
- L'Ottocento dei
depositi
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A cura di Francesco
Tentarelli
- Finito di stampare
dalla "Edigrafital S.p.A." S. Atto di Teramo nel mese di agosto
2003
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L’Ottocento dei depositi
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Dipinti inediti della Scuola di
Posiflipo
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MAS Museo d’Arte dello Splendore,
Giulianova
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9 agosto - 28 settembre 2003
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Comitato Scientifico
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Francesco
Tentarelli
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Luisa Gialluca
Palma
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Stefania Segreti
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Ludovico
Raimondi
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Organizzazione
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Comune di
Giulianova
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Assessorato alla Cultura
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In collaborazione con
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Regione Abruzzo - Assessorato alla
Cultura
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Provincia di Teramo - Assessorato alla
Cultura
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Mostra a cura di
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Francesco
Tentarelli
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Con la collaborazione di
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Ludovico
Raimondi
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Testi di
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Ludovico
Raimondi
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Luisa Gialluca
Palma
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Stefania Segreti
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Francesco
Tentarelli
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Foto di
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Cleto Di Giustino
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Assicurazione
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RAS Giulianova di
Fabrizio Valierani
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Impaginazione
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Raffaella
Benguardato
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Realizzazione
e stampa
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Edigrafital
SpA., 5. Atto
– Teramo
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Uno speciale ringraziamento a:
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Padre Serafino
Colangeli, Presidente del Museo d’Arte dello Splendore;
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Tito Forcellese,
Assessore al Bilancio del Comune di Giulianova;
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Simonetta Leva, Dirigente
del settore cultura del Comune di
Giulianova;
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Giuseppe Maggi,
Funzionario Assessorato Pubblica Istruzione;
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Osvaldo De
Fabiis, Direttore del Museo d‘Arte dello Splendore;
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Luisa De Sanitis,
Franca Meo e il personale tutto del Museo d’Arte dello Splendore;
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la
Cooperativa “Duchessa “per l’apertura straordinaria serale della
mostra.
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Si ringraziano inoltre per la cortese collaborazione
Laura Testoni, Sandra Di Pancrazio,
Paolo Fedele, Pasqualino
Chiappini
- "Maria Maddalena"
- Olio su tela cm
61x74.
- Scuola di
Francesco solimena, seconda metà del XVIII secolo
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La mostra dei dipinti
conservati nei depositi della Pinacoteca Civica “Vincenzo Bindi” può
essere considerata uno degli eventi di maggiore rilevanza promossi
dall’amministrazione comunale di cui sono sindaco. L’esposizione
consente di riportare alla luce la parte riposta del tesoro artistico
che il Prof. Vincenzo Bindi, all’atto della sua morte, avvenuta nel
1928, ha inteso lasciare in eredità a beneficio del comune e della
collettività. La Pinacoteca, intitolata alla sua memoria, costituisce il
bene culturale più prezioso del complesso sistema museale, civico e
privato, ma, fin dalla sua istituzione, non ha potuto rendere visibile
l’intera collezione bindiana a causa della mancanza di spazi adeguati.
L’allestimento della mostra L’OTTOCENTO DEI DEPOSITI, compimento di un
progetto che vede protagonista lo storico dell’arte e direttore Tecnico
- Scientifico dei musei civici, Francesco Tentarelli, sostenuto con
convinzione dall’Assessore alla Cultura Giampiero Di Candido e dalla
Giunta, consente di colmare la lacuna. Il nostro obbiettivo deve essere
rivolto adesso a fare si che, ristrutturando il monumentale Palazzo
Bindi e recuperando alla funzione culturale altri edifici in dotazione
del Comune, la piena fruizione del riscoperto patrimonio superi la fase
di evento occasionale, che rimane comunque importante. Ringrazio
l’Assessore Di Candido per avere colto la grande opportunità,
l’Assessore Tito Forcellese, che fin dai tempi della carica di
Consigliere Comunale delegato alla cultura è stato propulsore della
rinvigorita spinta alla valorizzazione del polo culturale civico, il
Dott. Tentarelli per avere proposto e perseguito l’iniziativa, il
Dirigente del Settore competente del Comune, Dr.ssa Simonetta Leva, e il
suo facente funzioni, Sig. Giuseppe Maggi, il Responsabile del Servizio
Cultura e conservatore dei musei civici, Dr. Ludovico Raimondi, e
quanti, ai diversi livelli, l’hanno resa attuabile tra non poche ed
immaginabili difficoltà.
