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- Rivista "Madonna
dello Splendore n.25
- Giulianova, 22
aprile 2006
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Stampato da Media 085.8071422
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Mosciano Sant'Angelo.
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Dall’Università la nuova cultura del Turismo
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Il
Corso di Laurea in Scienze del Turismo progetta l’istituzione di
lauree innovative di management in un settore vitale per la nostra
città e per l’intero Abruzzo.
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di Ludovico Raimondi
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Il
turismo è in crisi. Accettato l’assunto, cosa fare per assorbire il
colpo di una tendenza negativa nazionale che, seppure in misura diversa,
si riflette sulle nostre realtà locali? Spesso non si trovano risposte
ad interrogativi pesanti come macigni. Spesso non ci si pone nemmeno un
interrogativo. Per questa ragione, la presenza a Giulianova del Corso di
Laurea in Scienze Turistiche della Facoltà di Scienze Politiche
dell’Università di Teramo si sta rivelando sempre più importante per
affrontare almeno il problema e, di pari passo, nella ricerca di
soluzioni efficaci e concrete, ancorché necessarie ed improcrastinabili,
a questioni nodali da cui dipendono le sorti di un settore trainante
dell’economia e del tessuto sociale della nostra città e del territorio
nel quale essa è storicamente inserita in maniera viscerale ed
autorevole. Dietro le quinte della sua attività didattica e formativa,
il Corso di Laurea ha avviato un proficuo lavoro di gruppo,
rappresentativo delle istituzioni pubbliche e delle categorie
imprenditoriali e private, in sede di Comitato Tecnico d’Indirizzo. Tra
gli obiettivi prioritari, il Comitato ha individuato la creazione di
nuove figure professionali, partendo dal presupposto che necessita un
giro di vite in senso manageriale, un salto di qualità avvertito sul
“campo di battaglia”. Dalle riflessioni, serrate e costruttive, è nato
lo spunto di un progetto di “intermediazione del turismo”, che ho
proposto nella qualità di componente del Comitato Tecnico d’Indirizzo in
rappresentanza del Comune di Giulianova e che è stato discusso anche in
uno dei seminari promossi dall’Università. Colgo l’occasione di
presentare la “bozza” del progetto sulla rivista “Madonna dello
Splendore” affinché la riflessione trovi ulteriori opportunità di
confronto di idee e di opinioni su una materia – il Turismo e le sue
diramazioni - della quale, volente o nolente, l’intera comunità è
chiamata ad occuparsi, anche a costo di mutamenti culturali e di
mentalità.
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PREMESSA
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Le
nuove normative che indirizzano la politica turistica verso una logica
di Sistema induce a ripensare in senso culturale e di mentalità anche
gli strumenti per raggiungere l’obiettivo primario del salto di qualità
nella piena espressione delle potenzialità di cui il settore è dotato
nella nostra Regione. Uno dei primi ostacoli da superare è il rapporto,
non scevro da reciproca diffidenza se non addirittura da divergenza e da
conflittualità, tra le amministrazioni pubbliche e l’universo
dell’imprenditoria turistica. Le esigenze della Politica da un lato e
gli interessi di bottega dall’altro frenano il cammino e la dinamicità
verso l’obiettivo comune dello sviluppo e della crescita di un
territorio – locale, provinciale e regionale – che pure offre il raro e
naturale privilegio di sistema simbiotico mare-montagna, nel quale va
inserito a pieno titolo anche l’insieme di piccoli e medi beni culturali
che compongono un patrimonio, assolutamente appetibile, da valorizzare e
promuovere compiutamente. Su queste risorse-forza potrebbero
dischiudersi, se sfruttati con ottica progettuale e manageriale,
prospettive ed orizzonti diversi anche per l’occupazione, non fine a se
stessa nel significato meramente lavorativo ma dinamica nel senso
produttivo ed imprenditoriale. Il resistente retaggio dell’impiego
pubblico come principale o esclusiva aspirazione degli studenti e dei
giovani in cerca di inserimento nel mondo del lavoro non può fornire più
risposte immediate e definitive. Il processo di aziendalizzazione
intrapreso dall’ente pubblico, dalla legge 142/1990 in poi, sotterra
ormai una visione così restrittiva, seppure garantistica, nell’approccio
all’occupazione ed al sistema produttivo, di cui il Turismo, per
vocazione e tipologia, costituisce una componente importante ed
esemplificativa in creatività ed inventiva. Dunque, tra Istituzioni
pubbliche e categorie di privati necessita una struttura-cuscinetto.
