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L'enigma
dell'impuro |
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1ª
edizione, Ottobre 2007 - Roma |
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Carocci editore S.p.A., Roma |
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Filosofia |
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L’estetica ha speso tutte le sue energie nella
definizione di un concetto del bello sereno,
puro e rassicurante, riservando invece uno
sguardo distratto all’impuro e alle
manifestazioni nelle quali più che il bello ha
prevalso il brutto, più che il gusto si è
affermato il disgusto. Il libro propone di
indagare la presenza di comportamenti
considerati “impuri” ed eccessivi, nella
società, nella sessualità e nell’arte,
attraverso la riformulazione della stessa
nozione di estetica e l’adozione del concetto di
enigma. Perché l’enigma, con tutto quello che
esso comporta in termini di sospensione e
indecisione, sembra caratterizzare la
sensibilità dell’uomo contemporaneo? Ponendo in
relazione concetti tra loro opposti come sublime
e masochismo, merce e dignità umana, gusto e
ospitalità, arte e perversione, parola pura e
simulacro, estetica e resistenza, L’enigma
dell’impuro vuole essere un contributo alla
interpretazione di quei fenomeni sociali e
culturali che per troppo tempo la tradizione
occidentale ha collocato ai margini della
riflessione filosofica. |
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Premessa |
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È stato
Martin Heidegger in Che cosa significa
pensare? (1954) a sostenere che
«ogni pensatore non pensa che un unico
pensiero». Tale affermazione credo possa
valere anche per me che provo, in ogni
circostanza, a far valere i diritti del
disgusto e dell’impuro. Queste due nozioni,
infatti, mi accompagnano ormai da anni, da
quando l’amico e maestro professor Mario
Perniola mi ha avvicinato al multiforme ed
emozionante pensiero di Pierre Klossowski.
Il presente lavoro non si discosta di molto
dalle mie precedenti ricerche. La sola
differenza sta nel fatto che ora ho tentato
di enucleare l’incombenza dell’impuro non
più in singoli filosofi e scrittori, ma
negli eccessi dell’estetica e nelle
dinamiche sociali, nelle pratiche inconsuete
dell’arte e della sessualità, mettendo alla
prova una curiosa (nel senso etimologico del
prendersi cura di qualcosa) immaginazione
filosofica nel dare forma, come suggeriva
Francesco Bacone, a possibili matrimoni e
divorzi illegali tra concetti. Alcuni degli
scritti qui pubblicati sono stati già
presentati in occasione di convegni e
seminari, o sono apparsi come introduzione
ad altri lavori. Sono qui riproposti dopo
averli ripensati quasi interamente, tanto da
poterli considerare inediti.
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Il libro è
dedicato a Pierre Klossowski, scomparso nel
2001, la cui presenza nella mia vita di
studioso è confermata non solo
dall’esplicito riferimento alle sue opere,
ma anche da una sua “artistica” lettera del
1988 (quasi un quadro da incorniciare, come
le sue “leggi dell’ospitalità”), nella quale
mi incoraggiava a continuare il lavoro di
interpretazione del suo enigmatico pensiero.
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Altri
condividono con il filosofo francese la mia
dedica, ma il loro nome rimarrà
impronunciato così come si conviene nei
riguardi di quelle persone care di cui
s’intende preservare l’intima familiarità.
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È mia
convinzione che le opere nascono dalla
collaborazione di più soggetti. A tutti
coloro che hanno contribuito, a vario
titolo, alla realizzazione del mio lavoro va
il più sentito ringraziamento. Anche se qui
non sono citati, i loro nomi rimarranno per
sempre scolpiti nella mia mente. Alcuni di
essi, tuttavia, vorrei nominarli, per quello
che rappresentano nella mia vita di studioso
e di docente. Oltre al mio maestro, cui mi
legano sentimenti di affetto, di amicizia e
di ammirazione da quasi tre decenni, nei
confronti del quale il mio debito filosofico
appare sempre più incommensurabile, sento
qui il desiderio di esprimere il più sincero
ringraziamento al professor Michele
Cascavilla, direttore del Dipartimento di
Scienze Sociali, il quale, accogliendo con
favore la mia richiesta, ha permesso che la
ricerca da me compiuta si concretizzasse in
una pubblicazione. Un pensiero di amichevole
riconoscenza vorrei riservano al professor
Ezio Sciarra, il quale ha creduto da sempre
nelle mie doti di ricercatore, apprezzando i
miei lavori più di quanto essi meritassero.
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Giulianova, domenica 13 maggio 2007
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Aldo Marroni
è professore associato di Sociologia
dell’arte presso l’università degli Studi
“G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. E’ autore
di Klossowski e la comunicazione
artistica (Palermo 1993),
Filosofie dell’intensità (Milano 1997),
Pierre Klossowski (Milano 1999).
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Suoi scritti sono apparsi su “Rivista di
estetica”, “aut aut”, “Revue des Sciences
Humaines” e “Merope”. È componente del
comitato di redazione di “Agalma. Rivista di
studi culturali e di estetica” ed è membro
della Società italiana d’estetica.
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