Estratto dall’Organo ufficiale della Camera
di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Teramo, intitolato « Notizie dell’Economia Teramana » n. 5-6 del 1978

Estratto dall’Organo ufficiale della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Teramo, intitolato « Notizie dell’Economia Teramana » n. 5-6 del 1978

Il porto di Giulianova
e la sua funzione propulsiva
per l’economia
provinciale e regionale
a cura di Fausto Camillini
e Guglielmo Marconi

 

Estratto consultabile presso la Biblioteca
"Centro Culturale - San Francesco"
della Piccola Opera Charitas
di Giulianova. Tel. 085-802321

 

 
FAUSTO CAMILLINI e GUGLIELMO MARCONI
 
Il porto di Giulianova
e la sua funzione propulsiva
per l’economia
provinciale e regionale
 
Cenni storici La più recente azione amministrativa
Considerazioni di ordine economico Approdo turistico.
 
Cenni storici
 
La storia del porto di Giulianova ha origine nell’anno 1913 quando fu costruita la prima opera consistente in un tratto dell’attuale Molo sud, come pennello per difendere l’arenile dalla invasione delle ghiaie, per una lunghezza di 180 metri in direzione Nord-est.
Per lo stesso scopo fu, negli anni 1922-1923, costruito, a 550 metri a settentrione del primo, un secondo pennello lungo 170 metri, che è poi divenuto il primo tratto dell’attuale Molo Nord.
Dalle due modeste opere anzidette è derivato l’attuale Porto che ha un bacino ricavato nello specchio acqueo, compreso fra i due pennelli originari, dell’estensione di circa 16 ettari.
Negli anni 1928-1930 fu attuato il prolungamento del Molo Sud sino a raggiungere una lunghezza complessiva di circa 590 metri e, nel periodo 1927-1935, fu attuato il prolungamento del Molo Nord per circa 240 metri nella primitiva direzione, normale al lido, e, poi, in direzione di scirocco per altri metri 200, lasciando fra le estremità delle due opere una bocca larga 130 metri in fondali di 4-5 metri.
Il Porto, così realizzato, presentava fin da allora i seguenti gravi inconvenienti:
1. - Viva agitazione delle acque con mareggiate provenienti dal settore di traversia principale e secondario (N E.).
2. - Formazione di notevoli interramenti soprattutto nella zona interna prossima alla radice del molo settentrionale.
Da quell’epoca, nonostante i gravi difetti rilevati e malgrado gli interventi presso gli Organi competenti perché venissero realizzate condizioni di migliore efficienza, praticamente nessun risultato concreto si riusciva a conseguire anche se il problema — nel suo complesso — veniva di quando in quando discusso, ma purtroppo solo in termini teorici, presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ed in sede di « Commissione per i Piani Regolatori dei Porti » (1939-1960).
     

Stralcio della pag. 1 Cenni Storici dell'"Estratto dall’Organo ufficiale della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Teramo, intitolato « Notizie dell’Economia Teramana » n. 5-6 del 1978"