- Giulianova
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A cura di Pasquale
Rasicci
- Finito di stampare
nel mese di
- luglio 1997 delle
Grafiche
- Martintype S.r.l.
di Colonnella (TE)
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PRESENTAZIONE
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Si avvertiva da tempo la
necessità di disporre di uno strumento che consentisse,
senza abiurare alla necessaria rigorosità ma nel contempo
agile, di dare contezza del ricco patrimonio storico ed
artistico posseduto da Giulianova. L’una e l’altra
caratteristica possiede questo volume di Pasquale Rasicci,
studioso attento - come segnala la sua ampia produzione - ma
anche giornalista ed insegnante; da sempre incline ad
operare nel segno di una ricerca rigorosa e
metodologicamente orientata ma preoccupato anche di
permettere la più ampia fruibilità delle acquisizioni
consapevoli e storicamente fondate.
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L’intento divulgativo si
lascia cogliere agevolmente sfogliando le pagine del volume:
tanto la scrittura — che fortunatamente nulla concede ad
inutili e soverchi preziosismi — quanto l’impianto
rispondono all’obiettivo, perseguito e dichiarato, di
rendere agevole l’approccio con la storia plurisecolare — e
per molti aspetti complessa — della città aprutina e coi
suoi superstiti monumenti.
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Oltre a quelli principali e
maggiormente noti (la Chiesa di S. Flaviano e quella di S.
Maria a Mare, da sempre oggetto dell’attenzione degli
studiosi), Rasicci opportunamente riserva margini
d’interesse ai monumenti minori, alcuni — credo — persino
poco noti agli stessi cittadini e che hanno patito un
sostanziale ed immeritato disinteresse. Così la pregevole
chiesetta di S. Anna — per la quale si spera in un opportuno
e non più differibile recupero —; così il ponte romano ed i
resti dei monumenti sepolcrali pur’essi romani che sorgevano
a lato della via Cecilia ed ora insistono sommessamente
presso la statale per Teramo; così ancora la diruta torre
del Tordino — che proprio Rasicci a seguito di una faticosa
ricognizione, fotografò e studiò con attenzione — i reperti
emersi dalla campagna di scavi nel sito della romana Castrum
Novum (e sfugge alla logica il motivo che impedisce di
continuare a scavare in una zona di grande interesse come
quella oggetto delle precorse indagini archeologiche).
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Risponde parimenti
all’esigenza di aprire varchi ad un discorso dai margini
dilatati che involge l’attivismo dispiegato in ambito
sociale e culturale, l’inserimento di sezioni riservate agli
istituti religiosi operanti a Giulianova — dai Cappuccini,
con il Santuario della Madonna dello Splendore e l’Istituto
Psico-pedagogico Piccola Opera Charitas, ai
Benedettini-Silvestrini dell’Istituto S. Volto, all’Istituto
Gualandi; realtà importanti alle quali la città, ma anche
l’intera regione, deve molto - e alle ben quattro
biblioteche (l’unico caso in Abruzzo tra i comuni non
capoluogo di provincia) presenti ed operative nella città
adriatica, indice sintomatico di una vivalità culturale che
— tra periodi felici ed altri segnati da inopinate
contrazioni — riesce ancora a sottrarsi alle avviluppanti
spire di un tempo edace che pare sovente privilegiare
l’apparire sull‘essere.
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Legata non casualmente a
questi ultimi rilievi risulta la parte conclusiva del libro
di Rasicci, quella dedicata agli uomini illustri della
città, ad iniziare dai membri di quella potente ed onesta
famiglia di Acquaviva che tanta parte ebbe nella storia
civile e culturale di Giulianova, passando poi per la fitta
schiera degli intellettuali — dal Caravelli, al Braga, al
Bindi — che in non pochi casi veicolarono in una realtà
periferica, come quella giuliese, istanze culturali d’ampio
respiro tra Sette ed Ottocento, sino all’ultima generazione
di artisti, sui quali da tempo si registra notevole
attenzione.
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Una ricognizione
dell’amplissima latitudine, questa di Rasicci, che si
arricchisce inoltre del supporto iconografico per “rendere”
anche visivamente gli sviluppi intervenuti in seno alla
città.
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In soccorso di una attenzione
anelante ad approfondire i molteplici aspetti considerati,
Rasicci offre opportunamente un folto corredo bibliografico,
necessario supporto per affrontare studi e ricerche
dell’ampio spettro.
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Credo che saranno in molti —
non solo i turisti, destinatari comunque privilegiati del
volume — ad apprezzare un lavoro realizzato con armonico
equilibrio tra esigenze divulgative e rigorosità storica,
robustamente sorretto dalla ragione ma scaturito dalla più
netta conoscenza che solo l’atto d’amore, per ripercorrere
un concetto caro ad Italo Mancini, consente di avere.
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Giulianova, il giorno di S.
Aniceto 1997
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Sandro Galantini
Direttore Biblioteca
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“P Candido Donatelli”
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Giulianova
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