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Come eravamo /2,
di
Lea Antonella Basile |
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La foto, gentilmente concessa da Genoina,
ritrae una processione mariana tenuta a
Giullanova
verso la metà degli anni Cinquanta. Nel
corteo è possibile scorgere
le Figlie della Carità
con il loro caratteristico copricapo a
cornetta; presenti nella nostra cittadina
fin dal XIX secolo queste religiose hanno
assolto al compito di istruire ed educare
moralmente generazioni dl giovani.
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Sfilano con la veletta bianca anche le
Figlie di Maria Immacolata, una pia
processione laica venuta alla luce per
espressa volontà della Madonna apparsa a
santa Caterina Labouré nell’estate del 1830
e avente l’intento di far raggiungere alle
aderenti la santificazione personale,
attraverso l’apostolato e l’imitazione delle
virtù della Vergine quali la purezza, la
carità e l’obbedienza.
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La costituzione formale dell’associazione
risale al 1847 quando, grazie ad un
rescritto di papa Pio IX, fu accordato al
Superiore Generale dei Preti della Missione
e delle Figlie della Carità, il potere di
istituire all’interno delle scuole rette da
queste ultime, una congregazione denominata
“dell’Immacolata Concezione della Santissima
Vergine”che poteva usufruire delle stesse
indulgenze concesse agli alunni del Collegio
Romano della Compagnia di Gesù. Tale
conferimento venne poi successivamente
esteso alle ragazze e ai ragazzi poveri
delle opere vincenziane, e a tulle le
parrocchie che avessero voluto erigere
l’associazione.
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Attualmente il movimento, diffuso in tutto
il mondo, è conosciuto come Gioventù Mariana
Vincenzenziana.
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La pubblicazione è stata curata da
Mario Orsini, Pierino Santomo,
Sergio Di Diodoro, Gianni Tancredi, Cinzia Falini |
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Giulianova (Te) |
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