L’iconografia della statuaria e dei santini lo rappresentava con alcuni caratteri che si ripetono, anche se le varianti, negli abiti, nello sfondo e in altri personaggi presenti, hanno accentuato alcuni tratti peculiari della sua figura. L’abito popolare segue i canoni di quello tipico del pellegrino medioevale: la tunica è solitamente di colore verde con la cintura rossa, la mantellina marrone sulla quale spicca la conchiglia appuntata su una spalla. La simbologia attribuita alla conchiglia si lega inizialmente ad un elemento che distingueva coloro che, per devozione e penitenza, si recavano al Santuario di S. Giacomo di Compostella; fu proprio questo santo a fregiarsene sul cappello e poiché S. Roeco raccoglie in sé lo spirito del pellegrino, la conchiglia ritorna come simbolo del lungo pellegrinaggio della sua vita.

 

L’iconografia della statuaria e dei santini lo rappresentava con alcuni caratteri che si ripetono, anche se le varianti, negli abiti, nello sfondo e in altri personaggi presenti, hanno accentuato alcuni tratti peculiari della sua figura. L’abito popolare segue i canoni di quello tipico del pellegrino medioevale: la tunica è solitamente di colore verde con la cintura rossa, la mantellina marrone sulla quale spicca la conchiglia appuntata su una spalla. La simbologia attribuita alla conchiglia si lega inizialmente ad un elemento che distingueva coloro che, per devozione e penitenza, si recavano al Santuario di S. Giacomo di Compostella; fu proprio questo santo a fregiarsene sul cappello e poiché S. Roeco raccoglie in sé lo spirito del pellegrino, la conchiglia ritorna come simbolo del lungo pellegrinaggio della sua vita.

 

 

SANDRO GALANTINI, è nato a Senigallia (AN) il 21 giugno 1964; risiede a  Giulianova (TE) Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Urbino e il diploma della Scuola di Applicazione Forense presso l’Università di Teramo.

Sandro Galantini
 
 
 
 
 
 
 
 
La prima comunione nella Cappella S.Rocco
di Giulianova
1899-1958
A cura di:
Sandro Galantini e
Alessandra Gasparroni;
 
Finito di stampare nel
mese di agosto 2002
 
L’origine di quello che, con terminologia plurisecolare rimasta inalterata per buona parte dell’Ottocento, veniva definito l’Ospizio di S. Rocco, è ignota, come ignoti ne sono i fondatori, sebbene a antica tradizione perpetuatasi nei secoli sia ferma nell’indicare la sua istituzione all’epoca della fondazione della rinascimentale Giulianova, quindi all‘indomani del 1470. Che l’opinione tradizionale non sia del tutto sprovvista di verità storica, sono alcuni documenti a confermarlo. Un sopravvissuto codice cartaeo relativo ai verbali delle «adunanze» tenute dalla Giunta, o Minor Consiglio, dell’Università di Giulianova tra il 26 maggio 1576 e il 17 marzo 1577, ci informa dell’esistenza di alcune istituzioni dipendenti dall’università: tra queste, insieme con il Monte di pietà e la fattoria, viene menzionato l’Ospedale con il contiguo oratorio di San Rocco, ubicati a ridosso del lato nord delle muraglie urbane. Ma ancora prima di questa data, lo storico Niccola Palma riferisce di una bolla del vescovo Giacomo Silverio Piccolomini del 6 dicembre 1554, a mezzo della quale la chiesa di «Santo Roccho» viene provvista di Rettore — in persona di Andrea Gionni di Giulia, Albanese di origine — e, contestualmente, si ordina l’esplusione da essa di «certi Frati regolari ordinis S. Augustini, che vi si erano intrusi de facto, e si erano sostenuti per alcuni mesi».
 
PREMESSA
 
La sezione teramana di «Italia Nostra», associazione che tra i suoi fini statutari (tutela del patrimonio storico artistico e naturale della Nazione) persegue anche quello della valorizzazione dei beni culturali cosiddetti minori, ha promosso l’allestimento di questa mostra di immaginette sacre sul tema «La prima Comunione nella Cappella San Rocca in Giulianova» e la pubblicazione del relativo catalogo contenente un’approfondita ricerca dello storico Sandro Galantini, direttore della Biblioteca Donatelli, sulla plurisecolare struttura del San Rocca (oggi istituto Castorani) e lo studio di Sandra Gasparroni esperta in discipline demo-antropologiche sul culto verso quel Santo e sull’uso tuttora diffuso di distribuire un’immagine sacra a ricordo del giorno più bello della vita.
I testi dei due studiosi, già pubblicati, sempre su iniziativa di «Italia Nostra», nella rivista «La Madonna dello Splendore 2002», conferiscono una indubbia connotazione culturale alla mostra. La carrellata iconografica che segue, curata da chi scrive, presenta una scrupolosa selezione di ricordini dei comunicandi in San Rocca nell’arco di tempo di oltre 60 anni (1899-1961).
L’idea di mostrare questi piccoli deliziosi documenti è nata casualmente, quando tra le cose appartenute a mia Madre, Elena Concetta Orsini, giuliese e convittrice a San Rocco negli anni dieci del secolo scorso, ho trovato, oltre al suo, alcuni ricordini di coetanee, cugine o compagne di collegio amorosamente conservati.
Osservando quel piccolo tesoro, ho pensato che sarebbe stato bello far rivivere per un momento quel mondo lontano nel tempo, ma ancora cosi vivo in tanti di noi, per averne direttamente o indirettamente sentito parlare quando le nostre mamme, le nostre nonne nel collegio San Rocco venivano educate unendo all’apprendimento delle materie scolastiche anche quello del ricamo, del francese, del pianoforte e delle buone maniere, guidate dalle impareggiabili suore «cappellone».
Ho coltivato questo progetto a lungo ma è stato possibile realizzarlo solo di recente. Spero che il frutto di un lungo lavoro di ricerca, nella sua valenza strettamente locale, portato avanti con tenacia ed amore, incontri l’apprezzamento dei cittadini di Giulianova, dai più anziani che certamente troveranno tanti spunti per ricordare, ai più giovani che sicuramente si troveranno a fare una vera scoperta.
A nome dell’Associazione «Italia Nostra» ringrazio di cuore gli Amministratori dell’istituto Castorani, per la disponibilità incondizionata dimostratami, Sandro e Sandra per il loro prezioso e disinteressato lavoro, i carissimi amici Cecco Ciafardoni e Giorgio De Santis: senza il loro bellissimo materiale, la mostra non avrebbe avuto luogo, tutti gli amici che a vario titolo mi hanno dato una mano. Un doveroso ringraziamento infine a quegli Enti che hanno offerto un provvidenziale contributo in denaro.
 
Teramo, 16 luglio 2002
Maria Manetta
Presidente «Italia Nostra» Teramo