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Un ringraziamento
particolare rivolgo al Presidente del Museo d’Arte dello Spendore, Padre
Serafino Colangeli per aver posto a disposizione i locali della
bellissima struttura museale che ospitano l’esposizione, ed a tutti i
suoi collaboratori per la cura e l’entusiasmo con cui hanno accolto
l”intrusione”. Una volta di più il connubio con il Mas dimostra la
validità e l’utilità dell’intesa tra le nostre istituzioni ai fini
dell’interesse comune e collettivo.
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Giancarlo Cameli
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Sindaco di Giulianova
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Essere riusciti
nell’intento di esporre i dipinti della raccolta del Prof. Vincenzo
Bindi rimasti da sempre nei depositi della Pinacoteca Civica non può che
essere motivo di orgoglio e di grande soddisfazione per
l’Amministrazione Comunale e per l’Assessorato alla Cultura al quale
sono delegato. La mostra è stata uno dei principali obiettivi del
programma di rilancio dei nostri beni culturali. Un motivo in più di
soddisfazione è quello di avere portato gli inediti bindiani in
esposizione al Museo d’Arte dello Splendore sia perché questo, grazie
alla disponibilità di Padre Serafino Col angeli, consolida i rapporti di
collaborazione con il MAS. sia perché viene ripagato, con un evento di
sicuro spessore artistico, il nostro sforzo di divulgare e di avvicinare
sempre di più la cultura al pubblico ed alla collettività. Il
trasferimento temporaneo delle opere riposte della Pinacoteca Civica in
una sede così moderna ed attrezzata agevola anche lo scopo che ci siamo
prefissi e lavoreremo con impegno e convinzione affinché si creino
opportunità altrettanto importanti che possano rendere un vantaggio
reciproco alle nostre istituzioni ma soprattutto all’intera comunità.
Nello stesso tempo, non lasceremo nulla di intentato per fare sì che
l’intera raccolta di Bindi possa ritrovare la più degna collocazione
permanente ed il massimo splendore nell’ambiente della Pinacoteca “V.
Bindi” ad essa più naturale. La mostra l’Ottocento dei depositi
ci darà la spinta giusta per procedere nella duplice direzione. Rivolgo
un sentito ringraziamento alla Regione, alla Provincia, alla Giunta,
agli amministratori ed ai dirigenti comunali che hanno assecondato il
progetto ed a tutti coloro che hanno contribuito a realizzarlo. Un
ringraziamento particolare al promotore ed al curatore della mostra, il
Dott. Francesco Tentarelli, ed al conservatore dei musei civici, il
Dott. Ludovico Raimondi, che lo ha sostenuto nell’organizzazione.
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Giampiero Di Candido
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Assessore alla Cultura
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È con grande
soddisfazione che saluto questo evento ideato all’interno di un concreto
progetto di rilancio del sistema museale giuliese che già l’anno passato
aveva dato grandi risultati per presenze di visitatori e per i rinnovati
criteri museografici.
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Il polo museale
giuliese si è arricchito negli ultimi anni anche di un importante museo
archeologico e tra breve, seppure con grandi difficoltà, spero di poter
fornire le risorse finanziarie per dare l’avvio al restauro conservativo
di palazzo Bindi che, come è noto, contiene l’omonima Pinacoteca.
