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- 2005
Schena editore
- Viale
Nunzio Schena 177
- 72015
Fasano (Br)
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Cristina Mosca
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Chissà se verrà alla mia festa
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PRESENTAZIONE
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«Festeggio la mia laurea! Vieni sabato all’Hosteria del Terzo Cerchio
alle 20,30! Panza e presenza!».
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Il
più bel sms letto in un racconto per un invito ad una laurea: brava
Cristina, fosse solo per questo, meriti il Premio Gentile! Raccontare,
saper raccontare: trasformare le parole da simboli in immagini concrete;
i ricordi, le esperienze personali, in memoria di tutti, in modo da
poter intrigare, sedurre con immediatezza il lettore.
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E
Cristina Mosca in questo romanzo breve o racconto lungo che dir si
voglia, a tre voci, è riuscita a farcela egregiamente, raccontando
l’amore in prima persona maschile, nella prima e nella terza parte, come
guardandosi in uno specchio, quello degli occhi con cui la guardano gli
uomini (i ragazzi, data l’età di Cristina). A venticinque anni — per
fortuna — la vita è ancora tutta da scoprire.
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Combinazione, Eugenio Montale chiamava la compagna della sua vita,
amabile, innamorata, spiritosa, appunto “la mosca”, e chissà che nella
vita Cristina Mosca (appunto) — chi ben comincia è a metà dell’opera —
non incontri un amore di poeta!
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«Lei
è a volte riservata e a volte disinvolta; a volte esplosiva a volte
pungente; a volte discreta a volte invadente. Ogni volta che la chiamavo
la trovavo sempre diversa. Una sola cosa non cambiava: la sua
spontaneità. Ad un certo punto l’ho scoperta cera calda tra le mie dita.
L’ho avvinta con la regolarità, con la presenza, con la partecipazione.
Lentamente sono diventato l’appuntamento fisso delle sue settimane».
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E, di
solito, come si conclude, come finisce, un amore tra due ragazzi, tra un
uomo ed una donna che si amano? Sempre nella stessa maniera, che è — può
essere — originale solo e soltanto se è ben raccontato, proprio come
questa volta: con femminile, totale, partecipazione fisiopsichica.
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Giorgio Saponaro
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