
LICEO
SCIENTIFICO STATALE “A. EINSTEIN” – TERAMO
- CORSO D
ALLA
RISCOPERTA DI UN SANTUARIO
Mostra storico-artistica sulla Madonna dello Splendore di Giulianova
(1992-1995)
17
maggio - l7giugno 1995
Coordinatore
Prof.
Di Cesare Gabriele
Centro
Culturale Aprutino Bellante (Teramo)
Fotocomposizione e fotolito
Emmegrafica – Teramo
Stampa Deltagrafica – Teramo
Finito di stampare Luglio 1995
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LICEO SCIENTIFICO STATALE “A. EINSTEIN” – TERAMO
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CORSO D
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ALLA RISCOPERTA DI UN
SANTUARIO
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Mostra storico-artistica
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sulla Madonna dello Splendore di Giulianova
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(1992-1995)
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17
maggio - l7giugno 1995
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(Catalogo)
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Coordinatore
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Prof. Di Cesare Gabriele
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Centro Culturale Aprutino - Bellante (Teramo)
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1995
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“Opere”
esposte
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ANNO SCOLASTICO 1994/95
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CLASSE 1a D
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disegno:
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Ricci Fabio
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disegno:
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Biscardi Flavia, Caucci Chiara, Di Sante Stefania, Rapagnani
Rossella, Ruggieri Alice, Tiberi Teresa, Trigliozzi Simona
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poesia:
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Celi Valeria, De Antoniis Laura, D’Eugenio Federica, Di Claudio
Rosita, Di Pietrangelo Fabiola
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CLASSE 2 a D
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disegno:
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Sciarra Alessandra
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disegno:
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Paesani Samantha
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disegno:
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Figliola Stefano
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disegno:
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Ching Ting .Jennifer (incisione su legno)
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poesia:
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Persia Francesca
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poesia:
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Balducci Luca, De Dominicis Luisa, Persia Francesca, Sebastiani
Irene
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poesia:
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Sebastiani Irene (interpretazione e traduzione in
latino di una preghiera alla Madonna dello Splendore di
Giulianova)
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CLASSE 3 a D
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disegno:
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De
Sanctis Federica
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disegno:
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Fidanza Rosita e Marcacci Francesca
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disegno:
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Pompei Silvia (didascalia di
Corneli Flavia)
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disegno:
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Di Mattia Alessio (didascalia di Puritani Michela)
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poesia:
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Befacchia
Alessandro
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CLASSE 3 a C
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disegno:
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Di
Cesare Antonella (didascalia della stessa)
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narrativa:
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Di
Cesare Antonella
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CLASSE 4 a D
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disegno:
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Di Francescantonio Katia
(didascalia della stessa)
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modellino
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in das
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di Madonna con Bambino:
Costantini Carlo Sante
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modello
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in ferro
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della chiesa dello Splendore di Giulianova: Di Antonio
Alessandro, Malatesta Fabrizio, Pompetti Graziano
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indagine statistica:
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D’Angelantonio Roberto, Di Filippantonio Stefano, Di Sabatino
Marco
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narrativa:
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D’Orsini Ida
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narrativa:
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Di Paolo Lucio
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narrativa:
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Di Marcantonio Sabina, Di Melchiorre Lisa, Misson Cristina,
Roscioli
Ida
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narrativa:
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Di Francescantonio
Katia
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poesia:
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Di Domenicantonio
Flavio
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storia:
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Corsaro Emilio
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storia:
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Fantauzzi
Andrea
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storia:
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Armaroli Gianluca, Cardamone Franco, Di Giuseppe Eugenio
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CLASSE 5 a D
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disegno:
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Ginaldi Amina
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poesia:
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Malizia Elio
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ANNO SCOLASTICO 1993/1994
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CLASSE 3 a D
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poesia:
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Armaroli Gianluca
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poesia:
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D’Orsini Ida
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CLASSE 5 a D
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poesia:
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Muzzi
Caterina
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poesia:
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Pompetti
Katia
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ANNO SCOLASTICO 1992/1993
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CLASSE 4 a D
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disegno:
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Centioli Valentino (didascalia dello stesso)
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disegno:
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Ferretti Donato
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disegno:
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lampieri Cristina
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disegno:
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Pompetti
Katia (fotomontaggio con poesia della stessa)
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poesia:
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Muzzi Caterina
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poesia:
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Pompetti Katia
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poesia:
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Ricci Franco
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Presentazione
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“Materia dell’arte non è il bello o il nobile;
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tutto è materia di arte: tutto ciò che è vivo:
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solo il morto è fuori dell’arte”.
