Internazionalisti e Repubblicani
in Abruzzo
A cura di Giovanni Di Leonardo
e Maria Rita Bentivoglio
Finito di stampare nel mese
di novembre 1999
da "Media" Edizioni Mosciano S.A. (Te)

Giovanni Di Leonardo è nato a Morro D’Oro, il 20 aprile 1944, e vive a Giulianova. Si è laureato in Filosofia, all’Università Statale “La Sapienza” di Roma, con una tesi sulla Storia del Partito Socialista nel Teramano dal 1894 al 1922, seguita dal Prof. Renzo De Felice, conseguendo il massimo dei voti (110/110); successivamente ha insegnato Italiano e Storia negli Istituti Statali, di secondo grado, in diverse località della Lombardia e a Giulianova e Roseto degli Abruzzi. Numerose volte ha avuto l’incarico di Commissario esterno nelle Commissioni di Maturità in Istituti di Milano, Verona, Roma, ecc..

Prof. Giovanni Di Leonardo

 

 

Maria Rita Bentivoglio è nata a Giulianova il 22maggio 1948. Laureata in Pedagogia, presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Roma (con una tesi su argomento di Storia del Risorgimento, seguita dal Prof. Giuseppe Talamo), ha insegnato Materie Letterarie, nella Scuola Media, in diverse località della Lombardia ed attualmente a Giulianova.
La Prof.ssa M.R. Bentivoglio

Premessa

Con questo lavoro abbiamo inteso contribuire a far luce sulle radici più remote della democrazia abruzzese, partendo dai primi embrioni degli attuali partiti politici. Non ci troviamo di fronte a grandi elaborazioni teoriche da parte delle associazioni e degli uomini che mano mano incontreremo, né potrebbe essere diversamente, trattandosi di uomini d’azione che per lo più mutuano principi e idee dai movimenti generali cui si ispirano.

La ricerca e la redazione di questo libro hanno avuto un iter estremamente discontinuo, sia per la nostra storia personale, che ci ha costretti ad emigrare, sia per le vicende politiche internazionali, connesse al nostro lavoro, che hanno provocato autentici stravolgimenti negli ultimi dieci anni.

Iniziammo circa quindici anni fa la “ricerca sul campo”, ma abbiamo dovuto interromperla numerose volte per i motivi sopra accennati. Mai, tuttavia, abbiamo pensato di non portare a termine il lavoro perché lo sentivamo come un debito di noi abruzzesi verso le centinaia di uomini che verranno menzionati nel testo e che, in alcuni casi, per diverse ragioni, sono stati completamente dimenticati perfino nelle tante opere di carattere storico che pure la nostra regione ha visto pubblicare.

Molti sono nomi che oggi non dicono più nulla, si sono perduti nel buio della memoria, ma che negli anni dal 1865 al 1895 diedero un importante contributo militare, morale e intellettuale alle genti della nostra regione e agli ultimi tentativi di completamento del Risorgimento nazionale.

Forse erano utopisti, poiché mentre la situazione generale, dopo gli sconvolgimenti unitari, volgeva alla normalizzazione, essi pretesero di continuare a lottare in prima persona, a rischio anche della vita, pur di affermare le loro idee in ordine all’assetto dello Stato, ai valori politici e morali di cui erano portatori.

Noi li seguiremo attraverso le loro corrispondenze ai giornali, le carte d’archivio e gli atti processuali. Talvolta la ricostruzione procederà con lunghe citazioni, ma con questa tecnica, cioè facendo parlare i protagonisti attraverso le carte, abbiamo cercato di far rivivere il clima culturale di quegli anni in cui lo Stato Liberale si consolida sacrificando, inevitabilmente, anche uomini che avevano contribuito alla sua nascita.

Si tratta di Garibaldini in senso lato, e di Mazziniani, negli anni Sessanta, e poi anche di Internazionalisti dagli anni Settanta. Svolsero un ruolo importante negli ultimi fatti d’arme del Risorgimento (1866; 1867; 1870) e poi nel dibattito politico che seguì quegli eventi eroici. Erano molti in Abruzzo fino al 1870, poi le loro fila si assottigliarono rapidamente. Oggi è come se lo spirito, le idee e le azioni di quegli uomini fossero coperti da una pietra, tanto appaiono lontani da noi; con questo lavoro proviamo a sollevare questa pietra: non è facile, ma lo facciamo volentieri, ancorché consapevoli delle nostre modeste forze.

In questo breve cammino incontreremo persone di notevole spessore che non si piegarono alla quotidianità, né alla normalizzazione voluta dal potere, ma che spesero tutte le energie per affermare le loro idee, nulla risparmiando, né arretrando davanti alle inevitabili difficoltà cui andavano incontro.

Furono uomini “contro”, consapevoli di andare, spesso, verso l’insuccesso: furono “vinti”, ma non scesero a compromessi disonorevoli. Di questi uomini ci accingiamo a “raccontare” le vicende, sperando che altri continuino a farlo per additare alle generazioni future i valori positivi dei quali pure furono portatori.

Gli autori