 |
|
Alfonso Tentarelli
Giulianova - Casa
“Gaetano Braga” Luglio-Agosto 1992
|
-
Finito di stampare per conto delle Edizioni Grafiche
Italiane
-
nel mese di luglio 1992
-
S.Atto / Teramo
|
| |
| |
| |
 |
- Lo
scultore Alfonso Tentarelli nel suo studio di viale dello
Splendore
|
| |
| |
| |
| |
| |
| |
| |
 |
- Testa di
donna, terracotta, 1968
|
| |
| |
| |
| |
| |
| |
| |
 |
- Bozzetto
per il monumento al Cardinale Copello,
- terracotta
patinata, 1973
|
| |
| |
| |
| |
| |
| |
| |
 |
- Amanti,
terracotta, 1975
|
| |
| |
| |
| |
|
|
|
|
-
COMUNE Dl GIULIANOVA
-
Comitato per il Recupero del Centro Storico
-
AGORÀ
-
-
ALFONSO TENTARELLI
-
GIULIANOVA - CASA “GAETANO BRAGA”
-
Luglio-Agosto 1992
-
-
L‘artista giuliese Alfonso Tentarelli avrebbe meritato molta più
attenzione e rispetto. Soprattutto perché ha operato in un discreto
silenzio, per lungo tempo, lontano dai clamori della cronaca effimera e
della mondanità vuota. E questo silenzio è stato molto eloquente, poiché
i suoi lavori, le sue sculture danno senso e «parole» a piazze e luoghi
sia a Giulianova sia in Italia e all’estero, L‘umiltà del suo lavoro,
così intenso e «artigianale», ha avuto importanti riconoscimenti e
momenti di successo, quando negli anni Sessanta tiene uno studio a Roma,
ed è apprezzato e ammirato da critici e pubblico.
-
Giulianova ha un debito con Alfonso Tentarelli, che vogliamo saldare,
onorando l’uomo e la sua opera.
-
La
mostra allestita nella Casa che fu di un altro grande giulese, Gaetano
Braga, è il segno
— per
quanto ancora modesto — di una prima attenzione e di un legame ideale
con la nostra storia e i nostri uomini di cultura, ai quali tanto
dobbiamo. Per questo nei programmi dell’Amministrazione Civica, vi è
l’acquisizione di almeno due opere dello scultore da destinare al
«Centro Congressi Kursaal» e la creazione di una «Sala d’arte» — come
quella già dedicata a Raffaello Pagliaccetti — nella quale raccogliere,
secondo il volere degli eredi e gli intendimenti del Comune, le opere
ancora in possesso della famiglia, alla quale voglio esprimere il mio
più sentito ringraziamento, per aver permesso la realizzazione della
mostra.
-
-
Dr. Franco Gerardini
-
Sindaco di Giulianova
-
-
-
Brevi
cenni sulla vita e sulle opere d Alfonso Tentarelli
-
-
Questa breve introduzione di carattere biografico si prefigge, nei
limiti di chi scrive, di ricostruire cronologicamente le varie fasi
della attività artistica di Alfonso Tentarelli. Tuttavia, al contrario
di quanto si possa pensare, diventa estremamente difficile poter
attribuire una data precisa ad ogni singola opera, poiché le sculture
non recano quasi mai la data di esecuzione e ciò oggettivamente complica
ogni tentativo di catalogazione e sistemazione del profilo dell’artista
in relazione alle tendenze e alle influenze dell’arte contemporanea.
-
La
sua vasta produzione realizzata in un cinquantennio, dimostra quanto
egli fosse prolifico ed attaccato al lavoro, e quanto contasse la
ricerca materica nell’ambito della sua poetica artistica.
-
Le
opere che qui vengono esposte sono di recente esecuzione ed abbracciano
un arco di tempo che và (se si esclude l’opera Bambino databile al 1952)
dagli 1960 agli 1970, e sono quelle sculture di proprietà dell’artista.
-
Pertanto si tratterà di un periodo poco conosciuto che in qualche modo
sostanzia l’ultima fase dell’attività dello scultore e che evidenzia
anche esperienze nuove nella sua concezione spaziale e plastica.
-
I
suoi primi lavori di una certa importanza risalgono agli anni quaranta e
fanno seguito ad esperienze interessanti compiute durante il decennio
precedente. Tali lavori riguardano opere come I buffoni del circo,
tema e soggetto che lo scultore riprenderà nel 1965 con I giocolieri,
Eternamente, Bambino col cane ed altre ancora di cui si farà
cenno più avanti.
-
I
temi che sviluppa sono quelli, per buona parte, legati alla quotidianità
dell’esistenza con concessioni saltuarie alle problematiche connesse
alla temporalità come ad esempio l’interessante scultura intitolata
appunto Il tempo realizzata tra gli anni quaranta e cinquanta.
-
Nato
a Giulianova l’8 agosto del 1906 da umile famiglia frequenta la scuola
elementare ed all’età di 10 anni è costretto ad abbandonare gli studi a
causa della morte del padre ucciso durante la prima guerra mondiale.
-
Primo
di cinque figli, deve lavorare con la madre presso una locale fornace di
mattoni, e qui inizia il suo rapporto privilegiato con l’argilla che
durerà per tutta la sua esistenza.
-
Tant’è
che la maggior parte della sua produzione è composta da terracotte per
lo più patinate e tradotte in moltissimi casi in bronzo.
-
Questo rapporto con l’argilla è fondamentale per capire lo sviluppo del
suo fare artistico senza tuttavia trascurare le opere eseguite in marmo,
travertino, legno e ceramica.
-
Dopo
la morte della prima moglie si risposa all’età d 32 anni ed inizia
ufficialmente la sua attività di scultore.
