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- Rivista "Madonna
dello Splendore n.25
- Giulianova, 22
aprile 2006
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Stampato da Media 085.8071422
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Mosciano Sant'Angelo.
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Un
pozzo senza fondo…
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di
Giulio Di Michele
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Le
sorprese non finiscono mai anche se non mi meraviglio più di tanto,
abituato come sono, a considerare l’archivio privato Ciafardoni
inesauribile fonte per il legame che univa questa nobile famiglia al
comune dell’antica Giulia.
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Siamo
di fronte a un documento, di circa due secoli addietro, indirizzato al
Sindaco di Giulia – Luca Ciafardoni, genitore del primo Francesco – che,
guarda caso, ci interessa in modo particolare per il testo che conferma
l’autorizzazione della festa in onore della Protettrice Maria Santissima
dello Splendore per il giorno 22 Aprile.
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L’
Intendente della Provincia di Teramo – oggi si dice Prefetto – conferma
l’autorizzazione per i festeggiamenti e, al solito, raccomanda che non
avvengano disordini che, inevitabilmente, cadrebbero sul Sindaco e su se
stesso.
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All’epoca le cantine erano l’unico luogo di ritrovo e di ristoro per gli
uomini che, quando esageravano nel vino, diventavano intrattabili
provocando risse violente con feriti più o meno gravi per il largo uso
che si faceva di armi da taglio.
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Le
passatelle, in grande voga, spesso ne erano la causa. Nessun governo
riuscì mai ad estirparle malgrado l’impegno delle forze di polizia.
Comunque sempre meglio, molto meglio, di questo lunghissimo dopoguerra
che sta lasciando strisce di sangue senza fine. Il rispetto per gli
altri è andato a farsi benedire! Peccato che a pagare siano sempre gli
innocenti! Viene alla mente Cecco d’Ascoli - Acerba, libro 2°, cap. V:
“verrà il diviso, povertate e fame, pioverà sangue sopra i campi di
erbe, parrà che il cielo la vendetta chiame…”.
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Ma
torniamo alla lettera dell’Intendente per conoscere chi, all’epoca,
reggeva il regno di Napoli. Il trono che dal 1734 ospitava i Borboni
era, momentaneamente, occupato da Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore
di un anno del più famoso Napoleone. Giuseppe, di lì a poco, partirà per
Madrid per mettersi in testa la prestigiosa corona di Spagna. I
napoleonidi dominavano la scena europea e Giuseppe era un perfetto
esecutore degli ordini che arrivavano dalla Francia. Non li discuteva
mai per il profondo rispetto che nutriva verso il fratello che aveva
tolto la famiglia dall’anonimato per innalzarla al vertice della
notorietà. Seguirà Gioacchino Murat che abbandonerà il trono il 22
maggio 1815 a seguito della grave sconfitta di Tolentino il 3 maggio.
Tornerà dalla Sicilia, dove si era rifugiato per la seconda volta,
Ferdinando di Borbone per gli ultimi dieci anni del suo lunghissimo
regno.
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L’
inizio dei festeggiamenti in onore della Madonna dello Splendore ha data
più antica, addirittura nella seconda metà del cinquecento, ma, per
quanto ne so, non esistono dati certi che ne provano l’inizio. Questo
documento che il barone Ciafardoni ha voluto rendere di pubblico dominio
ha certamente grande valenza per gli appassionati di storia locale.
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Salute e fratellanza.
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N. B.
Il documento è stato già presentato nel n. 2 della Rivista “La Madonna
dello Splendore” da Pierino Santomo.
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