CHIESA DI S. ANTONIO - Nel centro storico di Giulianova Paese, e precisamente in via Diaz, n. 22, incontriamo la bella chiesa di S. Antonio, molto amata dai giuliesi. Esternamente non è completamente intonacata. Bello il campanile a vela a due fornici. Questa chiesa anticamente era dedicata a S. Francesco. La sua data di costruzione sembra risalga al 1566. Il suo stile si ispirava al romanico, però, col passare degli anni, subì le attuali trasformazioni barocche. Dopo la seconda guerra mondiale è rimasta in stato di abbandono. Per iniziativa del sacerdote Domenico Panetta, coadiuvato da Luigi Nenna, Maria Ettorre e Luigi Della Penna, grazie anche alla collaborazione del comune di Giulianova, della Cassa di Risparmio, della Cooperativa Artigianale e di altri Enti, e soprattutto con il contributo di Emma Cermignani, degli emigrati, dei cittadini di Giulianova, e per opera dell’artista giuliese Roberto Macellaro, la chiesa è stata riaperta al pubblico il 25 novembre 1984. I lavori di restauro iniziarono nel 1981. L’artista Macellaro, nel restauro e nel rifacimento degli stucchi, ha fedelmente rispettato l’originaria struttura barocca della scuola napoletana.

La Chiesa di S. Antonio a Giulianova
Finito di stampare nel mese di giugno 1986
"Edigrafital S.p.A." S. Atto (TE)
 
 
 
Testi:
Amalia BIANCHETTO
Carmen DI ODOARDO
Cinzia FALINI
Manuel BASTIONI
Giovanni BOSICA
Pierino SANTOMO
PREFAZIONE
 
Una pubblicazione sulla Chiesa di S. Antonio, il giusto coronamento di una fatica iniziata nel 1982, con l’appello di Don Domenico Panetta ai fedeli per il restauro. Un lavoro silenzioso e proficuo per riportare ai fasti originari un luogo dove il popolo ha pregato, implorato, pianto, gioito. Abbiamo accettato con piacere la proposta di Don Domenico, anche se questa “summa” di notizie, note ed immagini, è stata anche una corsa contro il tempo, per poter rispettare la data di celebrazione del Santo che viene qui venerato.
Il presente studio (che vuole essere una guida agile alla conoscenza della Chiesa), nella prima parte contiene una piccola digressione sul Medioevo e sul movimento francescano che in quel periodo si sviluppa e diventa il cardine della religiosità cittadina. Difatti, escluso il Duomo, le maggiori Chiese a Giulianova Alta sono Conventuali. Nella seconda parte presenta un “iter” cronologico di notizie sulla Chiesa e sul convento francescano; la terza parte è preminentemente artistica ed architettonica.
Infine abbiamo voluto far conoscere tramite le immagini, le bellezze più nascoste e tramite le didascalie i significati più arcani.
Un ringraziamento particolare è dovuto ai responsabili della Biblioteca comunale “V. Bindi” e di quella ,conventuale “P. Candido Donatelli”, per aver facilitato le nostre ricerche.
 
