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FRANCESCO DI GIORGIO MARTINI
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E
GIULIANOVA
- a cura di
Mario Montebello
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finito di stampare
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nel mese di giugno del 1994
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dalla
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Bottega D’Erasmo
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Aldo Ausilio Editore in Padova
AVVERTENZA
Per una
serie di circostanze il presente saggio vede la luce con alcuni anni di
ritardo rispetto alla composizione, e pertanto non risulta aggiornato sui
più recenti sviluppi della critica. In generale, si può dire che si è
accentuato l’imbarazzo di fronte alle posizioni tradizionali colla necessità
di superarle, nella generale esigenza di un rinnovamento della figura di
Francesco (il punto della situazione può essere offerto dal volume
FIORE-TAFURI, Francesco di Giorgio architetto, Milano 1994). Per gli
ulteriori sviluppi delle nostre ricerche rimandiamo agli interventi che
pensiamo di sottoporre ancora alla cortese attenzione del « Buliettino delle
Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi», L’Aquila.
- Volume
consultabile presso la Biblioteca
- "Centro
Culturale - San Francesco"
- della Piccola
Opera Charitas
- di Giulianova.
Tel. 085-802321
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DEPUTAZIONE ABRUZZESE DI STORIA PATRIA
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STUDI E TESTI - FASC. 16
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Mario Montebello
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FRANCESCO DI GIORGIO MARTINI E GIULIANOVA
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Le
indagini e le riflessioni di parecchi anni ci hanno convinto che il
piano di fondazione di Giulianova, colle mura e i principali edifici, è
dovuto al senese Francesco di Giorgio Martini, una delle menti più
geniali e interessanti del secondo Quattrocento che fu in rapporti
personali e culturali con le maggiori personalità del tempo. Una gran
mole di spunti tecnici, in un’opera esattamente datata, ci spingono
all’attribuzione.
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Poiché il materiale via via raccolto è molto abbondante, proprio in
rapporto allo spessore tecnico e culturale della realizzazione, abbiamo
preferito impostare questo lavoro come presentazione generale dei legami
tra Francesco di Giorgio e Giulianova, rimandando a successivi momenti
sia l’analisi particolareggiata che i risvolti culturali dell’operazione
martiniana. Certamente, l’attribuzione di paternità emergerebbe ben più
incisiva da tutto il materiale nei tre momenti sopra accennati; ma
crediamo che già gli aspetti più generali del piano di fondazione
rivelino a sufficienza l’impronta martiniana, prima di tutto nella
misura in cui un’opera di cosi alto respiro non può essere nata che da
una mente geniale: ed è intuibile fin dal primo impatto.
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Naturalmente, i riscontri saranno compiuti non solo colle opere
architettoniche effettivamente realizzate, in buona parte perdute, ma
anche colla vicenda biografica e lo svolgimento della ricerca pittorica;
un posto privilegiato avranno le pagine dei Trattati. A proposito
di questi, va ricordato che non è possibile stabilirne il testo
definitivo per il metodo di lavoro seguito dall’Autore, ma se ne debbono
distinguere principalmente due redazioni, ognuna rappresentata da due o
più codici, l’una in diciotto parti e la seconda in sette trattati.
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Nel
1841 C. Promis pubblicava la trascrizione del codice Magliabechiano,
il solo quindi accessibile per il pubblico fino ad anni recenti,
premettendo una Vita ben documentata. Solo nel 1967 è apparsa in
due volumi l’opera sostanzialmente completa del Senese, a cura di C.