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Estraendo le direttive migliori e più efficaci della legge quadro
135/2001, vanno fissati alcuni obiettivi-chiave del processo:
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1 Il
superamento delle barriere culturali municipalistiche, evidentemente
ataviche nel centro-sud;
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2
L’acquisizione di una cultura consortile tra enti ed istituzioni
pubbliche e realtà private;
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3 La
capacità progettuale come stimolo e strumento innovativi di attuazione
degli obiettivi.
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La
coesistenza e l’intersecazione dei tre fondamenti rappresentano i
presupposti dello sviluppo nel micro e nel macrosistema, laddove per
microsistema va intesa l’integrazione delle singole peculiarità ed
identità – pubbliche e private – in ambito locale e per macrosistema,
di conseguenza, la sua estensione in ambito regionale e, nel caso, in
ambito distrettuale. Un po’ come il gioco dei centri concentrici che si
forma scagliando un sasso nello specchio d’acqua di uno stagno o, se si
preferisce, delle scatole cinesi.
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STRUTTURA DI INTERMEDIAZIONE DEL TURISMO
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Dalla
premessa nasce l’idea di una struttura programmatica, organizzativa,
gestionale ed operativa, che faccia da collante tra i due “poli”, come
organismo di professionalità capace di trasformare in dinamica
collettiva la staticità e la farraginosità dell’apparato
burocratico-amministrativo pubblico e l’individualismo, spesso
esasperato, ancora resistente nelle categorie imprenditoriali. In un
articolo di Gavino Maresu, Direttore del Dipartimento Turismo dell’Eurispes,
pubblicato su “Italia Oggi” nel Febbraio scorso, ho avuto modo di
rivedere il concetto inibitore del nostro Turismo: “Oggi non esiste un
sistema turistico “nazionale”; di fatto, esistono 20 sistemi regionali,
strutturati in maniera difforme tra loro, frutto di un vespaio di leggi,
decreti e regolamenti, spesso contrastanti tra di loro”, scrive Maresu.
La delineazione dell’attuale realtà del turismo italiano, che ha
partorito la consequenziale “Cabina di regia” Stato/Regioni di cui è
coordinatore il Vice Presidente della Regione Abruzzo, Paolini,
rispecchia, nella sua esemplificazione concettuale, l’esistente
scomposizione delle tessere del mosaico tra Enti Pubblici e categorie
imprenditoriali private anche a livello locale e regionale. La
Struttura di Intermediazione del Turismo avrebbe il ruolo ed il
compito attivo di coordinamento e di sintesi in grado di colmare questa
discrasia, innescando la dinamica dell’obiettivo comune del Turismo.
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L’
Ente Pubblico, ingabbiato anche dai processi normativi e dal rispetto
dei patti di stabilità dei bilanci, non può procedere ad assunzioni a
tempo indeterminato (il cosiddetto “posto fisso”). Di conseguenza, la
strada obbligata appare l’affidamento di incarichi per progetti. Dal suo
canto, per molteplici fattori di carattere organizzativo,
finanziario-economico e culturali, l’imprenditoria privata viaggia
ancora in direzione egocentrica, non associativa o non sufficientemente
associativa, in un sistema di competizione che sovente non corrisponde
automaticamente ad un più opportuno e qualificante sistema di
competitività.
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Da
una parte, il Pubblico stenta a svolgere l’azione ed il
ruolo di coordinamento ai quali è deputato, dall’altra il Privato
non ha ancora raggiunto il grado di condivisione degli obiettivi comuni
e la cultura dell’investimento e di management in senso collettivo.
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Il
superamento delle barriere erette dai due Poli va affidato a figure
professionali specialistiche, formate dalla Scuola, dall’Università, dai
Corsi di perfezionamento. Ovvero, la struttura richiede formazione,
management, professionalità, progettualità.
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IL
MEDIATORE DEL TURISMO
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E’ la
figura di leadership che immagino all’apice di un organismo (la
Struttura di Intermediazione del Turismo, appunto) che sia composto
da referenti qualificati che abbiano preparazione, competenze,
conoscenze e ruoli di management, ciascuno al vertice di specifiche
sezioni. Il Mediatore è colui che, nelle vesti di Coordinatore e
Responsabile della Struttura, organizza e gestisce lo staff al quale
viene affidata la realizzazione del progetto di condivisione,
congiunzione e controllo delle azioni di sintesi tra il Pubblico
ed il Privato.
