La Nostra copertina: Camillo Fait nasce a Milano dove ha modo di seguire le lezioni di Aligi Sassu e l’influenza del Maestro è ancora visibile nel suggestivo uso espressionista del colore. Inizia come scultore e decoratore di ceramica per poi passare alla pittura che è attualmente la sua attività predominante. Ha partecipato a diversi concorsi a carattere nazionale riscuotendo premi e segnalazioni. Sue opere si trovano in collezioni in Italia e in Finlandia, Portogallo, Olanda, Francia e Germania. Attualmente ha aperto uno studio che è insieme Galleria d’Arte Contemporanea in via Castorani 7/9 a Giulianova alta. Marialuisa De Santis
Rivista "Madonna dello Splendore n.25
Giulianova, 22 aprile 2006
Stampato da Media 085.8071422
Mosciano Sant'Angelo.

 

     

Con la presente pubblicazione si festeggia il venticinquesimo anniversario della rivista della "Madonna dello Splendore" di Giulianova

Luce su Giulianova
 
di Tito Forcellese
 
L’Archivio dell’Istituto Luce conserva un vastissimo patrimonio filmico e fotografico composto da documenti di sua produzione (a partire dal 1924, anno della sua nascita) e da collezioni private e fondi audiovisivi acquisiti nel tempo da fonti diverse.
L’ archivio storico è on line da qualche anno. Tutto il materiale raccolto è così disponibile sul web. La notizia interessante per Giulianova è che ci sono cinque filmati d’epoca che la riguardano e che si possono consultare sul sito dell’archivio Luce.
Il primo risale all’agosto del 1932. È un reportage sulla spiaggia adriatica in cui la nostra cittadina viene ripresa per un minuto e mezzo. Concentreremo, pertanto, la nostra attenzione nella descrizione di questo corto, poiché costituisce il primo, eccezionale documento storico filmato su Giulianova, di cui abbiamo, almeno finora, avuto contezza.
Le immagini in bianco e nero del documentario su Giulianova non diminuiscono la forza espressiva del cortometraggio, ma se possibile, ne amplificano, nobilitandoli, i contorni storici e paesaggistici. La breve carrellata comincia da una ripresa effettuata dal lido, che mostra in sequenza la cupola di San Flaviano e la parte alta della città. Si passa poi alla fabbrica dei liquori e dei confetti Orsini inquadrata, ovviamente, dalla suggestiva e incomparabile posizione del Belvedere. A seguire una veloce e significativa panoramica sul porto con i suoi due bracci, vecchio e nuovo, non ancora prolungati e la presenza di alcune lancette, che ne attestano la mai sopita attività marinara; di seguito una prima, efficace documentazione filmata della nostra spiaggia con barche e bagnanti simpaticamente agghindati. S’intravede anche il maestoso Kursaal, tempio liberty della mondanità e del divertimento, luogo prediletto dall’élite notabiliare provinciale, palcoscenico privilegiato per gerarchi locali che sfilavano in camicia nera per ottenere qualche chance in più nelle conquiste amorose. I primi stabilimenti balneari, costruiti come palafitte moderne, suggellano in maniera inequivocabile il ritorno ad una bella époque che Giulianova ebbe appena il tempo di assaporare, per l’improvviso scoppio della prima guerra mondiale.
(Collezione Pierino Santomo)
 
Un salto nel passato a questo punto è d’obbligo per il cineoperatore, che cercava d’immaginarsi com’era Giulianova (Castel San Flaviano) nel medioevo, quando più d’una volta, essa divenne oggetto di insano desiderio per pirati e saraceni. E, così, mentre la cupola avvistata da lontano, col suo inconfondibile apice a lanterna simile al faro sicuro per i naviganti, rappresentava la vera bussola per il viaggiatore, un’altra chiesa, la più antica, Santa Maria a mare, accoglieva, dal XII secolo d.c., coloro che approdavano nei pressi del mai rinvenuto porto di Castrum Novum prima e di Castel san Flaviano poi. A questo splendido esempio di chiesa romanica abruzzese è dedicato un breve, ma intenso sunto filmato.
Seguendo l’esempio del costruttore di Giulia, Giuliantonio Acquaviva, l’operatore indugia in una ripresa dall’alto del nostro litorale, da quella parte della dolce collina dove il contadino Bertolino vide apparire la Madonna dello Splendore, così cara ai giuliesi e alla famiglia Acquaviva. La campana del convento lascia intravedere la lunga pineta che si dirada, pian piano, accanto alla spiaggia e sembra annunciare, coi suoi rintocchi, il sopraggiungere dell’ansiosa urbanizzazione tardo novecentesca.
(Collezione Pierino Santomo)
 
Quasi per rendere omaggio a quella felice intuizione dell’erudito guerriero caduto ad Otranto, che lasciò la Terra vecchia per fondare nuove e solide mura in un luogo più alto, si arriva a documentare il cuore pulsante della città, ossia la piazza del Belvedere. Con il suo romantico impianto ottocentesco riapre, come d’incanto, quella infinita veduta sul mare tenuta in ostaggio al piacere dello sguardo, per oltre tre secoli, dall’ostilità delle mura di cinta che delimitavano, con le otto torri, la fortezza ideale acquaviviana. Dalla ripresa della piazza spuntano una fontanella ed a fianco una grande palma, quasi a voler rinfrancare dalla terribile canicola estiva il povero Vittorio Emanuele II; un giuliese in bicicletta e poche persone ai piedi della statua sopportano bene la calura.
E poi un tuffo travolgente nel mare adriatico con tante bellezze giovanili sul pattino; una bella signora di mezza età mostra, compiaciuta, il suo costume molto castigato ed il cappellino ad esso perfettamente intonato. Gli ombrelloni in fila e le famiglie accalcate sembrano riprodurre il tradizionale rito estivo valido per ogni giuliese, al di là dei limiti imposti dalla finitezza temporale.
Quei volti delle nostre precedenti generazioni ripresi così frettolosamente dalla telecamera rappresentano un documento storico di eccezionale importanza e destano in noi un turbinio di emozioni e di graditi “amarcord”.
(Collezione Pierino Santomo)
 
Il secondo passaggio filmato riguarda l’esibizione lirica avvenuta sempre nell’agosto del 1932 con il famoso Carro dei Tespi, una antica tradizione teatrale che portava nelle piazze delle città le opere più importanti. Le riprese si concentrano sul montaggio del teatro che si era sistemato nei pressi della Pineta Gasbarrini; il cortometraggio si conclude con una ripresa degli artisti seduti sui tavolini all’aperto del Kursaal osservati dagli occhi ammirati e guardinghi dei giuliesi.
Il terzo filmato, più recente, reca la data del 19 settembre 1962. Si tratta di della Stagione d’oro di Silvio Noto, celebre conduttore televisivo che ricercava volti nuovi per il cinema. Il servizio si occupava di Salsomaggiore, dell’Isola d’Elba, di Rimini ed anche di Giulianova, considerata una città turistica di primo piano, nell’epoca del boom economico. Così il breve reportage definiva Giulianova: “un oasi di pace, un largo fazzoletto di case al quale le onde fanno da romantico merletto”.
Il quarto spezzone riguarda un notiziario Luce che riferisce di una corsa motociclistica, Scudo d’Abruzzo, disputata a Giulianova nel 1946.
Il quinto ed ultimo filmato è un meraviglioso reportage di cinquanta minuti sull’Abruzzo svolto nel 1977 da Tonino Valerii, in cui viene ripreso il porto di Giulianova, i suoi motopescherecci e le prelibatezze del pescato.