|
|
 |
|
|
|
Gigino Falconi, la maternità |
|
|
|
Sommario della rivista |
|
|
|
|
|
|
|
} |
Guida
su Giulianova |
|
|
|
Gli articoli |
|
} |
Editoriale |
|
} |
Ringraziamenti |
|
} |
Programma
della festa |
|
} |
9° Festival...,
di Mario Orsini |
|
} |
Solenne giubileo, a 450 anni ... |
|
} |
Giulianova: città...,
di L. A. Basile |
|
} |
L’ingegneri...,
di Galantini |
|
} |
Come eravamo (1)... |
|
} |
L’area...,
di
Maria C. Mancini |
|
} |
Come eravamo (2)...,
di
L. A. Basile |
|
} |
Alle origini ..., di
O. Di Stanislao |
|
} |
I passionisti...,
di
G.
Di Giannatale |
|
} |
Come eravamo (3)... |
|
} |
L’angolo...,
di
Dante Di Pompeo |
|
} |
L’angolo...,
di
Edda Piccioni |
|
} |
Le apparizioni...,
di
Luigi Girolami |
|
} |
…vivevamo...,
di
Sergio Di Diodoro |
|
} |
Come eravamo (4)... |
|
} |
Un fotografo...,
di
Sandro Galantini |
|
} |
Alfonso Tentarelli...,
di
Luigi Braccili |
|
} |
Un viaggiatore...,
di
M.
De Santis |
|
} |
Il lascito “Bindi”, di
Cinzia Falini |
|
} |
Bindi, Braga e...,
di
L.
Raimondi |
|
} |
Santa Maria...,
di
A.
Palandrani |
|
} |
Una seicentina...,
di
D.
Stacchiotti |
|
} |
Sulle tracce...,
di
C.
Di Odoardo |
|
} |
P. Quirino De Ascaniis,
P.I.M.E. |
|
} |
Il cuore degli...,
di Paola Belfiore |
|
} |
Come eravamo (5)... |
|
} |
Novità in libreria |
|
} |
Come eravamo (6)... |
|
} |
Don A. Panichi,
di A. Palandrani |
|
} |
Il potere...,
di Domenico Trifoni |
|
} |
Padre G. Marinucci,
di G. Mosca |
|
} |
Come eravamo (7)... |
|
} |
Un bosco per la città,
III A e III B |
|
} |
Gigino Falconi,
... da S. Pegoraro |
|
} |
Lino Manocchia,
di
W.
De Berardinis |
|
} |
Come eravamo (8)... |
|
} |
Donne e dintorni,
di
Sonia Aloisi |
|
} |
L’amore e...,
di
S.
Gambacorta |
|
} |
G. Sgattoni,
di
Donato Marcone |
|
} |
Maria di Nazareth...,
di
E. Borgatti |
|
} |
L’angolo ...,
di
Giovanna Di Luciano |
|
} |
L’angolo ...,
di
Angela |
|
} |
L’ascesa al...,
di
Flavio Martinelli |
|
} |
Ai miei amici,
di
Andrea Palazzese |
|
} |
Giulianova e...,
di
Pierino Sintomo |
|
} |
I
collaboratori della Rivista |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
di
Luigi Girolami |
| |
|
 |
3.
Le
apparizioni a Bertolino |
|
|
-
È a questo punto che, mentre Teramo si arrendeva all’esercito
franco-papalino e
Giulianova pativa le
conseguenze della
devastazione del suo
territorio, la
vergine del Cielo si
sarebbe rivelata a
Bertolino, “un
vecchio Giuliese di
semplici costumi”.
Era, secondo la
cronaca di Pietro
Capullo, il 22
aprile 1557.
-
Con gli invasori nei
paraggi,
allontanarsi dal
recinto fortificato
di Giulianova
comportava un alto
rischio, ma l’umile
Bertolino, a quanto
pare, si sarebbe
imprudentemente
allontanato dal suo
castello per
recarsi in una
idillica e serena
collina costiera
posta a
settentrione, in
direzione di
Tortoreto. Dicono
che andasse lassù
per riposare “stanco
dal lavoro dei
campi”,
ma con le
scorribande francesi
è più logico credere
che il vecchio si
fosse recato da
quelle parti per
raccogliere le
bestie e spingerle
al sicuro.
