La Nostra copertina: Camillo Fait nasce a Milano dove ha modo di seguire le lezioni di Aligi Sassu e l’influenza del Maestro è ancora visibile nel suggestivo uso espressionista del colore. Inizia come scultore e decoratore di ceramica per poi passare alla pittura che è attualmente la sua attività predominante. Ha partecipato a diversi concorsi a carattere nazionale riscuotendo premi e segnalazioni. Sue opere si trovano in collezioni in Italia e in Finlandia, Portogallo, Olanda, Francia e Germania. Attualmente ha aperto uno studio che è insieme Galleria d’Arte Contemporanea in via Castorani 7/9 a Giulianova alta. Marialuisa De Santis
Rivista "Madonna dello Splendore n.25
Giulianova, 22 aprile 2006
Stampato da Media 085.8071422
Mosciano Sant'Angelo.
 
 
     

Con la presente pubblicazione si festeggia il venticinquesimo anniversario della rivista della "Madonna dello Splendore" di Giulianova

Un pozzo senza fondo…
 
di Giulio Di Michele
 
Le sorprese non finiscono mai anche se non mi meraviglio più di tanto, abituato come sono, a considerare l’archivio privato Ciafardoni inesauribile fonte per il legame che univa questa nobile famiglia al comune dell’antica Giulia.
Siamo di fronte a un documento, di circa due secoli addietro, indirizzato al Sindaco di Giulia – Luca Ciafardoni, genitore del primo Francesco – che, guarda caso, ci interessa in modo particolare per il testo che conferma l’autorizzazione della festa in onore della Protettrice Maria Santissima dello Splendore per il giorno 22 Aprile.
L’ Intendente della Provincia di Teramo – oggi si dice Prefetto – conferma l’autorizzazione per i festeggiamenti e, al solito, raccomanda che non avvengano disordini che, inevitabilmente, cadrebbero sul Sindaco e su se stesso.
All’epoca le cantine erano l’unico luogo di ritrovo e di ristoro per gli uomini che, quando esageravano nel vino, diventavano intrattabili provocando risse violente con feriti più o meno gravi per il largo uso che si faceva di armi da taglio.
Le passatelle, in grande voga, spesso ne erano la causa. Nessun governo riuscì mai ad estirparle malgrado l’impegno delle forze di polizia. Comunque sempre meglio, molto meglio, di questo lunghissimo dopoguerra che sta lasciando strisce di sangue senza fine. Il rispetto per gli altri è andato a farsi benedire! Peccato che a pagare siano sempre gli innocenti! Viene alla mente Cecco d’Ascoli - Acerba, libro 2°, cap. V: “verrà il diviso, povertate e fame, pioverà sangue sopra i campi di erbe, parrà che il cielo la vendetta chiame…”.
Ma torniamo alla lettera dell’Intendente per conoscere chi, all’epoca, reggeva il regno di Napoli. Il trono che dal 1734 ospitava i Borboni era, momentaneamente, occupato da Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore di un anno del più famoso Napoleone. Giuseppe, di lì a poco, partirà per Madrid per mettersi in testa la prestigiosa corona di Spagna. I napoleonidi dominavano la scena europea e Giuseppe era un perfetto esecutore degli ordini che arrivavano dalla Francia. Non li discuteva mai per il profondo rispetto che nutriva verso il fratello che aveva tolto la famiglia dall’anonimato per innalzarla al vertice della notorietà. Seguirà Gioacchino Murat che abbandonerà il trono il 22 maggio 1815 a seguito della grave sconfitta di Tolentino il 3 maggio. Tornerà dalla Sicilia, dove si era rifugiato per la seconda volta, Ferdinando di Borbone per gli ultimi dieci anni del suo lunghissimo regno.
L’ inizio dei festeggiamenti in onore della Madonna dello Splendore ha data più antica, addirittura nella seconda metà del cinquecento, ma, per quanto ne so, non esistono dati certi che ne provano l’inizio. Questo documento che il barone Ciafardoni ha voluto rendere di pubblico dominio ha certamente grande valenza per gli appassionati di storia locale.
Salute e fratellanza.
 
N. B. Il documento è stato già presentato nel n. 2 della Rivista “La Madonna dello Splendore” da Pierino Santomo.