Braga debuttò a Napoli all’età di 14 anni e dopo una tournée in varie città italiane (Firenze, Bologna, Trieste…), si fermò a Vienna, dove prese parte al celebre quartetto di Mayseder. Si recò, poi, a Parigi, dove suonò con Bizet, Rubistein, Saint-Säens, Debussy, Gounod, con i migliori pianisti (List, Thalberg, Sgambati, Martucci, Lubech, Prudent, Fumagalli, Stanzieri, Goria, Ravina), violinisti (Sivori, Pinto, Alard, Vieux-Temps) e col celebre contrabbassista Bottesini. A Parigi conobbe, inoltre, Gounod (partecipò alla prima esecuzione assoluta della celebre Ave Maria), Halevy, Auber, Meyerbeer, Massenet, Verdi, e divenne intimo amico di Rossini, che compose per lui Une larme; entrò nella cerchia dei migliori artisti di Parigi (Dorè, Delacroix, Dumas, Boldini …).
Gaetano Braga
Storia di una difficile conquista
a cura di Liliana De Dominicis
Edizioni «ECO»
Finito di stampare nel mese di Maggio 1978
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Libretto consultabile presso la Biblioteca
"Centro Culturale - San Francesco"
della Piccola Opera Charitas
di Giulianova. Tel. 085-802321
GAETANO BRAGA
Storia di una difficile conquista
 
A cura di Liliana De Dominicis
 
Nelle sue Memorie Gaetano Braga scrive: « Composi su versi di Sully Prudhomme una musica “Le vase brisè”, allora in gran voga a Parigi e che fu ristampata da Ricordi. Una sera, un uffiziale, entusiasta di Wagner, tanto che tutti gli anni si recava a Beyreuth per udirne la musica, accompagnava questa mia melodia alla signora Enrichetta Weil, che ne era entusiasta. Interrogato su di essa, l’uffiziale rispose: E’ bella, ma oggi non si scrive più così! Eppure quella melodia è assai bene armonizzata e da tutti i francesi aveva ottenuto adesioni, tanto che in un giornale l’articolista si meravigliava che io, italiano, avessi potuto così bene esprimere la poesia francese. Ma per quell’uffiziale io non ero un seguace di Wagner! Wagner era un robustissimo ingegno e poteva far quello che i suoi imitatori non potevano e non sapevano fare. I giovani, purtroppo, seguendo l’andazzo moderno, imitano gli stranieri, dimenticando quanto i nostri Padri fecero, e loro ricordo che la musica è fatta per dilettare e consolare e non per rompere le scatole all’umanità. Costoro fra cinquanta anni metteranno fuori rumori non musica »[1]
 
[1] V. BINDI: Gaetano Braga (Da’ ricordi della sua vita), Giaunini, Napoli 1927, pp. 136-137
   
 

Stralcio della parte I Dal Violoncello alla composizione  dal libretto “Gaetano Braga - Storia di una difficile conquista” .pag. 9