PRESENTAZIONE
Nell’ambito
della brevissima quanto intensa vita rivoluzionaria napoletana di fine
Settecento, l’abruzzese Michelangelo Cicconi fu uno dei primi e più
appassionati protagonisti.
Con una
espressione moderna si potrebbe dire che con la sua vita egli rappresentò la
posizione dell’intellettuale del cambiamento nella lucida consapevolezza di
essere un discendente di un magistrato del Regno ed un esponente autorevole
di una Congregazione religiosa tra le più amate dalle popolazioni del
Mezzogiorno per il fervore riformatore dei suoi componenti.
La regola
fondamentale dell’Ordine dei Teatini, a cui appartenne, era infatti quella
di lavorare per la restaurazione nel clero dell’ideale apostolico primitivo,
impegnato nell‘istruzione religiosa del popolo, ma anche nell‘assistenza ai
malati, nella predicazione del Vangelo ai fanciulli, nell’aiuto alle
famiglie bisognose e nel rispetto del decoro nel corso delle funzioni
religiose.
Storicamente Michelangelo Cicconi è un personaggio complesso: tanto noto in
vita quanto ignorato dopo la sua drammatica impiccagione sulla piazza del
Mercato di Napoli nel gennaio 1800.
Certamente
molto ha influito negativamente la damnatio memoriae, che per
decisione regia colpì l’insieme della documentazione prodotta nel periodo
repubblicano, ma molto anche la carenza di una corretta edizione critica
delle sue molteplici opere.
Se si
tengono conto questi due elementi si comprende facilmente la difficoltà che
ha incontrato Giovanni Di Leonardo, che pure non è nuovo a questo tipo di
indagine, basti pensare al recente volume sugli “Internazionalisti e
Repubblicani in Abruzzo” (1999), nel ricondurre ad unità le pochissime
notizie bio-bibliografiche presenti dentro e fuori l’Abruzzo. Per portare a
termine il suo lavoro e quindi offrire ai lettori un quadro esatto
dell’opera del Cicconi, l’Autore ha seguito tutte le piste, ha sondato ogni
traccia e ha verificato ogni pur minima notizia.
Ne è
venuto fuori l’ immagine di un personaggio complesso non più e non solo
appiattito nel “ribellismo” giacobino degli ultimi mesi della sua vita
quanto la figura di un “cittadino” insonne, pronto a raccogliere ogni nuovo
tipo di sfida, sempre coerente con se stesso e impegnato nella salvaguardia
della salute pubblica, nei diritti dei minori e nella lotta per
l’emancipazione femminile.
Pertanto è
un libro assai articolato su Michelangelo Cicconi, su Francesco Cicconi, sul
concittadino Fulgenzio Lattanzi, sulle famiglie gentilizie del Regno e più
in generale sulla cultura abruzzese e napoletana del suo tempo.
Il testo
inoltre si fa apprezzare per la facilità dell’esposizione, per la
complessità della ricerca, compiuta a Napoli, a Roma e in Abruzzo e per la
completezza, sempre allo stato attuale delle informazioni raccolte, del
racconto.
Sono certo
che il lettore saprà apprezzare tutti questi elementi e che Morro D’Oro
saprà riservare a Michelangelo Cicconi e ai suoi migliori figli l’onore che
meritano.
Adelmo
Marino