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F. DE SANCTIS, Saggi critici (vol. III, Zola e l’Assornoir,
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Bari 1953, a cura di Liugi Russo).
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Signori genitori, signori studenti.
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A
tutti voi il più cordiale benvenuto e il più caloroso ringraziamento per
l’attenzione che vorrete riservarci.
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Il
motivo dell’incontro di questa sera è dato dalla mostra che i vostri
ragazzi hanno allestito all’interno di questa scuola sul Santuario della
Madonna dello Splendore di Giulianova. Argomento che potrebbe a prima
vista sembrare di scarso rilievo e interesse nel più vasto ambito della
storia generale.
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Ma
così non è. E cercherò di dimostrarlo in questo mio breve intervento
introduttivo, che, in pari tempo, vuole essere anche una cronaca minima
e un primo tentativo di lettura dell’opera dei nostri studenti.
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Se
accettiamo che quello religioso è il fenomeno più diffuso nella
civiltà umana, e non solo perché l’uomo è religioso per costituzione,
come sosteneva E. Burke (“Man is by his constitution a religious man”,
Reflections on the Revolution in France), ma perché da sempre
esso ha lasciato tracce più numerose di tutti gli altri (fenomeni
sociali, politici, militari, ecc.), allora dovremo convenire che il suo
studio potrebbe essere o diventare preminente sugli altri.
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Di
conseguenza, far leggere, o, meglio ancora, far “inventare” ai ragazzi
una pagina di storia religiosa è tutt’altro che ozioso; proprio perché
tale operazione offre stimoli di notevole entità per ulteriori ricerche
e permette momenti di alta tensione culturale e individuale che ben si
adattano alla mentalità naturalmente aperta e curiosa dei giovani.
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Offerta all’improvviso, quasi per gioco, l’opportunità di essere
protagonisti nell’allestimento di una mostra in onore della Madonna
dello Splendore di Giulianova (garantisco che quel lunedì non ho pensato
affatto, almeno a livello cosciente, ai recenti fatti miracolistici
mariani a livello nazionale), gli studenti delle cinque classi del corso
D non si sono tirati indietro. Al contrario, hanno risposto nel migliore
dei modi, anche se talora con sacrificio e con qualche difficoltà.
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E’
stata una gara che non prevedeva premi di alcun genere, ma che aveva
come scopo principale l’ideazione di un disegno o di una poesia per il
solo gusto di farlo e anche per confrontarsi con un argomento insolito
nell’ambito scolastico.
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Le
uniche soddisfazioni degli studenti sono state queste: vedersi crescere
tra le mani la loro creazione artistica, e, oggi, grazie anche alla
disponibilità della signora preside, di presentare i risultati del loro
impegno alla nostra attenzione.
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Non
abbiamo esposto manoscritti antichi né oggetti di particolare valore;
non abbiamo avuto bisogno di sofisticati sistemi d’allarme e di
sicurezza; né abbiamo stipulato polizze elevate a salvaguardare rari
“pezzi” di gelosi collezionisti.
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Ma,
quella che stiamo per aprire è ugualmente una mostra insolita,
unica e irripetibile. Insolita per l’argomento che tratta (da quando
esiste il Santuario non è mai stata realizzata una “collettiva”
di questo genere in una scuola). Unica perché i “pezzi” esposti sono
originali e in un solo esemplare; irripetibile perché non si
verificheranno più le condizioni che possano permettere il ripetersi di
un’esposizione uguale a questa.
