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IGNAZIO CERIO
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“L’uomo e lo scienziato”
- Stampato nel
mese di febbraio 1999 presso:
- Grafiche
D'Auria - Ascoli Piceno
- per conto
di Andromeda Editrice srl
INDICE
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Ignazio Cerio: una mitologia infantile
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Silvia Cerio
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Ignazio Cerio: l’uomo e lo scienziato
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Cristiano Spila
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La figura di Ignazio Cerio
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nell’archeologia preistorica del suo
tempo
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Carmen Santagata
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Marcello Piperno
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La geologia e la paleontologia
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nel carteggio di Ignazio Ceno
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Filippo Barattolo
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Carmen Santagata
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Ignazio Cerio e le sue ricerche
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biologiche marine in Capri
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Antonio Federico
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Ignazio Cerio e l’avifauna di Capri
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Mario Milone
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Cerio botanico
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Roberto Nazzaro
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Le lucertole azzurre di Capri
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Vincenzo Caputo
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La scienza napoletana dai Borboni
all’Unità
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Maurizio Torrini
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Tra lenta ascesa delle forze nuove,
ricerca
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di equilibri e sforzi di sopravvivenza
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del vecchio mondo:
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gli Abruzzi del “doganiere” P. Cerio
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Gennaro Incarnato
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Giulianova dalle origini
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alla Regia Dogana di prima classe
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Riccardo Cerulli
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Relazione sullo stato di frontiera
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Pasquale Cerio
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IGNAZIO CERIO
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“L’uomo e lo scienziato”
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Progetto di ricerca ideato e curato da:
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Associazione “Veliero”
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Centro Studi e Iniziative per la Città - Giulianova
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Promosso da:
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Regione Abruzzo
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Assessorato alla Promozione Culturale - L’Aquila
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Collaborazione Scientifica:
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Centro Caprense di vita e di studi “Ignazio Cerio” - Capri
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Ideazione e supervisione:
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Riccardo Cerulli
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Consulenza scientifica:
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Filippo Barattolo
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Coordinamento generale:
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Rosanna Di Liberatore
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Progettazione tecnico-scientifica:
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Andrea Bollini
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Hanno collaborato:
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Grazia Baldassarre, Maria Braga (ricerche presso l’Archivio di
Stato), Luigia Caponi, Gabriele Rossi, Alessandra Tieri.
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Si ringraziano:
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dr.ssa Silvia Cerio
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avv. Luca Giordano, Presidente del Centro Caprense, e i suoi
consiglieri e collaboratori per la gentile messa a
disposizione delle fonti manoscritte e dei documenti
d’archivio
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avv. Costantino Federico, Sindaco di Capri
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dr.ssa Cnstiane Groeben, archivista della Stazione Zoologica di
Napoli
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Regione Abruzzo:
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Assessore alla Promozione Culturale
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Comitato Tecnico-Scientifico
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dr. Aldo Marroni, Direttore del Centro Servizi Culturali di
Giulianova
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Il progetto è stato finanziato dalla Regione
Abruzzo - Assessorato alla Promozione Culturale ai sensi
del tit. III della L. R. 56/93
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Quando, mesi or sono, l’avvocato Riccardo Cerulli, presidente onorario
dell‘associazione “Veliero”, ci parlò di Ignazio Cerio e
dell’opportunità di fare un lavoro scientifico su questo studioso,
restammo un po’ perplessi. Conoscevamo poco più del nome del paziente
collezionista, nato a Giulianova, e la scheda del Dizionario Biografico
degli Italiani. Ci sembrò un soggetto misterioso. L’avvocato ne parlava
con entusiasmo, ne elencava i meriti e le multiformi ricerche. Riuscì a
suscitare molta curiosità e, giorno dopo giorno, un interesse crescente
in tutti noi. Le perplessità non mancavano, ma ormai le menti di molti
soci di Veliero avevano iniziato uno studio ed un itinerario che
portavano verso Capri.
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Inoltrammo il progetto di ricerca alla Regione Abruzzo per approfondire
i diversi aspetti del lavoro profuso da Cerio. Grande fu la nostra gioia
quando ci fu notificata l’approvazione della proposta da parte della
Giunta Regionale.
