-
-
GIULIANOVA
Il Mare, Il Porto, La Marineria - Storia, storie,
immagini, documenti
|
| |
| |
 |
|
|
|
GIULIANOVA |
|
Il Mare |
|
Il Porto, La Marineria |
|
Storia, storie, immagini, documenti |
|
|
|
Finito di stampare nell'Anno 2009 |
|
|
|
-
PRESENTAZIONE
-
-
Alessandro, Sandro per gli amici, è nato nel
1951 quando il settore peschereccio a
Giulianova
era nel pieno della sua espansione. Con la
costruzione del porto e del
mercato ittico,
con la motorizzazione delle imbarcazioni,
l’attività marinara era infatti uscita dalla
dimensione romantica - pionieristica dell’
epoca delle
lancette,
cioè della pesca praticata con barche a vela
che venivano “ritirate” sulla spiaggia.
-
Come ha scritto nella introduzione, la sua
infanzia e adolescenza è trascorsa
totalmente immersa nel mondo del mare, a
contatto con persone, a partire dalla sua
famiglia, dedite al lavoro della pesca.
Quando si è appassionati a qualcosa si è
sempre portati ad indagarne l’origine, così
Sandro ha voluto documentare le varie fasi
che portarono alla realizzazione del porto
e, prima ancora, ha ricercato quale fosse il
rapporto fra Giulianova ed il mare.
-
Grazie ad una accurata ricerca archivistica
presso l’Archivio
di Stato di Teramo
e presso l’Archivio
del Genio Civile,
ha potuto studiare tutta la documentazione
amministrativa e tecnica inerente ai lavori
del porto che così sono stati ricostruiti
nelle varie fasi, fino al secondo
dopoguerra, con le problematiche che via via
insorgevano e con la solita difficoltà di
finanziare le progettazioni delle opere
pubbliche.
-
Ma sono interessanti anche le notizie
sull’origine della attività peschereccia,
all’inizio dell’ottocento, con il contributo
rilevante di marinai marchigiani,
soprattutto di San Benedetto del Tronto. La
fascia litoranea era una palude desolata, ma
nella rada di
Giulianova
si svolgeva comunque, fino alla fine del
periodo borbonico, un traffico commerciale
considerevole perché prima che fosse
raggiunta dalla ferrovia, nel 1863, nelle
nostre zone, per la mancanza assoluta di
altre vie di comunicazione, non c’era
alternativa alla via del mare. E ciò
nonostante il pericolo delle incursioni dei
pirati turchi o africani che non di rado,
nelle loro veloci scorrerie, rapivano e
riducevano in schiavitù qualche malcapitato,
o della guerra di corsa delle navi inglesi
all’inizio dell’Ottocento, tutti aspetti
puntualmente documentati nel lavoro. Per il
governo borbonico il mare era visto
principalmente in quanto linea di frontiera
e quindi come potenziale pericolo dal punto
di vista militare, sanitario e finanziario.
Così i deputati di salute controllavano
uomini e cose che sbarcavano soprattutto per
evitare il contagio di malattie infettive,
mentre i doganieri erano preposti alla
repressione del contrabbando, essendo vicino
il confine con lo stato pontificio.
-
Tutto sommato la “civiltà marinara” giuliese
può essere grosso modo circoscritta al
secolo passato, al ‘900, nulla di
paragonabile a quanto invece ha
rappresentato, e per tanti versi ancora
rappresenta, per una località posta a poca
distanza come San Benedetto del Tronto. Non
a caso, proprio per la diversa “entità” di
materiale oggetto di studio, oltre che per
l’iniziativa di un ricercatore appassionato
ed infaticabile quale Gabriele Cavezzi,
nella cittadina marchigiana è sorto un
Istituto di Ricerca delle Fonti per la
Storia della Civiltà Marinara Picena che dà
regolarmente alle stampe un suo organo di
informazione “Cimbas”.
-
Ciononostante anche la vita marinara di
Giulianova
andava documentata anche perché oggi appare
irrimediabilmente destinata alla scomparsa
dal momento che sono ormai pochissimi i
giuliesi che vanno ancora “a mare”, come
pochi sono gli armatori. Vari sono i fattori
che hanno concorso alla crisi del settore e
che non è qui il luogo e il caso di
analizzare.
-
Il lavoro di Sandro è importante per questo
motivo, perché è una testimonianza della
storia di una parte del nostro territorio e
delle persone che più vi sono state a
contatto attraverso un apparato iconografico
importante (foto, cartoline, planimetrie),
la documentazione d’archivio, i ricordi
personali e le storie di protagonisti
diretti.
-
Accanto al lavoro biografico di Lucio Marà e
ai lavori sul mare e sul porto di
Sandro Galantini
è un contributo significativo ad un aspetto
della storia sociale della nostra città
finora poco esplorato.
-
-
Ottovio Di Stanislao
|
|
|
|
|
|
|
|
www.giulianovaweb.it |
|