- GIULIANOVA
- La costruzione di
una 'città ideale' del Rinascimento
-
A cura di Mario
Bevilacqua
- Stampato in Italia
- electa napoli srl - Gruppo Mondadori Electa S.p.A., finito di
stampare nell'anno 2002

Nel 1470
Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona duca di Atri, grande condottiero e
raffinato protagonista della vita di corte tra Napoli, Firenze, Roma, Urbino
e Ferrara, fa costruire in Abruzzo la città che in suo onore viene chiamata
Giulia Nuova: un’impresa grandiosa, al confine tra Regno di Napoli e Stato
della Chiesa, con una piazzaforte dai più aggiornati sistemi difensivi.
Ma Giulianova mostra anche, nel disegno urbano e nei monumenti, di
accogliere l’influsso delle riflessioni della cultura umanistica, con un
impianto basato sullo studio di Vitruvio e una sicura consapevolezza delle
teorie di Leon Battista Alberti, dell’esperimento ambizioso di Pienza, della
fantasia utopica di Sforzinda.
Alla luce di una documentazione ricca e inedita, frutto di un meticoloso
lavoro di ricerca in archivi e biblioteche italiani e stranieri, la storia
della città viene per la prima volta ricostruita con rigore filologico e
ampiezza di riferimenti. Sulle strade del Quattrocento, con l’Abruzzo
crocevia e centro vitale di esperienze di grande rilievo, si riscopre il
valore esemplare di una vicenda unica della civiltà urbanistica del
Rinascimento.
|
|
Presentazione dell'opera
-
E’ con vivo piacere che
l’Amministrazione Comunale di Giulianova ha raccolto l’invito a promuove
la pubblicazione della ricerca di Mario Bevilacqua sulla fondazione
della nostra città.
-
Giulianova nasce, intorno al 1470, come
città di nuova fondazione, voluta a e ideata dal duca Giulio Antonio
Acquaviva d’Aragona, grande uomo d’arme e raffinato cortigiano. Il
disegno urbano e la costruzione dei principali monumenti che avrebbero
caratterizzato il nuovo borgo sono espressione delle più aggiornate
ricerche umanistiche, con particolari consonanze con gli ambienti
eruditi napoletani, romani e toscani. Più in particolare, non possono
non colpire i suggestivi rapporti che emergono tra Giulia e Pienza,
nell’intrecciarsi dei destini del vescovo aprutino, l’erudito monsignor
Giovanni Antonio Campano che fu strettissimo collaboratore di Pio II, e
degli Acquaviva, che in questi anni si legano con stretti vincoli ai
Piccolomini, a loro volta intenti a consolidare le proprie posizioni di
grandi feudatari abruzzesi.
-
La ricerca a tutto campo di Mario
Bevilacqua analizza vicende di uomini e vicende di monumenti, in un
clima di fervide contaminazioni culturali che mostra con quale intensità
la nostra regione, e più specificamente la provincia di Teramo, partecipassero, e
spesso da protagoniste, agli avvenimenti politici e alle avventure
culturali dell’Italia del Quattrocento. L’analisi delle grandiose
architetture che ancora caratterizzano il centro storico della nostra
città — la chiesa di San Flaviano, i torrioni della cinta muraria —
mette in risalto l’importanza storica di realizzazioni uniche e
fortemente originali nel panorama della nostra regione e dell’intera
Italia rinascimentale.
-
La riflessione sul valore della storia
delle nostre origini si riflette sulla nostra identità di cittadini di
oggi, tema che non può che essere molto vicino a questa Amministrazione,
intenta ormai da anni in una difficile opera di intervento e di
sensibilizzazione sui beni culturali, nel recupero del centro storico
come patrimonio di valori e identità comuni.
Giancarlo Cameli
Sindaco di Giulianova

-
Il prezioso e articolato lavoro
scientifico intrapreso da Mario Bevilacqua sulla progettazione ed
edificazione della città di Giulia (1470), rappresenta uno di quei rari
episodi per la vita culturale di una cittadina in cui si percepisce di
vivere un evento non occasionale. Accade ormai raramente che la semplice
pubblicazione di un libro riesca a catturare l’attenzione dei lettori di
vicende storiche, tranne che il contenuto del testo non costituisca una
scoperta sensazionale o una revisione ardita degli avvenimenti già noti.
-
Ci troviamo di fronte, dunque, a un
evento importante per Giulianova, destinato — mi auguro — a far sgorgare
nuovi e fecondi scambi culturali con personalità di spicco del mondo
accademico italiano.
-
Tale giudizio trae origine dalla
consapevolezza che il saggio di Mario Bevilacqua riordini, sulla base di
una grande messe di nuovi dati documentari, frutto di un appassionato
lavoro di scavo, una serie di studi elaborati su questo periodo storico,
inquadrandoli (ed è proprio questa la felice sorpresa) in un ambiente
italiano ed europeo, inserendo a pieno titolo la nostra vicenda locale
in quel travagliato e fecondo arco temporale che unisce la cultura
umanistica a quella rinascimentale.
-
Solamente attraverso tale contestualizzazione storica emerge la
peculiarità — e la rilevanza — di Giulia rispetto alle altre città
rinascimentali di nuova fondazione. Grazie poi all’accurata ricerca su
Giulio Antonio Acquaviva, ideatore del nuovo insediamento urbano,
risulta più chiaro il ruolo da egli esercitato nell’ambito politico,
sociale e culturale di fine Quattrocento. Dopo la sua morte emergerà,
sempre più nitidamente, quella connessione secolare che congiungerà
quasi indissolubilmente i destini della nostra città alle sorti della
famiglia Acquaviva.
-
Ritengo infine che non avremmo mai avuto
a nostra disposizione il prezioso contributo di Bevilacqua se non vi
fosse stata la prodigiosa indagine storica di Mario Montebello, illustre
figlio di questa terra e — secondo il parere del compianto Riccardo
Cerulli — «unico storico di Giulianova», che per vari anni ha
scandagliato le pagine più oscure e frammentate sulla genesi di Giulia;
pur giungendo a ipotesi differenti rispetto a quelle formulate in questo
studio, egli ha saputo suscitare l’affascinante dibattito attorno alla
storia della nostra città, attirando l’interesse di molti studiosi.
-
Un’Istituzione non deve parteggiare per
una delle differenti tesi storiografiche, ma ha semmai il dovere di far
incontrare le migliori intelligenze locali con quelle nazionali ed
europee.
-
Tito Forcellese
Consigliere Comunale delegato alla Cultura
|