Deputazione Abruzzese di Storia Patria - Incontri culturali dei soci VIII - San Clemente a Casauria - 10 maggio 2001 supplemento del bullettino - L’Aquila presso la Deputazione.

DEPUTAZIONE ABRUZZESE DI STORIA PATRIA
INCONTRI CULTURALI DEI SOCI
VII
San Clemente a Casauria
10 Maggio 1998
Supplemento
del
BULLETTINO
L’AQUILA
PRESSO LA DEPUTAZIONE

 

 

SANDRO GALANTINI

 Deputazione Abruzzese di Storia Patria.

LA CATTEDRALE DI GIULIANOVA
NELLA CORRISPONDENZA EPISTOLARE
VINCENZO BINDI - ALFONSO MIGLIORI
«Fa parte degli uomini nati per l’azione [...]. Forte di corpo, adamantino d’anima, attuò ed attua opere fatte di cervello e di cuore [...]. E’ l’uomo del tempo di Mussolini, epperò ha teso ingegno e muscoli alla rigenerazione del nostro paese». Questo, tinteggiato da rapide pennellate, è il ritratto di Amato Alfonso Migliori (n. il 5 giugno 1884, m. il 1 giugno 1965) consegnatoci dal prolifico pubblicista Francesco Manocchia in un suo medaglione agiografico contenuto nel volumetto Figli migliori di nostra terra, uscito per l’editore Giuseppe Intellisano di Catania nel 1935.
È con questo uomo capace di scuotere «sopite energie» e di sincera fede fascista (un’adesione ideologica, quella tributata dal Migliori, affermata in tempi non sospetti, come peraltro sottolinea il Manocchia quando scrive che «Del Fascismo fu un gagliardo sostenitore. Fra i primissimi egli assunse posti di responsabilità, dando quotidiane prove del suo convinto e profondo attaccamento alla Rivoluzione Fascista»), è con questo uomo, dicevamo, che Vincenzo Bindi - pur’egli di convinzioni fasciste, come ci segnala una sua lettera inviata ai dirigenti del P.N.E teramano e pubblicata integralmente dal settimanale «Il Solco» il 10 agosto 1923, il cui tenore non concede spazio al dubbio - intrattiene, sin dalla seconda metà degli anni Dieci, una proficua corrispondenza epistolare, straordinariamente infoltitasi a partire dal 1925, anno nel quale l’inquieto rampollo di una delle famiglie industriali più doviziose di Giulianova verrà eletto alla suprema carica cittadina.
Le consultazioni elettorali cittadine del 10 maggio 1925, finalmente indette dopo la burrasca politica successiva alla Marcia su Roma ed alla sequela delle gestioni commissariali (quella del commissario Bernardo Azzoni dal 28 dicembre 1922 al 1 marzo 1923, quella del montoriese Alfredo Angeloni, regio commissario straordinario, dal 16 marzo al 16 settembre sempre del 1923, quella, da ultimo, del commissario Ermanno Colucci, sino al 31 maggio 1925), infatti, avevano portato al candidato del Fascio giuliese di combattimento, Amato Alfonso Migliori appunto, ben 1026 preferenze su un totale di 1271 votanti, appalesando un innegabile successo personale che di qui a poco, e pour cause, avrebbe costituito motivo necessario e sufficiente per la nomina alla suprema carica cittadina del Nostro.[…]