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L’esposizione,
dunque, degli ottanta dipinti, tutti di grande importanza, ascrivibili
alla Scuola di Posillipo e quindi alla pittura napoletana
dell’Ottocento, rimasti per tantissimi anni sacrificati nei depositi
della Pinacoteca Civica di Giulianova, si pone come esempio determinante
poiché ripropone al grande pubblico e agli addetti ai lavori il problema
delle tante opere d’arte relegate da sempre in depositi, a volte
inidonei, dei grandi musei abruzzesi mai esposte, che invece potrebbero
essere date, per esempio, in comodato ad altre realtà museali in maniera
da creare le condizioni per una realtà contrassegnata da quello che oggi
viene definito museo diffuso sia esso che presenti opere all’esterno che
all’interno di contenitori.
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Lo sforzo di questo
Assessorato è proprio quello di creare una realtà museale
territorialmente integrata che viva in osmosi con strutture anche
private, non a caso la presente mostra viene ospitata nei locali del
Museo d’Arte dello Splendore, e qui colgo l’occasione per ringraziare
Padre Serafino Colangeli, fondatore di questa importantissima struttura,
in maniera da rendere sempre più visibile e visitabile il nostro grande
patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico che, mi si
consenta, rappresenta nel panorama italiano un paradigma soprattutto per
la sua stratificazione e diffusione all’interno di un altro bene
culturale che è quello della natura e dei parchi.
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Bruno Sabatini
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Assessore regionale alla Cultura
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Premessa
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Il presente catalogo
costituisce una integrazione a quello già esistente edito nel 1983, e si
pone lo scopo di rifocalizzare l’attenzione sul nostro patrimonio
storico artistico.
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Va senz’altro detto
che l’anno passato una importante mostra si apriva a Torino con il
titolo Dal vero. Il paesaggismo napoletano da Gigante a De Nittis
e che per tale iniziativa la nostra Pinacoteca ha contribuito con il
prestito di due importanti opere: Il bosco di Fontainebleau di
Consalvo Carelli e Il porto di Pozzuoli di Raffaele Carelli.
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Pertanto si rinvia al
catalogo di quell’evento, consapevoli del fatto che ad oggi esso
costituisce un punto di riferimento sia per il livello dei saggi ivi
contenuti sia per l’esauriente bibliografia.
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Ciò però non ci esime
dal dare un nostro piccolo contributo con la pubblicazione di brani
inediti della Autobiografia di Consalvo Carelli conservata nella
Biblioteca Civica “V. Bindi” di Giulianova. che verrà data alle stampe,
nella versione integrale, il prossimo anno.
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La trascrizione
dell’Autobiografia si deve a Luisa Gialluca Palma che la presentò
quale appendice alla sua tesi di laurea su Consalvo Carelli e che nel
presente catalogo pubblica alcuni passi salienti del suo lavoro
incentrati sulla vicenda biografica del pittore partenopeo con
riferimenti utilissimi ai fini di una più puntuale ricostruzione degli
eventi.
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È
parso opportuno anche
occuparci di Vincenzo Bindi senza il quale non avremmo potuto realizzare
questa esposizione. È sua la donazione alla città di Giulianova
comprendente, oltre al palazzo, tutte queste importanti opere dipinte,
per la maggior parte, dal suocero Consalvo Carelli. Un giusto
riconoscimento teorico gli viene tributato da Stefania Segreti studiosa
dell’Ottocento napoletano che affronta il Bindi teorico dell’arte nelle
sue implicazioni storico-estetiche.
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Ed infine il
contributo di Ludovico Raimondi qui nella sua qualità di Direttore dei
Musei Civici, che ricomprende la storia e le vicende della collezione
Bindi e le sue condizioni attuali in relazione agli aspetti museografici
e alla nuova mappa del polo museale giuliese nel momento del suo
rilancio e valorizzaione.
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Infine è doveroso
anche porre l’attenzione sullo stato di conservazione delle opere
esposte. Queste in alcuni casi presentano dei minimi deterioramenti
dovuti oltre al loro tempo vita anche alla fragilità di alcuni materiali
e alle condizioni di umidità relativa dei luoghi di deposito.Ovviamente
qualche dipinto dovrà essere sottoposto ad operazioni conservative,
soprattutto quelli in condizioni pietose, per fortuna pochi, che sono
ancora nei depositi della
Pinacoteca
“V. Bindi”
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Francesco Tentarelli
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