- Gaetano Braga
- "suggestioni in
letteratura"
- Finito di stampare
dalla Deltagrafica di
- Teramo nel mese di
giugno 2000
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PREMESSA
Un
pretesto, poi una suggestione, infine un’emozione. Il lavoro su Gaetano
Braga è stato ed è tutto questo, per me. Lo spunto ad affrontarlo è scoccato
dalla lettura occasionale e fortuita di quell’espressione chiara,
inequivocabile, perentoria “la nota serenata di Braga” in una edizione del
Monaco Nero di Anton Cechov. Mi fu segnalata, qualche tempo dopo il mio
arrivo alla direzione della Biblioteca e dei Musei Civici, dal custode
bibliotecario Pasquale Chiappini, che della nostra istituzione è
l’insostituibile pilastro, il profondo conoscitore delle “secrete del
Vaticano”, gli dico sempre citando il titolo (solo quello, senza
nessunissima altra allusione alle vicende ed ai protagonisti) di un romanzo
di André Gide. La scintilla accese anche il mio interesse e la mia curiosità
su uno spaccato del mondo, in bianco e nero, del violoncellista giuliese,
del quale sono diventato indegno studioso con la dose di provincialismo di
chi è mosso da una vena di orgogliosa giuliesità e con le manchevolezze ed i
limiti autoriconosciuti di chi la musica l’ama in quasi tutte le sue
espressioni ma la conosce attraverso l’organizzazione di spettacoli,
l’ascolto della televisione, della radio o di uno stereo, oppure per
riminiscenza di un’estate trascorsa a solfeggiare sotto l’amorevole guida di
una impareggiabile insegnante, Antonietta Tancredi in Ridolfi. Sì, perchè
delle tante stranezze nelle quali sono incorso nella mia vita, non posso
celare quella di essere stato “rimandato a settembre” in Musica e Canto (vi
giuro, sono intonato). Un caso più unico che raro, mi assicurarono, nella
storia delle Magistrali di Teramo! Il preambolo, che sa quasi di aneddoto “braghiano”,
con tutto il rispetto, mi è sembrato opportuno come avviso ai naviganti (i
lettori) affinché non si creino, da questo volume, aspettative di cognizioni
specifiche. Il mio intento è solo proiettato a far conoscere l’artista a chi
non ne ha avuto modo finora ed a rendere partecipi gli altri, scrivendone ad
alta voce, delle suggestioni di cui il Maestro Giuliese fu dispensatore
nella sua epoca e che, in qualche maniera e misura, ho avuto la fortuna di
avvertire io stesso, tecnicamente profano di musica. Sul piano
specialistico, del resto, ripara, con gli interessi, Carla Ortolani,
deliziosa compagna di ventura in questa esperienza. Cercando di farvi
conoscere Braga, ho conosciuto di Braga, ricongiungendomi, naturalmente con
la massima umiltà, al volume scritto dal Prof. Bindi e tratto dalle memorie
del violoncellista. Una suggestione, dicevo: è stata la vera rampa di lancio
verso una ricerca per alcuni versi infruttuosa, quantunque passata anche
attraverso istituzioni importanti (per esempio, la Biblioteca Nazionale di
Parigi). Una ricerca, in ogni caso, intensa per la quale ringrazio, oltre al
già ricordato Chiappini, i collaboratori della Biblioteca, Tommaso D’Angelo,
Sandra Di Pancrazio e Laura Testoni; il giovane musicista e musicologo
pescarese Stefano Veggetti, esecutore ed appassionato di Braga; il personale
della Biblioteca Bertoliana di Vicenza; la sezione dei prestiti librari
della Biblioteca Nazionale di Firenze; il compianto amico Giovanni Bosica,
il quale mi indirizzò verso contatti, risultati complicati, con suoi
conoscenti di Pietroburgo. A lui non posso che inviare un affettuoso saluto,
certo che mi leggerà da lassù, malgrado io sia stato tra i pochi a non
abituarsi a chiamarlo “Nicolino”. Un atto di particolare gratitudine è
dovuto all’Amministrazione Comunale, in specie al Vice Sindaco Domenico Di
Carlo ed all’Assessore Giampiero Di Candido, che hanno accondisceso alla
realizzazione del progetto; ai maestri Antonio Castagna e Piero Di Egidio
dell’istituto Pareggiato “Braga”, e naturalmente a Carla Ortolani. Lascio
per ultima, ma per assunto, la mia famiglia che ha sopportato il ronzio del
computer e la luce accesa fino alle ore piccole cui sono stato costretto per
ritagliarmi ,fra i miei obblighi professionali, lo spazio di tempo
necessario a condurre in porto il lavoro in maniera decente. Non ho alcuna
pretesa che il presente volume sia o venga considerato di arricchimento, nel
senso completo del termine, del patrimonio bibliografico della Biblioteca
Civica e della bibliografia su Braga. Auspico, tuttavia, che sia o venga
considerato un pretesto, una Suggestione, acchè l’istituzione, della quale
mi gravano l’onore e gli oneri di conduzione, salga in cima ai pensieri di
quanti hanno la possibilità ed il potere di rivitalizzarla e riqualificarla
al migliore beneficio della collettività, non soltanto giuliese.
Per quel mi
riguarda, se Dio vuole possibilmente non nel senso della fanciulla valacca,
Io seguo il suon.
Ludovico Raimondi |