Perché “Arte
Giuliese”?
di Aldo Marroni
La decisione di
promuovere la ristampa del singolare volumetto dal titolo Arte Giuliese di
Francesco Contaldi (Popoli, 28 ottobre 1865 — Sulmona, 28 aprile 1903),
uscito nel 1894, in concomitanza con l’erezione del monumento a Vittorio
Emanuele II, opera di Raffaello Pagliaccetti, ha almeno tre motivazioni. La
prima è quella di aprire un dibattito tra la cultura artistica operante a
Giulianova e la Città, con il fine esclusivo di portare un contributo alla
valorizzazione di quegli aspetti artistici e monumentali del Centro Storico
che ancora attendono un convinto interessamento da parte di tutte le
istituzioni. La seconda sta nel tentativo di portare all’attenzione dei
lettori e degli studiosi uno scrittore di alto profilo (ne hanno ultimamente
parlato Leo Marchetti in un attento e inaugurale studio dal titolo Francesco Conraldi traduttore e poeta, stampato in questo stesso annale nel 1998, e
Anna Rita Savino nel lavoro Francesco Contaldi tra cultura ed editoria,
accolto nel volume a cura di Gianni Oliva, Giornali e Riviste in Abruzzo tra
Otto e Novecento, Roma, Bulzoni, 1999), traduttore di poeti nordici tra i
quali Longfellow, Tennyson, Coleridge, poeta raffinato egli stesso e cultore
d’arte, infine promotore e editore di ricercati periodici letterari quali il
“Doctor Faust”(1885). la “Rivista Minima” (1888) e la “Rassegna Adriatica”
(1900).
Contaldi visse e svolse la sua attività letteraria e professionale a
Giulianova di cui era innamorato. Nella “Posillipo degli Abruzzi” (così la
chiamò Vincenzo Bindi in un fortunato libretto del 1927) egli fu notaio,
vice pretore. consigliere comunale e direttore della banca mandamentale (per
notizie più dettagliate e per una bibliografia completa si rinvia alla
corrispondente voce dell’opera di R. Aurini. Dizionario bibliografico della
Gente d’Abruzzo, nuova edizione, Colledara, Andromeda Editrice, 2002, vol.II, pp.195-205). Terza ed ultima motivazione: dopo la mostra dal titolo
“Immagini di città” (Sala Trevisan, 6-30 giugno 2004), promossa da pittori
esclusivamente giuliesi, è sembrato utile continuare la discussione aperta
da quell’evento ripubblicando l’opera di Contaldi, che costituisce un
contributo da non sottovalutare (anche se il testo è percorso da un’enfasi
oggi non condivisibile, ma all’epoca giustificata) rispetto a una
problematica (appunto, l’arte a Giulianova e non “giuliese”) nella quale è
assolutamente opportuno evitare ogni forma di celebrazione ed è invece
necessario conoscere meglio ciò che dai grandi centri dell’arte è filtrato
fino a Giulianova attraverso delle figure emblematiche, queste sì giuliesi,
vissute tra Ottocento e Novecento, di cui si spera di poter compilare in un
futuro non molto lontano un catalogo completo.
Per
chiudere un particolare ringraziamento va a Ludovico Raimondi (Scrittore e
Responsabile del Polo Museale Civico) e a Francesco Tentarelli (Critico
d’arie e Direttore Tecnico-Scientifico del Polo Museale Civico), per aver
contribuito con i loro scritti alla piena comprensione di Arte Giuliese.
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Francesco Contaldi nacque a Popoli il 28 ottobre 1865 e scomparve
giovanissimo a Sulmona il 28 aprile 1903. Visse a Giulianova, di cui era
innamorato, ove svolse la professione di notaio. Fu inoltre Vice Pretore,
consigliere comunale e direttore della banca mandamentale. Il suo nome,
tuttavia, è legato soprattutto alla sua inesauribile attività di promotore
culturale e letterario, nonché alla sua vasta produzione di opere in poesia
e saggistica, tra cui Arte Giuliese, che pubblicò nel 1894, in
occasione dell’erezione del monumento a Vittorio Emanuele II. Fondò i
giornali letterari Doctor Faust (1885), la Rivista minima
(1888) e la Rassegna Adriatica (1900), tutti stampati a Giulianova.
Tradusse le opere di molti poeti nordici tra cui Longfellow, Tennyson,
Coleridge, ed egli stesso fu poeta raffinatissimo e di vasta cultura.