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- Rivista "Madonna
dello Splendore n.25
- Giulianova, 22
aprile 2006
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Stampato da Media 085.8071422
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Mosciano Sant'Angelo.
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Luce su Giulianova
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di Tito Forcellese
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L’Archivio dell’Istituto Luce conserva un vastissimo patrimonio filmico
e fotografico composto da documenti di sua produzione (a partire dal
1924, anno della sua nascita) e da collezioni private e fondi
audiovisivi acquisiti nel tempo da fonti diverse.
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L’
archivio storico è on line da qualche anno. Tutto il materiale raccolto
è così disponibile sul web. La notizia interessante per Giulianova è che
ci sono cinque filmati d’epoca che la riguardano e che si possono
consultare sul sito dell’archivio Luce.
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Il
primo risale all’agosto del 1932. È un reportage sulla spiaggia
adriatica in cui la nostra cittadina viene ripresa per un minuto e
mezzo. Concentreremo, pertanto, la nostra attenzione nella descrizione
di questo corto, poiché costituisce il primo, eccezionale documento
storico filmato su Giulianova, di cui abbiamo, almeno finora, avuto
contezza.
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Le
immagini in bianco e nero del documentario su Giulianova non
diminuiscono la forza espressiva del cortometraggio, ma se possibile, ne
amplificano, nobilitandoli, i contorni storici e paesaggistici. La breve
carrellata comincia da una ripresa effettuata dal lido, che mostra in
sequenza la cupola di San Flaviano e la parte alta della città. Si passa
poi alla fabbrica dei liquori e dei confetti Orsini inquadrata,
ovviamente, dalla suggestiva e incomparabile posizione del Belvedere. A
seguire una veloce e significativa panoramica sul porto con i suoi due
bracci, vecchio e nuovo, non ancora prolungati e la presenza di alcune
lancette, che ne attestano la mai sopita attività marinara; di seguito
una prima, efficace documentazione filmata della nostra spiaggia con
barche e bagnanti simpaticamente agghindati. S’intravede anche il
maestoso Kursaal, tempio liberty della mondanità e del divertimento,
luogo prediletto dall’élite notabiliare provinciale, palcoscenico
privilegiato per gerarchi locali che sfilavano in camicia nera per
ottenere qualche chance in più nelle conquiste amorose. I primi
stabilimenti balneari, costruiti come palafitte moderne, suggellano in
maniera inequivocabile il ritorno ad una bella époque che Giulianova
ebbe appena il tempo di assaporare, per l’improvviso scoppio della prima
guerra mondiale.
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(Collezione Pierino Santomo) |
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Un
salto nel passato a questo punto è d’obbligo per il cineoperatore, che
cercava d’immaginarsi com’era Giulianova (Castel San Flaviano) nel
medioevo, quando più d’una volta, essa divenne oggetto di insano
desiderio per pirati e saraceni. E, così, mentre la cupola avvistata da
lontano, col suo inconfondibile apice a lanterna simile al faro sicuro
per i naviganti, rappresentava la vera bussola per il viaggiatore,
un’altra chiesa, la più antica, Santa Maria a mare, accoglieva, dal XII
secolo d.c., coloro che approdavano nei pressi del mai rinvenuto porto
di Castrum Novum prima e di Castel san Flaviano poi. A questo splendido
esempio di chiesa romanica abruzzese è dedicato un breve, ma intenso
sunto filmato.
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Seguendo l’esempio del costruttore di Giulia, Giuliantonio Acquaviva,
l’operatore indugia in una ripresa dall’alto del nostro litorale, da
quella parte della dolce collina dove il contadino Bertolino vide
apparire la Madonna dello Splendore, così cara ai giuliesi e alla
famiglia Acquaviva. La campana del convento lascia intravedere la lunga
pineta che si dirada, pian piano, accanto alla spiaggia e sembra
annunciare, coi suoi rintocchi, il sopraggiungere dell’ansiosa
urbanizzazione tardo novecentesca.
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(Collezione Pierino Santomo) |
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Quasi
per rendere omaggio a quella felice intuizione dell’erudito guerriero
caduto ad Otranto, che lasciò la Terra vecchia per fondare nuove e
solide mura in un luogo più alto, si arriva a documentare il cuore
pulsante della città, ossia la piazza del Belvedere. Con il suo
romantico impianto ottocentesco riapre, come d’incanto, quella infinita
veduta sul mare tenuta in ostaggio al piacere dello sguardo, per oltre
tre secoli, dall’ostilità delle mura di cinta che delimitavano, con le
otto torri, la fortezza ideale acquaviviana. Dalla ripresa della piazza
spuntano una fontanella ed a fianco una grande palma, quasi a voler
rinfrancare dalla terribile canicola estiva il povero Vittorio Emanuele
II; un giuliese in bicicletta e poche persone ai piedi della statua
sopportano bene la calura.
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E poi
un tuffo travolgente nel mare adriatico con tante bellezze giovanili sul
pattino; una bella signora di mezza età mostra, compiaciuta, il suo
costume molto castigato ed il cappellino ad esso perfettamente intonato.
Gli ombrelloni in fila e le famiglie accalcate sembrano riprodurre il
tradizionale rito estivo valido per ogni giuliese, al di là dei limiti
imposti dalla finitezza temporale.
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Quei
volti delle nostre precedenti generazioni ripresi così frettolosamente
dalla telecamera rappresentano un documento storico di eccezionale
importanza e destano in noi un turbinio di emozioni e di graditi “amarcord”.
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(Collezione Pierino Santomo) |
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Il
secondo passaggio filmato riguarda l’esibizione lirica avvenuta sempre
nell’agosto del 1932 con il famoso Carro dei Tespi, una antica
tradizione teatrale che portava nelle piazze delle città le opere più
importanti. Le riprese si concentrano sul montaggio del teatro che si
era sistemato nei pressi della Pineta Gasbarrini; il cortometraggio si
conclude con una ripresa degli artisti seduti sui tavolini all’aperto
del Kursaal osservati dagli occhi ammirati e guardinghi dei giuliesi.
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Il
terzo filmato, più recente, reca la data del 19 settembre 1962. Si
tratta di della Stagione d’oro di Silvio Noto, celebre conduttore
televisivo che ricercava volti nuovi per il cinema. Il servizio si
occupava di Salsomaggiore, dell’Isola d’Elba, di Rimini ed anche di
Giulianova, considerata una città turistica di primo piano, nell’epoca
del boom economico. Così il breve reportage definiva Giulianova: “un
oasi di pace, un largo fazzoletto di case al quale le onde fanno da
romantico merletto”.
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Il
quarto spezzone riguarda un notiziario Luce che riferisce di una corsa
motociclistica, Scudo d’Abruzzo, disputata a Giulianova nel 1946.
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Il
quinto ed ultimo filmato è un meraviglioso reportage di cinquanta minuti
sull’Abruzzo svolto nel 1977 da Tonino Valerii, in cui viene ripreso il
porto di Giulianova, i suoi motopescherecci e le prelibatezze del
pescato.
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