Improvvisamente una
luce soprannaturale
illuminò la chioma
di un olmo e, ben
sospesa dal suolo,
apparve la Signora
del Cielo. Nel
contemplare
stupefatto la
visione, Bertolino
si spaventò, ma la
Vergine non gli
avrebbe parlato
della guerra e del
suo dolore per le
sanguinose violenze,
e neppure lo esortò,
colma di tristezza,
a fare penitenza e a
pregare per la fine
di quel conflitto
scatenato da Filippo
II contro il vicario
di suo figlio Gesù:
Paolo IV. La cronaca
del Capullo, che non
sono riuscito a
reperire per
l’opportuno riesame,
riferisce soltanto
di un incarico che
la Madonna avrebbe
conferito
all’anziano giuliese:
“Su, Bertolino,
levati e vanne tosto
in Giulianova, e
spargi per tutto il
paese la lieta
novella che la gran
Madre di Dio qui ha
scelta la sua
dimora: avvisa il
Clero che venga
senza indugio alcuno
con solenne
processione ad
onorarmi e che qui,
dove tu ora mi vedi,
mi si costruisca un
Santuario”.
-
Le autorità locali,
com’era prevedibile,
non diedero ascolto
al presunto
veggente, il quale,
bollato come pazzo e
visionario, se ne
ritornò avvilito e
deriso nella collina
dell’olmo
miracoloso, ove gli
riapparve la bella
Signora, “cui
prostatosi raccontò
l’accoglienza
avuta”. Come suo
speciale latore,
Bertolino affrontò
nuovamente gli
amministratori
consegnando il
messaggio divino,
che non fu preso in
considerazione e
l’ambasciata gli
costò ancora beffe e
villanie.
-
La Vergine allora si
turbò e per la terza
volta chiese al
vecchio di ripetere
l’operazione
assicurandogli il
suo appoggio
celeste. Ripartito
tutto ringalluzzito,
il veggente rientrò
nel palazzo
municipale “e
trovati i reggitori
della città riuniti
in un circolo”, cioè
in Pubblico e
Generale Parlamento
per occuparsi degli
affari che in quel
momento sembravano
fondamentali per gli
interessi e la
sicurezza della
città,
manifestò nuovamente
a quei politici il
volere della
Madonna. A quel
punto un membro del
consiglio afferrò
Bertolino per
riempirlo di botte,
ma appena questi lo
sfiorò rimase muto e
paralizzato. I
presenti,
profondamente
impressionati,
interpretarono il
fatto come un segno
divino e finalmente
credettero a
Bertolino. Tutta la
popolazione si
commosse e
l’arciprete di S.
Flaviano organizzò
una solenne
processione che
confluì fino al
luogo delle
apparizioni, dove la
moltitudine dei
fedeli vide l’olmo
circondato dallo
splendore raggiante
della Madre di Dio e
assistette al
prodigio della
sorgente scaturita
dalle sue radici.
Del primo miracolo
beneficiò
l’amministratore
pentito colpito da
paralisi, che “ebbe
il contento di
tornarsene a Giulia
sui propri piedi e
colla lingua
spedita”,
scrive il Palma
aggiungendo
l’immediato avvio
dei lavori per la
costruzione di una
chiesa dedicata alla
Madonna dello
Splendore. Ma qui
non ci siamo perché
la guerra non era
ancora finita e i
suoi effetti
deleteri
martoriarono per
altri mesi l’area di
Giulianova,
precludendo l’avvio
a qualunque cantiere
extra castrum.
Inoltre si dice che
l’apparizione “pose
fine alla pestilenza
che aveva colpito
l’intera regione, ma
che aveva lasciato
indenne il
territorio di
Giulianova”, ma il
Palma non parla di
queste cose e
neppure Alessandro
di Andrea che
descrisse tutti i
fatti d’armi
accaduti nella
regione aprutina.
-
Bertolino, invece,
per il resto dei
suoi giorni si
sarebbe dedicato con
tutte le sue energie
al culto della
Madonna, mentre il
popolo sperimentò un
rinnovato fervore
devozionale che gli
assicurò aiuti
misericordiosi.
Biblioteca
“Melchiorre
Dèlfico” di
Teramo, I.M.l.F.,
Brevi notizie
del culto che si
presta in
Giulianova a
Maria SS. Dello
Splendore, a
cura dei RR.PP.
Cappuccini
custodi del
convento e della
chiesa, pag. 7
(Sulmona 1907).
Su questo punto
il Palma scrive:
“Al comparire di
costui
[Bertolino] la
terza volta in
una casa [il
palazzo
comunale], ove i
rappresentanti
di Giulia
stavansi
ragunati per non
so qual pubblico
interesse” (cfr.
op. cit., pp.
77-78).
|
|
|
| |
|
|
|
|