Copertina libro "giulianova 1860". - Riccardo Cerulli nasce in una famiglia di nobili sentimenti dove la religione imperante è l’amore per il prossimo, le preoccupazioni per gli umili, l’attaccamento a questo lembo di terra abruzzese. Giovanissimo Riccardo conosce la violenza del Regime e prima per istinto, in seguito, negli anni della sua formazione culturale a Firenze, in contatto con gli antifascisti più intransigenti, per convinzione, respinge la violenza e cospira contro il Regime fascista. L’otto settembre l’ex ufficiale di cavalleria da sempre in contatto con gli uomini di punta di “Giustizia e Libertà” (Calamandrei, Ramat, Alberelli, levi, Parri, ecc.) è tra i primi con Capuani, Orsini, Ammazzalorso, i fratelli Rodomonte, Adiamoli, Fioredonati, ed altri ad organizzare la Resistenza a Bosco Martese.

Giulianova 1860
A cura di Riccardo Cerulli
Terza edizione: maggio 2003
Finito di stampare nel mese di maggio 2003 dalla Editoriale Eco srl per conto della Casa della Cultura "Carlo Levi" di Teramo

ARALDICA - Lo stemma del Comune di Giulianova contiene un cavaliere medioevale a cavallo che rappresenta Giulio Antonio Acquaviva, il fondatore della città tardomedioevale. Lo stemma è sormontato da cinque torri che raffigurano le antiche fortificazioni quattrocentesche della città. Giulia Nova o Giulianova, che deve il suo nome, appunto, al fondatore, anticamente si chiamava Castrum Novum, colonia fondata dai romani sulle rive del Batinus, l'odierno Tordino. Dopo la caduta dell’Impero Romano, nel corso del Medioevo, le fu dato il nome di Catel S. Flaviano, in onore delle reliquie del martire che, secondo la leggenda, sarebbero state rinvenute, forse portatevi via mare, in quel sito.

Note sull’autore di Pasquale Limoncelli

Riccardo Cerulli nasce in una famiglia di nobili sentimenti dove la religione imperante è l’amore per il prossimo, le preoccupazioni per gli umili, l’attaccamento a questo lembo di terra abruzzese.
Giovanissimo Riccardo conosce la violenza del Regime e prima per istinto, in seguito, negli anni della sua formazione culturale a Firenze, in contatto con gli antifascisti più intransigenti, per convinzione, respinge la violenza e cospira contro il Regime fascista. L’otto settembre l’ex ufficiale di cavalleria da sempre in contatto con gli uomini di punta di “Giustizia e Libertà” (Calamandrei, Ramat, Alberelli, levi, Parri, ecc.) è tra i primi con Capuani, Orsini, Ammazzalorso, i fratelli Rodomonte, Adiamoli, Fioredonati, ed altri ad organizzare la Resistenza a Bosco Martese. Partigiano attivo per tutto il periodo dell’occupazione nazifascista. Riccardo Cerulli all’indomani della Liberazione dal C.L.N. fu nominato Sindaco di Giulianova. Tenne la carica per un tempo brevissimo ma nei giorni dominati dalla fame lui seppe conquistarsi il plauso e la riconoscenza di tutti gli umili giuliesi ai quali assicurò, dando anche del suo, il minimo indispensabile per sopravvivere. Per anni Riccardo ha offerto il suo contributo d’idee e intelligenza ad Enti importanti come la Banca Popolare di Teramo, ad Associazioni culturali come il Rotary, il Centro “Gramsci”, la Casa della Cultura “Carlo Levi”, ecc.., ad istituti storici come la Deputazione di Storia Patria, il Centro di Ricerche Storiche, l’Istituto Storico della Resistenza Abruzzese. Con il suo e con l’impegno di altri ex partigiani l’Istituto ha raccolto e pubblicato decine di testimonianze, memorie e documenti sulla Resistenza Abruzzese. Molto impegno Riccardo ha riservato agli studi di storia patria. Lungo è l’elenco dei suoi saggi su fatti e uomini del teramano. Due sono le opere tra le più impegnative che ha dato alle stampe: “Giulianova 1860” e la “Storia illustrata di Teramo” di cui purtroppo è uscito solo il primo volume. Un uomo come Riccardo impegnato seriamente ed intensamente con la professione forense (per tanti anni è stato il Presidente dell’Ordine degli Avvocati) per dare alle stampe volumi di grande respiro, dal 1966 al 1970, ha rinunciato alle ferie e spesso è rimasto nel suo studio fino all’alba per consegnarci i capitoli dei volumi. Gli studi di Cerulli su Bosco Martese, l’impegno che ha profuso nel Centro di Ricerche Storiche che ha presieduto per anni, l’amore che ha riservato ad ogni pietra o oggetto ricco di storia, le sue dimissioni di protesta da Ispettore onorario delle Belle Arti quando furono abbattuti i platani che costeggiavano la nazionale adriatica giuliese e tanti altri episodi ci illuminano e ci fanno apprezzare le doti umane di un uomo moderno, aperto, che dal modernismo e dal consumismo non si è lasciato contagiare. Di quest’uomo illuminato, amico fraterno, il ricordo è sempre vivo.