PRESENTAZIONE
È per noi
motivo di orgoglio presentare all’attenzione dei cittadini, ma anche dei
cultori di patrie memorie e degli studiosi, questo volume dedicato alle
opere, alla vita ed agli interessi scientifici di Pio Mazzoni, uno dei figli
illustri di Notaresco benché non tra i più noti e studiati.
Patriota,
medico, uomo politico ma anche attivo nelle discipline agronomiche in una
linea di interessi comune ad altri due nostri importanti e conosciuti
concittadini, cioè Ignazio Rozzi e Giuseppe Devincenzi, Pio Mazzoni meritava
certamente un’attenzione diversa rispetto a quella sinora a lui riservata.
Da questa
consapevolezza è nato, con il determinante sostegno dell’Amministrazione
comunale, il presente volume, recante alcuni rari scritti scientifici di Pio
Mazzoni, che trovano così più ampi spazi di divulgazione, insieme con le
dense note dei curatori Giovanni Di Leonardo e Sandro Galantini, storici di
grande competenza cui dobbiamo, rispettivamente, una finalmente completa
biografia, e la ricognizione della interessante attività intellettuale
dell’attivo Notareschino in ambito scientifico.
Un’iniziativa,
questa, sorta dalla convinzione che il nostro ricco patrimonio, materiale ed
umano, sia meritevole di tutela e vada adeguatamente valorizzato.
- CONCETTA ETT0RRE Assessore alla Cultura
- VALTER CATARRA Sindaco di Notaresco
-

NOTA DEI
CURATORI
Gli scritti di Pio Mazzoni qui riuniti, ed estrapolati da una magari non
fittissima ma pure assai variegata e stimolante bibliografia, giovano a
chiarire alcuni aspetti del suo impegno e ad enucleare interessi meritevoli
di specifica attenzione e di una più approfondita ricognizione. Un
confronto, dunque, e insieme una verifica per accertare — si spera in
maniera plausibile — i percorsi, le scelte e, insomma, le ragioni
intellettuali, personali e finanche ideologiche che hanno dato luogo a
feconde riflessioni come pure a rovelli e ad ipotesi di lavoro maturati
entro l’orizzonte di un Ottocento intessuto di tensioni ma anche di ricchi
prodotti culturali.
Il primo
scritto, pressoché introvabile e non casualmente sconosciuto alla gran parte
dei repertori, persino a quelli di più robusto impegno, è Sull’Allopatia
e l’Omiopatia in Smirne. Lettera prima del Dottor Mazzoni, all’Esimio
Cavaliere Richard Van Lennep, Console d’Olanda in Smirne, pubblicato in
lingua italiana nella città turca, presso la tipografia Daveroni e Sougiolli,
nel 1858. Oltre a costituire un rarissimo cimelio bibliografico, ora
sottratto agli ambiti riservati a pochi e specializzati lettori, questo
primo contributo ben si presta a ricostruire — sebbene in parte — il fitto
reticolo dei debiti intellettuali contratti dal Mazzoni, concorrendo anche a
rimuovere l’immagine, riduttiva e ingenerosa, di un Abruzzo sordo alle
“insidie” del pensiero e incapace di aprirsi e partecipare a più feconde
dimensioni culturali.
Il secondo
scritto, La filossera. Mezzi da prevenirla e distruggerla. Memoria del
Signor Mazzoni Cav. Pio componente la Camera di Commercio ed Arti.
Letta dallo stesso Signor Mazzoni nell’adunanza del dì 29 Settembre 1879, e
pubblicata per ordine della Camera, Teramo, Tipografia comunale di Q.
Scalpelli, 1879, ci pone dinanzi un Mazzoni ormai trasferitosi — e con
risultati apprezzabili — in altro domicilio disciplinare, quello precipuo
della patologia agraria, in un felice e significativo raccordo con Ignazio
Rozzi e Giuseppe Devincenzi.
Il terzo e
ultimo scritto è rappresentato dalla Relazione sul Congresso Nazionale di
bacologia e sericoltura tenutosi in Torino nel settembre 1884. Letta dallo
stesso Cav. Mazzoni nell’adunanza del 27 ottobre 1884 e pubblicata per
ordine della Camera, Teramo, Stab. Tip. di Q Scalpelli e figlia, 1884.
In questo caso siamo al cospetto di una relazione, la prima tenuta dal
Mazzoni in un congresso nazionale, quello torinese dedicato alla bacologia
ed alla sericoltura, che in un certo senso dispone le coordinate entro le
quali si situano gli altri due suoi interventi congressuali egualmente
relativi alla bacologia, a Varese nel 1886 e all’Aquila nel 1889, ribadendo
così la fedeltà a interessi venuti a maturazione già nel 1867 e nel 1879.