La Nostra copertina: Camillo Fait nasce a Milano dove ha modo di seguire le lezioni di Aligi Sassu e l’influenza del Maestro è ancora visibile nel suggestivo uso espressionista del colore. Inizia come scultore e decoratore di ceramica per poi passare alla pittura che è attualmente la sua attività predominante. Ha partecipato a diversi concorsi a carattere nazionale riscuotendo premi e segnalazioni. Sue opere si trovano in collezioni in Italia e in Finlandia, Portogallo, Olanda, Francia e Germania. Attualmente ha aperto uno studio che è insieme Galleria d’Arte Contemporanea in via Castorani 7/9 a Giulianova alta. Marialuisa De Santis
Rivista "Madonna dello Splendore n.25
Giulianova, 22 aprile 2006
Stampato da Media 085.8071422
Mosciano Sant'Angelo.

 

     

Con la presente pubblicazione si festeggia il venticinquesimo anniversario della rivista della "Madonna dello Splendore" di Giulianova

Di un libro stampato a Bologna nel 1549

di Donatella Stacchiotti
 
Lo scorso anno, in occasione della pubblicazione della bibliografia sul Santuario della Madonna dello Splendore, segnalai due volumi stampati nel 1500:
Le cerimonie dei monaci Celestini, con la vita di Celestino Quinto loro primo padre, in Bologna per Anselmo Giacarello, 1549.
Gli articoli e i brievi dei monaci celestini, Napoli appresso a Raimondo D’Amato, 1552.
In base al censimento delle edizioni italiane del XVI sec., effettuato dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane, risultano entrambi localizzati e conservati presso la Biblioteca conventuale “Candido Donatelli”, ma al momento della mia ricerca non erano disponibili.
La disamina delle cinquecentine pertanto e il conseguente studio bibliologico è avvenuto grazie alla consultazione delle stesse presso la biblioteca universitaria di Bologna dove sono entrambe conservate[1].
Si tratta di opere a carattere religioso provenienti dalla raccolta privata di Ulisse Aldovandri e entrate a far parte del Fondo antico della biblioteca universitaria nel 1746.
In questa sede fornirò solo una scheda generale del primo volume.
Santuario di Maria Santissima dello Splendore, 1924
(particolare), collezione Pierino Santomo
Le cerimonie dei monaci Celestini, con la vita di Celestino Quinto loro primo padre.
Venne stampato a Bologna dai torchi e per i tipi di Anselmo Giaccarello[2] nel 1549.
La cinquecentina osservata appare in ottimo stato di conservazione.
Descrizione fisica
- In 8°, carattere romano e corsivo; [1] c., 131c., [5] c.
- Impronta: too, roel, uodi, lepr (3) 1549 (R).
- Ornamentazioni: iniziali istoriate in numero complessivo di 44.
- Note L’esemplare risulta privo di marca tipografica e nelle ultime 2 carte non numerate sono presenti notazioni musicali per il canto di un Confiteor.
- La legatura e la coperta in pergamena ad un primo esame risultano essere originali.
- Il frontespizio posto in una cornice xilografata reca il seguente titolo LE CERI | MONIE DEI |
Monaci Celesti | ni, Con la Vita | di Celestino | Quinto | loro | PRIMO PADRE.
- Sul verso del frontespizio è presente un emblema xilografato, di mm 58 x 60 ripetuto in fine alla c.[3], seguito dalla nota tipografica “In Bologna per Anselmo Giacarello MDXLIX”.
 
L’ emblema, la cui identificazione sin dall’inizio si è mostrata alquanto complessa, desta particolare interesse e al momento costituisce oggetto di un studio più approfondito che si avvale della consulenza del prof. Massimo Ceresa della biblioteca apostolica vaticana.
L’ opera fu scritta da Giacomo da Lecce, professore di sacra teologia[3] e abate generale della Congregazione celestina dal 1545 al 1549.
Secondo Canotti[4] fu eletto abate generale il 10 gennaio 1546, ma in realtà già dal 4 novembre del dell’anno precedente ricopriva tale incarico come si evince dallo stesso abate quando, a proposito del suo predecessore, Francesco da Sulmona, deceduto all’età di 52 anni, afferma “… passò da questa fragile alla celeste vita […] in casa sua cinque mesi innanzi al Capitolo generale, nell’anno millecinquecentoequarantacinque. A lui sono stato successore io frate Iacopo da Lezze, servo inutile di Giesù e minimo di tutti i celestini”[5].
Santuario di Maria Santissima dello Splendore, 1924 (particolare), coll. Pierino Santomo
 
Dal punto di vista contenutistico il volume risultacosì strutturato:
- Una lettera proemiale dell’autore rivolta ai padri dell’ordine celestino, con la quale vengono esortati all’osservanza delle prescrizioni contenute nell’opera (cc.1r -10r).
- Le cerimonie dei monaci celestini (cc.10r-107v), suddivise in 44 capitoli, contrassegnati dal
numero romano e dalla presenza dell’iniziale istoriata.
- Le Costituzioni ordinate nel Capitolo napoletano del 20 maggio 1547 (cc.107v-111v).
- La vita di Celestino V (cc.112r - 126r).
- Catalogo dei monasteri celestini (cc.126v-128v).
L’abate Giacomo da Lecce stila l’elenco dei monasteri celestini seguendo nell’indicazione delle singole fondazioni il criterio della collocazione territoriale raggruppandole per circoscrizioni provinciali. Secondo Giacomo da Lecce nel 1547 la Congregazione celestina annoverava 122 monasteri, di cui 101 in Italia, 19 in Francia e 2 in Germania, con l’indicazione per ciascun monastero del numero dei monaci presenti. Ed è proprio alla c. 128r che per il Santuario della Madonna dello Splendore viene attestata la presenza di due monaci.

- Segue il registro cronologico di tutti gli abati generali della Congregazione celestina da Celestino V allo stesso Giacomo da Lecce.(cc.129r-131r)0

- Indice del volume (cc.131r – [2]).

Le cerimonie dei monaci Celestini, con la vita di Celestino Quinto loro primo padre, c. 128 r
Note
[1] Altri esemplari della stessa edizione della cinquecentina in esame risultano localizzati nelle seguenti biblioteche: biblioteca comunale dell’Archiginnasio di Bologna; biblio­teca apostolica vaticana; biblioteca del seminario arcive­scovile maggiore di Firenze; biblioteca civica Gambalunghiana di Rimini; biblioteca universitaria Alessandrina di Roma.
[2] Tipografo e libraio bolognese, attivo dal 1545 al 1557. Lavorò da solo e in società con Pellegrino Bonari; ved. PULEGA DINORA, La tipografia bolognese dei Giaccarelli, in “L’archiginnasio”, a. 35,1-3, pp. 87-107; FERNANDA ASCARELLI, La tipografia cinquecentina italiana, Firenze, Sansoni, 1953, p. 44.
[3] LUDOVICO ZANOTTI, Regesti Celestini, 5.2, L’Aquila, Deputazione abruzzese di Storia Patria, 1995, p. 523.
[4] Aveva conseguito il baccalaureato in sacra teologia a Napoli nel 1535, laureandosi il 27 novembre del 1539 nella città di Bologna; vedi UGO PAOLI, Fonti per la storia della Congregazione celestina nell’archivio segreto vaticano, Cesena, 2004, p. 508.
[5] GIACOMO DA LECCE, Le cerimonie dei monaci celestini, con la vita di Celestino V loro primo padre, Bologna, per Anselmo Giaccarello, 1549, cc.130v-131r; UGO PAOLI, Fonti, cit., p. 508.