Copertina libro "Gaetano capone Braga" - Gaetano Capone Braga (Giulianova 1889 - Firenze 1956) non è ricordato nelle 120 cronache filosofiche tra i pensatori più noti della filosofia italiana del nostro secolo. Scrupoloso e appassionato studioso della storia del pensiero, ha condiviso con un altro filosofo abruzzese -  il coetaneo e più noto Giuseppe Capograssi - alcune matrici speculative fondamentali:Platone e il Platonismo, Sant’Agostino, Rosmini. Ma numerosi altri tra cui Epicuro, Schopenhauer, Leopardi, Dostojevskj - sono gli autori con i quali ha condotto i dialoghi più significativi e di cui intessuta la sua biografia intellettuale.

Gaetano Capone Braga
Riflessioni su una filosofia
A cura di Massimo Nardi

 

Collana  "STORIE"
Finito di stampare nell'anno 1997 da "Media" editoria, grafica e stampa, Mosciano S.A.(TE) per conto del Centro di Servizi Culturali della Regione Abruzzo - Via I. Nievo.
        Tel. 0858003508 - Fax 08580027108

 

Gaetano, Capone Braga - filosofo, nato a Gulianova il 4 maggio 1889, morto a Firenze il 18 aprile 1956. Studiò nel Liceo - ginnasio “M. Delfico” di Teramo, indi a Firenze nell’Istituto di Studi Superiori, dove si laureò in filosofia il 18 luglio 1912. L'anno dopo conseguì il diploma di perfezionamento, in seguito a concorso nazionale.

Gaetano, Capone Braga

 

        Introduzione 
di Massimo Nardi

 

       Gaetano Capone Braga (Giulianova  1889 ‑  Firenze 1956) non è ricordato nelle 120 cronache filosofiche tra i pensatori più noti della filosofia italiana del nostro secolo.
Scrupoloso e appassionato studioso della storia del pensiero, ha condiviso con un altro filosofo abruzzese ‑ il coetaneo e più noto Giuseppe Capograssi ‑ alcune matrici speculative fondamentali: Platone e il Platonismo, Sant’Agostino, Rosmini. Ma numerosi altri tra cui Epicuro, Schopenhauer, Leopardi, Dostojevskj ‑ sono gli autori con i quali ha condotto i dialoghi più significativi e di cui intessuta la sua biografia intellettuale.
A Firenze, dopo la laurea, seguendo l’insegnamento di Francesco De Sarlo, iniziò un'intensa attività di studioso espressa in numerose pubblicazioni anche su «La Cultura filosofica», rivista fondata dal suo maestro nel 1907 e che rappresentò uno dei punti di riferimento della polemica cattolica contro Positivismo e Neoidealismo, come ricorda anche Eugenio Garin nelle sue Cronache di filosofia italiana. Gli anni '30 sono decisivi e fecondi per l’elaborazione della sua filosofia, come testimoniano importanti volumi e saggi, da ricordare nell’ampia produzione tra cui: Saggio su Rosmini (1914), La filosofia italiana e francese del '700 (1920), Il mondo delle idee (1928‑33), La concezione agostiniana della libertà (1931), La vecchia e la nuova logica (1935‑36, con aggiunte 1948), Lineamenti di un realismo teistico integrale (1936), Il problema estetico (1936), Il problema del fondamento dell'etica (1945), La mia confessione filosofica (1948), Studi su Epicuro (1951).
Capone Braga, quasi per una naturale inclinazione della sua riflessione, si riconobbe nel movimento dello Spiritualismo italiano, nell’ambito del quale strinse un fecondo e duraturo sodalizio con Michele Federico Sciacca, che ebbe a ricordarlo, subito dopo la morte, come amico, «Docente scrupoloso, gentiluomo autentico, schivo da ogni onore senza affettazione, lontano dalle miserie (senza disprezzo) e dai compromessi, l’uomo dall'onestà buona e dalla bontà onesta» («Giornale di Metafisica» Maggio‑Giugno 1956, n. 3, p. 407).
Non solo nel caso di Capone Braga, capita di occuparsi, in generale, di eventi e testimonianze culturali avvertiti come puramente “locali” perchè la cultura e la ricerca ufficiali ‑ a torto o a ragione, poco importa ‑ non ne hanno ancora consacrato la rilevanza nazionale o internazionale. Frequentemente si verificano, nel merito, due opposti atteggiamenti erronei: o il provincialismo di chi celebra un culto irrealistico di momenti della propria tradizione, presentandoli come una sorta di ombelico del mondo, o la superficialità, l’istinto di oblio e la noncuranza, che pervadono quanti, consapevoli di non avere a che fare con fenomeni di rilevanza assoluta, ne decretano però la totale insignificanza culturale.
Chi ha dato vita al tentativo di riflessione raccolto nel presente volume, ha cercato di prendere coscienza di quegli opposti errori e, per quanto possibile, evitarli.
L’esperienza è iniziata con la giornata di studio «Gaetano Capone Braga. Radici e prospettive filosofiche», svoltasi nell'Aula Magna del Liceo Scientifico Statale “M Curie” di Gulianova, il 24 maggio 1997. Concepita come (ri)apertura di un cantiere, con lavori rigorosamente “in corso”, la giornata di riflessione ha tentato, attraverso i diversi contributi, di focalizzare momenti significativi del pensiero di Capone Braga, con rigore culturale ma senza pretese di esaustività: un vigoroso inizio di percorso, più che la volontà di una parola conclusiva.
Per rimanere nello spazio metaforico del “cantiere”, va registrato che si è aggiunta, cammin facendo, qualche nuova maestranza che, anche dopo la Giornata, ha provato interesse ad accostare i testi del Nostro, ampliando, il novero dei contributi scientifici e cooperando al progetto, in itinere, di realizzare un “fondo librario” per raccogliere le disperse opere del pensatore giuliese. È giusto ricordare che i lavori del “cantiere” non avrebbero preso l’avvio, né proseguirebbero, senza la preziosa collaborazione dell'Amministrazione Comunale di Gulianova, del Dipartimento di Filosofia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Chieti, della Regione Abruzzo ‑ Centro Servizi Culturali di Gulianova, presso al cui biblioteca è istituito il “fondo libraio” specialmente nella persona di Aldo Marroni, componente non secondaria delle maestranze all’opera.
L’impegno di tutti ha mirato a predisporre condizioni culturali e materiali perchè chi voglia possa (pro)seguire il lavoro di riflessione iniziato e che ha gia portato a maturazione qualche frutto.
I filosofi meritano stima e interesse non solo per quel che di grande e importante hanno gia detto, ma anche per l’invito a pensare che sollecitano. Essi non sono specchi in cui riflettersi ma finestre spalancate sul mondo, con prospettive e dimensioni senz'altro diverse ma che assolvono la medesima funzione.
Spingere a penetrare la realtà storica e vitale con l’umile ricchezza di un pensiero assetato di comprendere e far proprie istanze valoriali, inquietudini esistenziali, domande sul senso delle cose e del tempo.
Sotto questo profilo, il valore teoretico di Capone Braga dipende in buona parte anche dall'intensità con cui i suoi testi vengono accostati, per essere compresi in se stessi ma anche usati per raccogliere la provocazione a pensare e valutare tensioni ed emergenze problematiche del nostro tempo. Gia questa è una cifra di grandezza per cui avere gratitudine.