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Bisognava recarsi a Capri. Lì, infatti, il Nostro aveva svolto le sue
ricerche e, per entrare in sintonia con lui, si doveva ripercorrere la
sua strada. Con il cuore e la mente pieni di aspettative decidemmo di
recarci a Capri. Prendemmo accordi con il Sindaco della città,
Costantino Federico, e con il Presidente del Centro Caprense di Vita e
di Studi “Ignazio Ceno”, Luca Giordano, e partimmo. Durante il viaggio
ci piaceva immaginare che il piccolo Ignazio, passeggiando sulla
battigia del mare giuliese, avesse raccolto le prime conchiglie, le
prime stelle marine..., e, poi, le avesse sottoposte all‘attenzione del
padre Pasquale mentre, mano nella mano, ritornavano verso casa. E perché
non si poteva sognare che da questi eventi avesse ricevuto l‘inprinting
che l’ha poi guidato tutta la vita? Arrivati sull‘isola ci accorgemmo
subito che tutto parlava di Ignazio Ceno: a lui sono dedicati una
piazzetta, la biblioteca e il Centro Caprense di Vita e di Studi.
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Restammo meravigliati e, come se si fosse trattato di una cosa normale,
cominciammo a chiedere notizie a chiunque: albergatori, negozianti,
tassisti...
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Subentrò lo stupore quando ognuno ci riferiva qualche particolare della
vita e dell’opera del Nostro. Il tassista ci parlò del nonno che faceva
il fabbro e aveva realizzato molti strumenti che lo studioso gli
richiedeva per le sue ricerche; l‘albergatore, appreso il motivo del
nostro arrivo, ci indirizzò al Cimitero acattolico con parole di grande
rispetto per l’insigne ricercatore; così avvenne più volte. Ci recammo
alla biblioteca del Centro Cerio per incontrare il Presidente, il
professor Filippo Barattolo e il segretario Antonio Federico. Esponemmo
i nostri intenti e ci fu subito un‘intesa. L’entusiasmo per il nostro
concittadino era palese. Si resero disponibili a fornirci le fonti
documentarie e il prof Barattolo ci indicò gli studiosi a cui avremmo
dovuto rivolgerci per avere lavori scientificamente validi. Il giorno
successivo porgemmo i nostri saluti al Sindaco che si dimostrò pronto a
darci tutto l‘apporto a lui possibile per il nostro lavoro. Si
ristabiliva, intorno a questa ricerca, l’antico e fruttuoso connubio fra
la cultura napoletana e la cultura abruzzese. Tornati a Giulianova,
contattammo i professori ed i ricercatori. Il lavoro ha così potuto
concretarsi nell’attuale testo “Ignazio Ceno: l’uomo e lo scienziato”
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ROSANNA DI LIBERATORE
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Presidente dell ‘Associazione
“Veliero”
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- La vita e la
figura di un uomo
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- CAPRI
- Attraverso la vita
di Ignazio Cerio
- rievocata da EDWIN
CERIO
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- La copertina del
"Volume Primo"
- "LA VITA E LA
FIGURA DI UN UOMO"
- LE PAGINE
DELL'ISOLA
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- Collezione
bibliografica carpense
- Editori Alfieri &
Lacroix - Roma
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PREFAZIONE
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Questo
libro non è un necrologio di Ignazio Cerio.
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E’,
semplicemente, il primo volume di una collezione bibliografica caprense:
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CAPRI,
attraverso la vita di Ignazio Ceno — e cioè la storia, la vita, la
cultura, l’arte di Capri in “pagine dell’Isola” permeate dallo spirito
di un uomo che molto amò Capri, ed a Capri tutto diede della sua vita.
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La via che
vado percorrendo per raccogliere queste pagine della storia, della vita,
della cultura dell’Isola, è stata percorsa da molti uomini insigni — da
naturalisti, da poeti, da storici, da indagatori di tutti i misteri che
la vita e la natura hanno immagazzinati in quest’isola; e su questo
cammino spirituale ho, semplicemente, mosso i passi sulle orme più
profonde che vi ho trovato; le orme che vi lasciò ignazio Cerio.
