L’
INTERPRETAZIONE DELLA REALTÀ
E
DELLA VITA UMANA NEL PENSIERO
DI
GAETANO CAPONE BRAGA
con LIRICHE INEDITE
- a cura di
Aristodemo Viviani
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Stampato a Pescara
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dalla «Stamperia
d’Arte»
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di Nicola D’Arcangelo
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nel 1958
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ARISTODEMO VIVIANI
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L’ INTERPRETAZIONE
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DELLA REALTÀ E DELLA VITA UMANA
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NEL PENSIERO DI
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GAETANO CAPONE BRAGA
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con LIRICHE INEDITE
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COMUNE DI GIULIANOVA
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COMITATO PER LE ONORANZE ALLA MEMORIA
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DEL CONCITTADINO
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PROF. GAETANO CAPONE BRAGA
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A
GAETANO CAPONE BRAGA
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Questa pubblicazione è stata realizzata mediante il generoso contributo
dei seguenti Enti e privati: Amministrazione Provinciale di Teramo —
Amministrazione Comunale di Giulianova — Mercato all’Ingrosso del pesce
— Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo — Banco di Napoli,
Filiale di Giulianova — Baronessa Maria Ciafardoni Migliori — Signora
Margherita Sodo Migliori — Signora Dina Nocera Migliori — Signora Gilda
Lubrano Ved. Migliori Comm. Amato Alfonso Migliori — Gr. Uff. Filippo De
Santis — Comm. Giuseppe De Santis — Comm. Alfonso De Santis e con il
contributo dei Famigliari dell’ Illustre Concittadino.
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CAPITOLO I (stralcio)
IL
REALISMO TEISTICO INTEGRALE
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Le
varie forme di realismo, sorte come reazione all’idealismo assoluto e ad
ogni forma di immanentismo soggettivistico, sono, per il Capone Braga,
gli orientamenti della filosofia contemporanea che non solo cercano di
dare una spiegazione soddisfacente dei problemi filosofici, ma
rispondono anche ad esigenze di carattere sociale, religioso, morale,
proprie della società odierna. « Il genere umano — afferma il Capone
Braga — uscito affranto da due terribili guerre, da una parte non può
non riconoscere l’importanza della dura realtà sanguinante, dall’altra
non può assolutamente credere che tutto si riduca a tale realtà
imperfetta e dolorosa, e volge con ferma fede lo sguardo ad un mondo
superiore trascendente, di valori assoluti ed eterni ».
La concezione del Capone Braga nasce perciò dall’insoddisfazione sia per
tutte le forme di naturalismo e di positivismo, sia anche per tutti i
movimenti radicalmente immanentistici che non danno giustificazione dei
problemi religiosi e morali. « Io iniziai i miei studi di filosofia —
confessa il nostro pensatore — al Liceo, poco dopo il principio di
questo secolo, quando era ancora abbastanza vigoroso il naturalismo, che
aveva trionfato durante la seconda metà dell’Ottocento; il mio
professore di Liceo m’insegnò appunto tale filosofia. Ma io, pur
riconoscendo il valore di questo indirizzo, non ne rimasi soddisfatto,
poiché vidi ch’esso non era in grado di risolvere specialmente quei
problemi che stanno più a cuore allo spirito umano: il problema morale e
quello religioso ».
Per il nostro filosofo, infatti, la concezione naturalistica e meccanica
non può dare una spiegazione adeguata e soddisfacente di questi
problemi: « Se al bisogno religioso dello spirito — afferma il Capone
Braga — a quella tendenza profonda e irresistibile per cui l’uomo
dimentica i bisogni del senso e non resta pago della vita terrena, si dà
per oggetto non qualche cosa di divino (di trascendente, di sovrumano,
di sovrannaturale), ma qualcosa di naturale oppure di umano, non solo si
lascia insoddisfatto quel bisogno, ma si snatura il problema, lo si
sposta in una direzione falsa, e perciò non lo si risolve ».
Ecco perchè durante gli studi universitari il Capone Braga si andò
sempre più allon tanando dalle correnti naturalistiche e, sotto
l’influsso dell’insegnamento del De Sarlo, si orientò verso le dottrine
spiritualistiche e realistiche. Noi troviamo infatti il nostro studioso
collaboratore de La Cultura Filosofica, la rivista che, sotto la
direzione del De Sarlo, negli anni del declinare del positivismo e del
sorgere dell’idealismo, combatte l’una e l’altra dottrina.
Il Capone Braga però costruisce la sua concezione sopratutto attraverso
lo studio e l’esame dell’idealismo oggettivo platonico-aristotelico (e
quindi agostiniano-tomistico) e l’elaborazione critica del pensiero
kantiano e post-kantiano. Il suo realismo teistico integrale viene così
a trovarsi in polemica con tutti i movimenti soggettivistici moderni e
specialmente con l’idealismo assoluto, che risolve la realtà nello
spirito, considera i valori radicalmente soggettivi, e di conseguenza,
relativi o all’io individuale o all’io trascendentale. Al principio
sofistico « l’uomo è la misura di tutte le cose » il Capone Braga ha
opposto invece il principio platonico (Leggi, IV, 716 C) « Dio è
la misura di tutte le cose », ed in un saldo fondamento oggettivo e
trascendente ha cercato così la soluzione dei problemi più assillanti
del pensiero umano.[…]
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NOTE
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La mia
confessione
filosofica, in «Filosofi che si confessano» a cura di Giuseppe
Maria Sciacca, D’Anna, Messina, 1948, p. 47.
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Lineamenti di un
realismo
teistico integrale, in « Annali deUa Faeolti di Filosofia
e Lettere della R. Univ. di Cagliari », Firenze, 1936, p. 3.
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Op.
cit.,
pp. 3-4. Ch.
L’intrinseca inconsistenza dell’immanentismo religioso, in «
Sophia a, 1952, n. 2. I valori, se sono concepiti «
come immanenti nel mondo umano, diventano contingenti e
soggettivi. Tutto ciò che non è trascendente, che non è fuori
dello spazio e del tempo, corre rischio di e sere travolto dalla
bufera infernale di questo mondo. La ruota d’Issione si può
arrestare non già in mezzo a tale bufera, ma solo fuori di essa,
nell’eternità, nei trascendente, nel divino » (Op. cit.,
p. 152).
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Cfr. M. F. Sc..ccÀ, Il Secolo XX, Il ed.,
Bocca, Milano, 1947, voi. I, pp. 49-60; voi. TI, pp. 720-726;
ID., La philosophie italienne contempo- mine,
Vitto, Lyon.Paris, pp. 75-81. 85-86; E. GARIN, Cronache di
filosofia iSa. liana (1900.1943), Laterza, Bari,
1955, p. 385.
-
Il mondo delle
idee, TI ed. Marzorati, Milano, 1954, p. 398; Lineamenti, p.
14; Il problema del fondamento dell’etica, Casa edit.
Marzocco, Firenze, 1945, p. 128.
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