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L’IDEA DELLA STRUTTURA DI INTERMEDIAZIONE
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Con
l’ausilio della grafica, cerco di dare un corpo visibile ed esplicativo
alla proposta sopra illustrata
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I
referenti di ciascuna sezione diventeranno responsabili di
sottostrutture di supporto di 3° Livello (collaboratori) e di
4° Livello (tecnico-operativo) che avranno il compito di attuazione
pratica degli obiettivi. In tal caso, il salto di qualità è racchiuso
nel ruolo di “impresa di servizio” che andrà ad assumere la Struttura di
Intermediazione del Turismo, sempre su delega del “Consorzio”
Pubblico/Privato.
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La
capacità di evolversi verso il ruolo di “mediazione autonoma e
coordinata” dipenderà:
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a)
dalla capacità stessa della Struttura di imparare a “camminare con le
proprie gambe”, una volta sostenuta nel l’avviamento ed acquisita e
consolidata sul campo la necessaria esperienza;
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b)
dal grado di disponibilità e di condivisione assicurata dal “Consorzio”.
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Nel
riquadro è schematizzata la collocazione della Struttura di
intermediazione:
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Nella
logica di Sistema, le possibilità di incisività del Mediatore e della
“sua” Struttura sono correlate a:
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1
Condivisione degli obiettivi del “Consorzio” sancita da accordo di
programma o da protocollo d’intesa che comprenda un business plan di
breve, media e lunga scadenza, comunque modulare dei livelli sopra
riportati in rapporto alle disponibilità del budget ed alla volontà di
investimento “consortile”;
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2.
Capacità progettuale (con tutte le implicazioni di competenze e
professionalità che in essa sono implicite ed insite) del Mediatore e
della Struttura di Intermediazione;
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3.
Forma giuridica più congeniale della Struttura di Intermediazione
(società, cooperativa, associazione, ecc.);
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4.
Nuova cultura consortile.
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IL
RUOLO DELL’UNIVERSITÀ
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La
formazione delle nuove figure professionali hanno sbocco in:
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a)
Laurea triennale per le figure di management di 2° Livello (referenti
dei singoli settori);
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b)
Laurea specialistica per Mediatore (1° Livello apicale).
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Diplomi conseguiti in corsi successivi di formazione ed aggiornamento,
anche a livello di master, insieme ad esperienze curriculari nel
servizio ed alla qualità del progetto, amplieranno i requisiti
preferenziali.
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Nell’orientamento alla nuova qualificazione professionale, va rilanciato
il rapporto tra l’Istituto per i Servizi Commerciali, Turistici ed
Alberghieri e l’Università del Turismo attraverso l’istituzione, nella
scuola secondaria, di discipline e tirocini che rendano spontanei e
motivanti gli indirizzi alla laurea di Mediatore e Referente. Il diploma
stesso dell’Ipct costituirebbe requisito per l’ingresso degli studenti
al terzo livello di collaborazione nella struttura di intermediazione.
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QUALE
STATUS DELLA STRUTTURA DI INTERMEDIAZIONE
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L’individuazione dello “status giuridico” della Struttura (le differenti
tipologie di società, cooperative, associazioni, ecc.) diventa
propedeutico. In questo senso, nell’ordinamento didattico universitario
l’insegnamento delle discipline di diritto amministrativo, pubblico e
privato, va annoverato come fondamentale affinché gli studenti
interessati all’indirizzo abbiano chiari gli orientamenti ed adeguate le
conoscenze in materia di organizzazione e gestione della futura
attività.
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Annotazioni conclusive:
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1. La
bozza del progetto può considerarsi polivalente. La struttura di
intermediazione può essere proposta, laddove ritenuta confacente, anche
in altri settori (per esempio, di carattere urbanistico,
infrastrutturale e ricettivo);
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2. Il
progetto è modulare per differenti livelli di intervento;
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3. Le
denominazioni sono meramente indicative ed aperte a definizioni più
congeniali.
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4.
Quel che maggiormente conta è la volontà, la determinazione e la
disponibilità a rinunciare ciascuno ad un po’ del proprio per perseguire
l’obiettivo di investire nello sviluppo e nel benessere della
collettività. In una parola, mettersi in gioco per una “rivoluzione
culturale”.
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