Maltese: sono oltre seicento pagine più le tavole dei disegni, che
mettono finalmente l’opera dell’«ingegnario» a disposizione di un vasto
pubblico di studiosi e costituiscono una fondamentale occasione di
riscoperta e approfondimento. I quattro principali codici martiniani vi
sono riuniti due a due, nel primo volume il Torinese Saluzziano 148
(T) ed il Laurenziano Ashburnhamiano 361 (L), che
costituiscono la prima relazione databile intorno agli anni 1478-’82;
nel secondo, i codici Senese S. IV. 4 (S) ed il Magliabechiano
II. I. 141 (M), la seconda redazione riferibile approssimativamente
agli anni 1487-’91. Poiché il testo è simile o uguale in ciascuna delle
due coppie, è stato pubblicato un unico testo in ogni volume,
all’interno del quale sono indicati con accorgimenti grafici i passi
presenti solo in un codice e le altre varianti. Il primo volume
riproduce poi tutte le pagine figurate di T, il secondo quelle di
M ad eccezione di un fascicolo finale autonomo, i codici più
completi sotto questo aspetto.
Sono stati poi pubblicati in date diverse due altri gruppi minori di
disegni martiniani: l’uno dal Salmi (1947) che lo rinvenne «fra vecchie
stampe di scarso merito nella collezione del Conte Guido Chigi
Saracini», senese; l’altro da F. P. Fiore (1978), e sono «i disegni di
macchine e fortificazioni legati in calce ad M», tralasciati dal
Maltese come estranei ai trattati veri e propri, la cosiddetta
Raccolta.
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Da
poco infine è apparsa la riproduzione fototipica di un ultimo
interessante codice martiniano, I’Urbinate Latino 1757 della
Biblioteca Vaticana (tV), di formato tascabile, un vero e proprio
blocco per appunti, con schizzi dal 1472 al 1477 circa.
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Tralasciando le complesse questioni di autografia e datazioni che sono
dietro queste edizioni, ci preme sottolineare soltanto che la prima
redazione dei Trattati è posteriore di circa dieci anni alla
progettazione di Giulianova, e la seconda di venti.
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L’autore
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Giulianova, giugno 1994
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Sullo specifico argomento rappresentato dalla fondazione di
Giulianova si vedano: M. MONTEBELLO, Giulianova e il suo
territorio (1470 circa) nella politica acquaviviana, in «Bullettino
Abruzzese di Storia Patria», LXX (1980), pagg. 427-485
(individuazione del piano di fondazione, con intuizioni sul
progettista alle pag. 470- 475); M. T. COLANGELO,
Giulia e il «lignaiolo» fiorentino (Ipotesi su Giulianova, una
città del Rinascimento in Abruzzo), in «Bullettino Abruzzese
di Storia Patria», LXXIII (1983), pagg. 203-219 (sul carattere
toscano del piano, e sua attribuzione a Baccio Pontelli); M.
MONTEBELLO, Ancora sul piano di fondazione di Giulianova, i
suoi significati ed il suo architetto, in «Piceno», X, 1-2
(dic. 1986), pagg. 37-60 (precisazioni ulteriori sul piano, e
negazione della paternità al Pontelli); R. CERULLI, Le dimore
degli Acquaviva in Atri e Giulia, in «Atti del Convegno di
Studi: gli Acquaviva d’Aragona duchi di Atri e conti di S.
Flaviano», Teramo 1985, pagg. 91-127 (inventano settecentesco
dei palazzi di Atri e Giulianova); M. MONTEBELLO, Il palazzo
ducale a Giulianova, L’Aquila 1988 (individuazione del
palazzo, più propriamente comitale, nella volumetria esterna e
nelle articolazioni interne).
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C. PR0MIS,
Trattato di architettura civile e militare di Francesco di
Giorgio Martini,
Torino 1841 (premessa al Trattato, Vita di Francesco di
Giorgio Martini, pagg. 1-86); FRANCESCO DI GIORGIO MARTINI,
Trattati di architettura, ingegneria e arte militare, a
cura di C. Maltese, Milano 1967 (con Introduzione, pagg.
XI-LXVIII).
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M. SALMI,
Disegni di
Francesco di Giorgio nella collezione Chigi Saracini,
Siena 1947; F. P. FIORE, Città e macchine del
Quattrocento nei disegni di Francesco di Giorgio Martini,
Firenze 1978.
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