GLI AUTORI
 
 
INTRODUZIONE
 
La Chiesa di S5. Antonio di Giulianova, fino alla fine del secolo scorso era dedicata a S. Francesco come risulta da un episodio curioso.
Per attirare l’attenzione della gente fu provocato un apparente miracolo. Dal Cristo di una Pietà, collocata in una nicchia vicina al presbiterio, cominciò a gocciolare sangue. In realtà era sangue di animale che fuoriusciva da una spugna nascosta sotto il manto dell’Addolorata.
Molti gridarono al miracolo, ma fu solo inganno ben congegnato.
Il Vescovo di Teramo allora intimò la chiusura della Chiesa di “S. Francesco, soprannominata Chiesa di S. Antonio”. Era un’epoca in cui si andava alla ricerca spasmodica del miracolo e siccome S. Antonio è il Santo dei miracoli, allora diverse Chiese francescane dedicate a S. Francesco, furono ribattezzate.
Alcune Chiese di stile romanico povere e austere diventarono barocche.
Nel dopoguerra ci fu una tendenza opposta: ritornare a tutti i costi alle origini per cui alcune Chiese sono rimaste vuote per l’asportazione del barocco. Anche la Chiesa di S. Flaviano ha subito questa sorte. Secondo il parere di alcuni ha acquistato slancio architettonico, secondo altri ha subito uno svuotamento ed un impoverimento.
Nel 1981 ho cominciato ad interessarmi della Chiesa di S. Antonio, sollecitato da alcuni giuliesi che erano affezionati a questa Chiesa.
Costruita intorno al 1566, come risulta da una data incisa sull’architrave del portone, era in uno stato di pietoso abbandono e dava un senso di tristezza e di desolazione. Alcuni anziani mi ricordavano con nostalgia quando la Chiesa si riempiva di uomini per i primi Venerdì del mese. Altri menzionavano la tredicina di S. Antonio che attirava piccoli e grandi, uomini e donne. Molti rimpiangevano le funzioni, le novene, le celebrazioni del passato.
Forse anche per l’entusiasmo giovanile mi lasciai coinvolgere nell’ardua impresa del restauro.
Si formò un comitato spontaneo costituito da Luigi Nenna, di venerata memoria, da Maria Ettorre, da Luigi Della Penna e dal sottoscritto quale presidente naturale.
Dalla sovrintendenza alle Belle Arti dell’Aquila avemmo, il 30 giugno 1982, solo l’approvazione del progetto di restauro dell’artista scultore Roberto Macellaro, senza alcun aiuto economico.
Il principio di fondo, con cui ci si mosse nei lavori, fu di rispetto del barocco così com’era, ridando vita alle sculture, ai fregi, ai capitelli cadenti. C’era tanto entusiasmo e buona volontà, però mancavano i soldi.
Sensibilizzammo, attraverso i mezzi di comunicazione, gli enti pubblici e privati e tutti i cittadini di Giulianova. Avemmo concrete risposte dal Comune di Giulianova, dalla Cassa di Risparmio e dalla Cooperativa Artigianale di Terarno. Ma soprattutto fummo incoraggiati dalle offerte spontanee come quella di Emma Cermignani, di una vedova..., del popolo giuliese.
La durata del restauro si prolungò per oltre due anni, a causa delle varie difficoltà incontrate: deumificazione della parete Nord-Ovest, consolidamento del soppalco, scollamento dell’intonaco della volta ed acquisto, notevole e costoso, delle foglioline di oro zecchino.
Nonostante i numerosi imprevisti, il 24 novembre 1984, la Chiesa di S. Antonio fu solennemente riaperta, con la presenza del Vescovo, dei parroci e religiosi di Giulianova e della Diocesi di Teramo, nonché con la partecipazione delle maggiori autorità Comunali e Provinciali e soprattutto di tutto il popolo giuliese.
Indescrivibile ed emozionante la gioia di tutti nell’ammirare lo splendore della Chiesa, al di sopra di ogni aspettativa. Il Vescovo esclamò:“Se così bella è questa Chiesa, figurarsi che sarà il Paradiso”.
Da quel giorno la Chiesa è stata meta di migliaia di persone. Il turista che entra per la prima volta, rimane sorpreso nel constatare che l’interno della Chiesa è molto diverso dall’esterno. Una Chiesa barocca incastonata dentro la Chiesa romanica, come una bomboniera in una scatola. I fidanzati fanno a gara per poter celebrare il loro matrimonio in questo luogo sacro. Infatti, dalla storica data dell’inaugurazione, centinaia di giovani hanno espresso qui il loro “sì” definitivo ad amarsi per sempre. È uno spettacolo di fede, la Domenica, vedere molti che preferiscono partecipare qui alla Messa festiva. Anche i giorni feriali si nota, alla Messa delle ore 9.00, un notevole afflusso.
E che dire poi della tredicina di S. Antonio? Questa tradizione è risorta con la Chiesa. Ogni sera alle ore 21.00, dal primo al 13 giugno, la gente gremisce la Chiesa per pregare, per inneggiare a Dio tramite l’intercessione del Santo di Padova, che sentiamo anche nostro e meditare, rifacendosi al Vangelo ed agli scritti del Santo, sui temi fondamentali del cristianesimo: “Evangelizzazione, Chiesa comunità d’amore, l’amore a Dio e al prossimo, il peccato, la conversione, la riconciliazione, l’Eucarestia, la preghiera, i miracoli, la sofferenza e Maria Madre di Gesù e Madre nostra”.
Il credente che accede alla Chiesa di S. Flaviano per pregare, raggiunge il rapporto verticale con Dio, direttamente, per lo slancio possente dell’architettura e del cielo della cupola che proietta lo sguardo nell’infinito.
Il devoto che entra nella Chiesa di S. Antonio, arriva a Dio, affascinato dallo splendore dell’edificio, per la mediazione dei Santi, in modo particolare tramite S. Antonio.
Diverse sono le Chiese, diversa è anche la sensibilità di ognuno. Un giorno memorabile fu la Domenica del 25 settembre 1994 quando, in occasione dell’ottavo centenario della nascita di S. Antonio, i frati della Basilica del Santo portarono l’insigne reliquia di S. Antonio in questa Chiesa. I religiosi rimasero incantati ammirando la splendida Chiesa, la devozione della gente per il Santo dei Miracoli e la suggestiva fiaccolata per Giulianova, fino al Santuario della Madonna dello Splendore.
 
La Chiesa di S. Antonio, grazie al restauro, ha acquistato una bellezza straordinaria da non farci rimpiangere il passato e da costituire per i giuliesi gioia e vanto per questo gioiello del centro storico.
Col passare del tempo ci si può anche assuefare alle cose belle, al punto di non dare loro più quell’importanza che meritano.
Alcuni amici, sorpresi del fatto che non esiste nessun opuscolo su Chiesa così caratteristica, mi hanno stimolato a soddisfare il desiderio di tanti che chiedono continuamente notizie su questa Chiesa.
Questa pubblicazione, che in breve tempo è stato pensata e realizzata, vuole essere una prima risposta a chi è appassionato di cultura storica, architettonica, artistica e religiosa con l’intento di farci riscoprire i tesori nascosti della nostra città.
Don Domenico Panetta