entro il tondo di un’esistenza che a fatica
valicava la linea tenue del mare e la corona
impervia del Gran Sasso.
-
Facendo ricorso ad uno stile privo di
sbavature e molto gradevole, l’Autore — di
cui traspare in filigrana una sottile
nostalgia, quasi una saudade, per i
modi di vita del passato preindustriale —
restituisce, con la pregnanza della
narrazione diaristica ed appalesando le
risorse di un avvertito régisseur,
vividi fotogrammi di un evenementiel
che, mai dimesso né banale, cattura, avvince
e conquide.
-
Racconti brevi ma intensi, ricchi di colori
ora sfumati ora più decisi e di sensazioni
tenuissime, tutti giocati sul filo della
memoria e serbando fedeltà alla storia di
una ramificata famiglia, i Trfoni appunto,
in cui l’alfabeto del sangue era tutt’uno
con l’eccellenza civile e morale. Una
dinastia che attraverso i suoi membri, a
partire soprattutto dall’inoltrato ‘700, è
stata infatti partecipe — ricoprendo
posizioni di grande visibilità — delle
vicende religiose, culturali,
socio—politiche ed economiche di Giulianova
come dell’intera realtà provinciale ma
anche, con lo sportsman Costanzo
Trifoni, leggendario vincitore nel 1896
della gara ciclistica Milano-Monaco di
Baviera, di quelle nazionali.
-
Sono pagine sempre piacevoli e garbate,
talvolta intrise di bonomia, talaltro
persino ironiche, che diventano
particolarmente commosse e commoventi ne La Grande Guerra, forse uno dei momenti
narrativamente più persuasivi, con il pudico
protagonista — Stagnarello — del quale
Domenico Trifoni, ricorrendo ad una sapiente
scrutinazione e senza nulla concedere a
manierismi oleografici, decifra gli
smarrimenti e le intime risonanze,facendo
così nitidamente emergere i sentimenti
semplici e umili, la sua generosità,
l’altruismo e la ingenua, perciò ancor più
vera, sensibilità.
-
Sono insomma ‘voci chiamiamole così, ed
esistenze plurali entro la cornice di un
affascinante viaggio nel tempo: un
itinerario, questo propostoci da un
convincente Domenico Trifoni, strutturato
sull’ascolto delle parole meno ripudiabili e
più plausibili, quelle beninteso della
memoria familiare, che è poi — se vogliamo —
memoria di un tempo, di un luogo e di
un’intera generazione.
|
-
DOMENICO TRIF0NI
è nato a Giulianova il 20 dicembre 1932.
Trascorre la sua infanzia nella casa paterna
di Colleranesco (TE). A Teramo frequenta il
liceo; si laurea in Ingegneria a Padova,
dove pure conosce Ida che diventerà nel 1963
sua moglie e dalla quale avrà i quattro
figli: Marco, Caterina, Sergio e Davide. Con
questo libro, in cui ricorda alcuni antichi
avvenimenti della sua famiglia, esordisce
nella narrativa.
|
|