-
I
primi tempi sono veramente difficili: ottiene qualche committenza:
soprattutto soggetti sacri.
-
La
seconda guerra mondiale segna una battuta d’arresto nella sua attività
ed è costretto a svolgere svariati lavori manuali per poter garantire il
mantenimento della famiglia.
-
Alla
fine del conflitto inaugura una consistente produzione artistica che lo
vede maturato soprattutto nel linguaggio tendente al recepimento della
lezione dei grandi Martini e Manzù.
-
Nel
1951 è ammesso a partecipare alla sesta Quadriennale di Roma dove
presenta la scultura Pensiero alla luna, nello stesso anno esegue
anche Le ore tristi, La sonnambula e L’assetata.
-
L’anno successivo su invito, espone al Salone Capitolare di Palazzo
Venezia la scultura Il guado e realizza anche la terracotta
Figura di donna.
-
Fonda
nel 1953 a Montesilvano una scuola d’arte che riscuote molto successo
grazie all’iscrizione di moltissimi allievi, alcuni dei quali
diventeranno più tardi dei validi artisti.
-
Sempre nello stesso anno continua il processo di perfezionamento di un
interessante procedimento di produzione ceramica in cui il colore è
impastato con la materia tanto che qualcuno ha voluto paragonare tale
tecnica «ai biscuit bianchi della fabbrica borbonica di
Capodimonte» (A. Sorrentino); l’opera intitolata Bambino del 1952
è senz’altro un esempio di come quella tecnica potesse assurgere ad
elemento materico non tanto di un piccolo oggetto quanto di una
scultura. Nel 1954 espone a Palermo al circolo della Stampa e l’anno
successivo inaugura una mostra presso l’istituto per l’Unione Culturale
di Torino. In quegli anni esegue le opere Il cammino e Amore e
arte.
-
Tra
il 1950 e il 1955 oltre alle mostre già ricordate partecipa a moltissime
altre esposizioni tra cui quella importantissima di Parigi, di Trieste,
L’Aquila e Cava dei Tirreni.
-
Gli
anni ‘50 lo vedono, dunque al centro di una frenetica attività
espositiva e decide di trasferire il suo studio a Roma ove espone nel
1956 alla Galleria la Capannina. Due anni più tardi è invitato ad Assisi
all’esposizione dell’arte Sacra Pro Civitate Cristiana. Numerosi i
lavori che esegue: Donna al fiume, Il circo .e La testa di
adolescente, mentre continua a dirigere la scuola di Montesilvano e
a lavorare nello
-
studio di Roma, Si concludono così gli anni ‘50 con una serie di
riconoscimenti accademici e con positivi giudizi critici.
-
Nel
1963 espone a Barletta e a Belluno su invito, e l’anno successivo tiene
una personale a Ginevra.
-
Durante gli anni sessanta il suo lavoro si concentra essenzialmente
sulla realizzazione di importanti opere monumentali.
-
Realizza in travertino l’imponente monumento dedicato a San Francesco
che sarà ubicato ad Arpino ed inaugurato nel 1972 e nella sua città nel
contempo lavora anche ad un’altra grande opera dedicata ai Caduti del
mare.
-
Esegue anche il monumento ai Caduti per la città di Corropoli e molti
altri lavori di minor mole commissionati per buona parte da Enti
pubblici.
-
Accanto alle opere di un certo impegno ne realizza altre come I
giocolieri, Testa di donna, In attesa e La famiglia.
-
Agli
inizi degli anni ‘70 decide di modificare la sua grammatica artistica a
favore di nuove forme spaziali proposte nelle opere quali Donna in
riposo, Uomo in riposo, Passo di danza, li ballo e Guerrieri,
abbandonandola subito dopo a favore della riproposizione di quanto già
collaudato e fatto proprio dal punto di vista stilistico. Tutto questo
anche in ragione del fatto che egli fin dalle prime esperienze aveva già
individuato, forse, le ragioni formali della sua poetica.
-
Nel
1975 inaugura nel suo studio di Viale dello Splendore una interessante
mostra antologica in cui sono esposti opere rappresentative per la
comprensione della sua vicenda artistica.
-
Da
quella data inizia un periodo di riflessione e di silenzio dettati in
primo luogo dagli oscillamenti del gusto e dai nuovi linguaggi artistici
emergenti nonché dal rapporto sempre più complesso e sofisticato tra
artista e committenze e dalla difficile promozione della propria
immagine e delle opere prodotte.
-
Agli
inizi degli anni ottanta una grave malattia lo costringe ad abbandonare
il suo studio ed il suo lavoro.
-
Si
spegne a Giulianova nella propria abitazione il 13 aprile 1992.
-
-
Francesco Tentarelli
-
-
-
Elenco delle tavole
-
1) I giocolieri, legno patinato 1965.
-
2) Testa di donna, terracotta, 1968.
-
3) In attesa, bassorilievo, terracotta patinata, 1968.
-
4) La famiglia, bronzo, 1970.
-
5) L’alcoolista, terracotta patinata, 1972.
-
6) Il vento, terracotta patinata, 1973.
-
7) Tauromachia, terracotta, 1973.
-
8) Tauromachia, particolare.
-
9) Tauromachia, particolare.
-
10) Bambino, ceramica policroma a corpo, 1952.
-
11) Bozzetto per il monumento al Cardinale Copello, terracotta patinata,
1973.
-
12) Animali, terracotta patinata, 1973.
-
13) Donna in riposo, terracotta patinata, 1974.
-
14) Testa di donna, terracotta policroma, 1968.
-
15) Passo di danza, terracotta patinata, 1974.
-
16) Il ballo, terracotta patinata, 1974.
-
17) Guerriero, terracotta patinata, 1974.
-
18) Amanti, terracotta, 1975.
|