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E’
una mostra che, pur partendo dalla storia (cioè da fatti concreti,
realmente accaduti e in alcuni casi perfino vissuti), a volte sconfina
nella poesia e nel sogno. Forse nell’irrealtà, forse nell’illusione. In
ogni caso, là dove il genio creativo ha liberamente spinto ciascuno
degli “artisti” (ma, per dirla con André Suarès, non è l’arte il luogo
della perfetta libertà?).
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I
risultati conseguiti potranno essere discutibili a livello artistico o
espressivo, ma dovranno essere accettati nella loro necessarietà storica
e interpretativa, come libera e spontanea rielaborazione, come “mia
rappresentazione” penserebbe Schopenhauer, di un fatto prescelto.
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Lo
scrittore tedesco Friedrich Hébbel (1813-1863) sosteneva che tre sono i
modi attraverso i quali si può conquistare il mondo (e quindi la
realtà): come condottieri, sottomettendolo; come filosofi,
compenetrandolo; come artisti assumendolo in sé e ricreandolo. Noi
abbiamo scelto il terzo.
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E i
ragazzi si sono espressi in modo originale. Ciascuno come ha potuto,
servendosi della semplice matita, della penna biro o di quella di china,
dei colori a pastello, del das, della tempera, del ferro, della poesia o
della narrativa. Le singole opere, soggettive, sono ormai un fatto
concluso. Diventate oggettive, esse già fanno parte del passato di
quanti le hanno prodotte: tra poco apparterranno a tutti noi e in
seguito a un numero sempre maggiore di persone. Perderanno l’intrinseco
legame con questa manifestazione e si attesteranno come sintesi, la più
attendibile, tra l’oggetto materiale studiato (il Santuario dello
Splendore) e la propria intuizione artistica.
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Mi si
permetta un’altra notazione. La mostra che stiamo per aprire questa sera
possiede un’altra peculiarità: è da leggere sia nei disegni sia nei
testi. A volte disincantati e persino ingenui, altre volte profondi e
intensi, essi del modo attraverso il quale i giovani hanno inteso quel
determinato fatto religioso sono testimonianza eloquente e veritiera.
Perché, parafrasando un pensiero di F. Mauriac (+1970), anche se
l’artista è bugiardo, l’arte è verità. Chiunque vorrà soffermarsi su di
essi (ma dovrà “leggerli” o ascoltarli attentamente), potrà trarne
almeno seria ragione per un momento di pausa e di riflessione.
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Affidando loro la “creazione” della mostra che stiamo per inaugurare, ho
creduto nei ragazzi, nelle loro capacità e nel loro impegno. A voi, e ai
visitatori dei prossimi giorni, giudicare se ho avuto torto o ragione.
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Teramo, 17maggio 1995
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Prof. Gabriele Di Cesare
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Alla
pubblicazione del presente catalogo hanno contribuito il Liceo
Scientifico Statale di Teramo e i seguenti alunni:
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Armaroli Gianluca |
Di Marcantonio Sabina |
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Bachetti Milena |
Di Marco Igor |
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Bandini Alfredo |
Di Mattia Alessio |
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Befacchia Alessandro |
Di Melchiorre Lisa |
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Cardamone Franco |
Di Paolo Lucio |
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Carrelli Andrea |
Di Sabatino Marco |
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Castriota Francesco |
Fantauzzi Andrea |
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Caccia Pierpaolo |
Fidanza Rosita |
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Corneli Flavia |
Figliola Stefano |
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Corsaro Emilio |
Ippoliti Gabriele |
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Costantini Carlo Sante |
Malatesta Fabrizio |
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D’Angelantonio Roberto |
Malizia Elio |
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De Sanctis Federica |
Marcacci Francesca |
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Di Altobrando Angelo |
Misson Alessandro |
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Di Antonio Alessandro |
Misson Cristina |
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Di Cesare Antonella |
Pompei Silvia |
|
Di Domenicantonio Flavio |
Pompetti Graziano |
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Di Filippo Daniele |
Puritani Michela |
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Di Francesco Matteo |
Roscioli Ida |
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D’Orsini Ida |
Sebastiani Irene |
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Di Francescantonio Katia |
Tiberio Massimo |
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Di Giuseppe Eugenio |
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