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Non ho
indugiato nella esaltazione di questo uomo singolare; alla sua
personalità, che la morte ha liberato dai legami terreni, mi sono
appressato con venerazione di figlio. Ma la morte ha proiettato quella
personalità sullo schermo dello spirito, ingrandendola, ampliandone i
contorni oltre la misura che può contenere l’amor filiale. E così, a
distanza, ho visto Ignazio Cerio in un campo ottico della mente e del
cuore entro cui la sua figura non poteva subir la distorsione d’una
visione puramente affettiva. Ed ho così potuto parlar di lui come uomo.
Dalla sua vita, dalla sua figura, mi è parso poter trarre le linee per
tracciare un quadro della vita di Capri. Se vi è, in queste pagine,
esaltazione, essa è l’esaltazione di Capri che, per incidente solo, è
forse anche l’esaltazione di Ignazio Ceno.
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In queste
pagine, ed in quelle dei volumi che seguiranno a questo, è un tentativo
di raccogliere e coordinare, di mettere in evidenza e di registrare i
fatti e gli eventi, i fenomeni e le accidentalità, gli aspetti e le
forme della vita di Capri, in un volume che seguirà questo — L’uomo e la
pietra è la storia dell’uomo e della pietra, su Capri: il racconto delle
vicende della primigenia umanità che abitò l’isola, dell’uomo
paleolitico e neolitico che ne popolò la più remota antichità; e la
storia e le vicende della pietra: la formazione geologica di questo
masso calcare che doveva diventare un piccolo mondo della civiltà
mediterranea.
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In altri
volumi, ancora, saranno registrati i fatti e le cose della storia
naturale dell’Isola: i suoi ragni, i suoi uccelli, i suoi rettili, i
suoi pesci, i molluschi… I segreti che la scienza ha strappato al suo
mare, o sviscerato dal suo suolo. Un volume, dovuto al contributo
prezioso di due distinti entomologi, tratterà delle farfalle di Capri —
dei macrolepidotteri e dei coleotteri.
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Un altro
volume — Flora Capraearum Nova — sarà il tributo di affetto di Michele
Guadagno, illustre botanico, alla memoria del vecchio amico; e sarò
anche una classica opera sulla nostra flora, il prof. Raffaello Bellini
che fra i giovani scienziati italiani era il più intimo amico — ma forse
di più, era per Ignazio Cerio come un figlio — ha profuso per le pagine
di questa collezione tesori di erudizione, e generosamente ha dato il
suo tributo alla venerata memoria con ricca messe di dati geologici,
malacologici, che appariranno in note speciali. Se v’è esaltazione, in
queste pagine, essa è puranco quella di tutti gli uomini i quali,
passando per Capri, ne formarono il quadro vivido di affetto, caldo di
entusiasmo, illuminato di scienza, il quadro nel quale Ignazio Cerio
resta come la figura centrale.
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Questa
collana di volumi e volumetti su Capri conterrà note archeologiche,
storiche; note di vita e di arte locale, paesana; essa è, nel mio voto,
come un serto augurale per l’avvenire dell’isola, una ghirlanda votiva;
e come su ogni campo dove ho raccolto un fiore ho trovato un sentiero
aperto da Ignazio Cerio, un’orma di lui che segnava il cammino, questa
ghirlanda io ho apposta al tempio votivo della sua memoria. Un tempio
non fastoso di bugiardi marmi; ma il tempio che i capresi han fatto del
loro cuore, per ricordare Ignazio Ceno.
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Non per
esaltar lui, ho scritto queste pagine, ma per ritrovarlo e non staccarmi
da lui, per sentire la sua presenza, e per stare con lui.
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Edwin Cerio
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Ottobre 1921
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NOTA. — I disegni che ritraggono i lineamenti di
I. Cerio negli ultimi giorni di sua vita, e nella morte, sono
opere — alcune appena incominciate — di Mabel Norman Cerio, alla
quale esprimo la più profonda gratitudine per il prezioso contributo
che volle darmi in quest’opera che essa ispirò col suo senso d’arte.
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E. C.
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