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- Gaetano Capone
Braga
- Riflessioni su
una filosofia
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A cura di Massimo Nardi

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Collana
"STORIE"
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Finito di stampare
nell'anno 1997 da "Media" editoria, grafica e stampa, Mosciano S.A.(TE)
per conto del Centro di Servizi Culturali della Regione Abruzzo - Via I.
Nievo.
- Tel. 0858003508 -
Fax 08580027108

- Gaetano, Capone Braga
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Gaetano Capone Braga (Giulianova 1889 ‑ Firenze 1956) non è ricordato nelle 120 cronache
filosofiche tra i pensatori più noti della filosofia italiana
del nostro secolo.
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Scrupoloso e appassionato
studioso della storia del pensiero, ha condiviso con un altro
filosofo abruzzese ‑ il coetaneo e più noto Giuseppe Capograssi
‑ alcune matrici speculative fondamentali: Platone e il
Platonismo, Sant’Agostino, Rosmini. Ma numerosi altri tra cui
Epicuro, Schopenhauer, Leopardi, Dostojevskj ‑ sono gli autori
con i quali ha condotto i dialoghi più significativi e di cui
intessuta la sua biografia intellettuale.
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A Firenze, dopo la laurea, seguendo
l’insegnamento di Francesco De Sarlo, iniziò un'intensa attività
di studioso espressa in numerose pubblicazioni anche su «La
Cultura filosofica», rivista fondata dal suo maestro
nel 1907 e che rappresentò uno dei punti di riferimento della
polemica cattolica contro Positivismo e Neoidealismo, come
ricorda anche Eugenio Garin nelle sue Cronache di filosofia
italiana. Gli anni '30 sono decisivi e fecondi per
l’elaborazione della sua filosofia, come testimoniano importanti
volumi e saggi, da ricordare nell’ampia produzione tra cui: Saggio su Rosmini (1914), La filosofia italiana e
francese del '700 (1920), Il mondo delle idee (1928‑33), La concezione agostiniana della libertà (1931), La vecchia e la nuova logica (1935‑36, con
aggiunte 1948), Lineamenti di un realismo teistico integrale (1936),
Il problema estetico (1936), Il problema del fondamento dell'etica (1945),
La mia
confessione filosofica (1948), Studi su Epicuro (1951).
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Capone Braga, quasi per una
naturale inclinazione della sua riflessione, si riconobbe nel
movimento dello Spiritualismo italiano, nell’ambito del quale
strinse un fecondo e duraturo sodalizio con Michele Federico
Sciacca, che ebbe a ricordarlo, subito dopo la morte, come
amico, «Docente scrupoloso, gentiluomo autentico, schivo da ogni
onore senza affettazione, lontano dalle miserie (senza
disprezzo) e dai compromessi, l’uomo dall'onestà buona e dalla
bontà onesta» («Giornale di Metafisica» Maggio‑Giugno 1956, n. 3,
p. 407).
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Non solo nel caso di Capone
Braga, capita di occuparsi, in generale, di eventi e
testimonianze culturali avvertiti come puramente “locali” perchè
la cultura e la ricerca ufficiali ‑ a torto o a ragione, poco
importa ‑ non ne hanno ancora consacrato la rilevanza nazionale
o internazionale. Frequentemente si verificano, nel merito, due
opposti atteggiamenti erronei: o il provincialismo di chi
celebra un culto irrealistico di momenti della propria
tradizione, presentandoli come una sorta di ombelico del mondo,
o la superficialità, l’istinto di oblio e la noncuranza, che
pervadono quanti, consapevoli di non avere a che fare con
fenomeni di rilevanza assoluta, ne decretano però la totale
insignificanza culturale.
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Chi ha dato vita al tentativo di
riflessione raccolto nel presente volume, ha cercato di prendere
coscienza di quegli opposti errori e, per quanto possibile,
evitarli.
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L’esperienza è iniziata con la giornata di studio
«Gaetano
Capone Braga. Radici e prospettive filosofiche», svoltasi nell'Aula Magna del Liceo Scientifico
Statale “M Curie” di Gulianova, il 24 maggio 1997. Concepita
come (ri)apertura di un cantiere, con lavori rigorosamente “in
corso”, la giornata di riflessione ha tentato, attraverso i
diversi contributi, di focalizzare momenti significativi del
pensiero di Capone Braga, con rigore culturale ma senza pretese
di esaustività: un vigoroso inizio di percorso, più che la
volontà di una parola conclusiva.
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Per rimanere nello spazio metaforico del
“cantiere”, va registrato che si è aggiunta, cammin facendo,
qualche nuova maestranza che, anche dopo la Giornata, ha provato
interesse ad accostare i testi del Nostro, ampliando, il novero
dei contributi scientifici e cooperando al progetto, in
itinere, di realizzare un “fondo
librario” per raccogliere le disperse opere del pensatore
giuliese. È giusto ricordare che i lavori del “cantiere” non
avrebbero preso l’avvio, né proseguirebbero, senza la preziosa
collaborazione dell'Amministrazione Comunale di Gulianova, del
Dipartimento di Filosofia della Facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università di Chieti, della Regione Abruzzo ‑ Centro Servizi
Culturali di Gulianova, presso al cui biblioteca è istituito il
“fondo libraio” specialmente nella persona di Aldo Marroni,
componente non secondaria delle maestranze all’opera.
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L’impegno di tutti ha mirato a
predisporre condizioni culturali e materiali perchè chi voglia
possa (pro)seguire il lavoro di riflessione iniziato e che ha
gia portato a maturazione qualche frutto.
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I filosofi meritano
stima e interesse non solo per quel che di grande e importante
hanno gia detto, ma anche per l’invito a pensare che
sollecitano. Essi non sono specchi in cui riflettersi ma
finestre spalancate sul mondo, con prospettive e dimensioni
senz'altro diverse ma che assolvono la medesima funzione.
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Spingere a penetrare la realtà storica e vitale con l’umile
ricchezza di un pensiero assetato di comprendere e far proprie
istanze valoriali, inquietudini esistenziali, domande sul senso
delle cose e del tempo.
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Sotto questo profilo, il valore
teoretico di Capone Braga dipende in buona parte anche
dall'intensità con cui i suoi testi vengono accostati, per
essere compresi in se stessi ma anche usati per raccogliere la
provocazione a pensare e valutare tensioni ed emergenze
problematiche del nostro tempo. Gia questa è una cifra di
grandezza per cui avere gratitudine.
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