La Nostra copertina: Camillo Fait nasce a Milano dove ha modo di seguire le lezioni di Aligi Sassu e l’influenza del Maestro è ancora visibile nel suggestivo uso espressionista del colore. Inizia come scultore e decoratore di ceramica per poi passare alla pittura che è attualmente la sua attività predominante. Ha partecipato a diversi concorsi a carattere nazionale riscuotendo premi e segnalazioni. Sue opere si trovano in collezioni in Italia e in Finlandia, Portogallo, Olanda, Francia e Germania. Attualmente ha aperto uno studio che è insieme Galleria d’Arte Contemporanea in via Castorani 7/9 a Giulianova alta. Marialuisa De Santis
Rivista "Madonna dello Splendore n.25
Giulianova, 22 aprile 2006
Stampato da Media 085.8071422
Mosciano Sant'Angelo.
 
 
     

Con la presente pubblicazione si festeggia il venticinquesimo anniversario della rivista della "Madonna dello Splendore" di Giulianova

Dall’Università la nuova cultura del Turismo
Il Corso di Laurea in Scienze del Turismo progetta l’istituzione di lauree innovative di management in un settore vitale per la nostra città e per l’intero Abruzzo.
 
di Ludovico Raimondi
 
Il turismo è in crisi. Accettato l’assunto, cosa fare per assorbire il colpo di una tendenza negativa nazionale che, seppure in misura diversa, si riflette sulle nostre realtà locali? Spesso non si trovano risposte ad interrogativi pesanti come macigni. Spesso non ci si pone nemmeno un interrogativo. Per questa ragione, la presenza a Giulianova del Corso di Laurea in Scienze Turistiche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Teramo si sta rivelando sempre più importante per affrontare almeno il problema e, di pari passo, nella ricerca di soluzioni efficaci e concrete, ancorché necessarie ed improcrastinabili, a questioni nodali da cui dipendono le sorti di un settore trainante dell’economia e del tessuto sociale della nostra città e del territorio nel quale essa è storicamente inserita in maniera viscerale ed autorevole. Dietro le quinte della sua attività didattica e formativa, il Corso di Laurea ha avviato un proficuo lavoro di gruppo, rappresentativo delle istituzioni pubbliche e delle categorie imprenditoriali e private, in sede di Comitato Tecnico d’Indirizzo. Tra gli obiettivi prioritari, il Comitato ha individuato la creazione di nuove figure professionali, partendo dal presupposto che necessita un giro di vite in senso manageriale, un salto di qualità avvertito sul “campo di battaglia”. Dalle riflessioni, serrate e costruttive, è nato lo spunto di un progetto di “intermediazione del turismo”, che ho proposto nella qualità di componente del Comitato Tecnico d’Indirizzo in rappresentanza del Comune di Giulianova e che è stato discusso anche in uno dei seminari promossi dall’Università. Colgo l’occasione di presentare la “bozza” del progetto sulla rivista “Madonna dello Splendore” affinché la riflessione trovi ulteriori opportunità di confronto di idee e di opinioni su una materia – il Turismo e le sue diramazioni - della quale, volente o nolente, l’intera comunità è chiamata ad occuparsi, anche a costo di mutamenti culturali e di mentalità.
 
PREMESSA
Le nuove normative che indirizzano la politica turistica verso una logica di Sistema induce a ripensare in senso culturale e di mentalità anche gli strumenti per raggiungere l’obiettivo primario del salto di qualità nella piena espressione delle potenzialità di cui il settore è dotato nella nostra Regione. Uno dei primi ostacoli da superare è il rapporto, non scevro da reciproca diffidenza se non addirittura da divergenza e da conflittualità, tra le amministrazioni pubbliche e l’universo dell’imprenditoria turistica. Le esigenze della Politica da un lato e gli interessi di bottega dall’altro frenano il cammino e la dinamicità verso l’obiettivo comune dello sviluppo e della crescita di un territorio – locale, provinciale e regionale – che pure offre il raro e naturale privilegio di sistema simbiotico mare-montagna, nel quale va inserito a pieno titolo anche l’insieme di piccoli e medi beni culturali che compongono un patrimonio, assolutamente appetibile, da valorizzare e promuovere compiutamente. Su queste risorse-forza potrebbero dischiudersi, se sfruttati con ottica progettuale e manageriale, prospettive ed orizzonti diversi anche per l’occupazione, non fine a se stessa nel significato meramente lavorativo ma dinamica nel senso produttivo ed imprenditoriale. Il resistente retaggio dell’impiego pubblico come principale o esclusiva aspirazione degli studenti e dei giovani in cerca di inserimento nel mondo del lavoro non può fornire più risposte immediate e definitive. Il processo di aziendalizzazione intrapreso dall’ente pubblico, dalla legge 142/1990 in poi, sotterra ormai una visione così restrittiva, seppure garantistica, nell’approccio all’occupazione ed al sistema produttivo, di cui il Turismo, per vocazione e tipologia, costituisce una componente importante ed esemplificativa in creatività ed inventiva. Dunque, tra Istituzioni pubbliche e categorie di privati necessita una struttura-cuscinetto.
Estraendo le direttive migliori e più efficaci della legge quadro 135/2001, vanno fissati alcuni obiettivi-chiave del processo:
1 Il superamento delle barriere culturali municipalistiche, evidentemente ataviche nel centro-sud;
2 L’acquisizione di una cultura consortile tra enti ed istituzioni pubbliche e realtà private;
3 La capacità progettuale come stimolo e strumento innovativi di attuazione degli obiettivi.
La coesistenza e l’intersecazione dei tre fondamenti rappresentano i presupposti dello sviluppo nel micro e nel macrosistema, laddove per microsistema va intesa l’integrazione delle singole peculiarità ed identità – pubbliche e private – in ambito locale e per macrosistema,  di conseguenza, la sua estensione in ambito regionale e, nel caso, in ambito distrettuale. Un po’ come il gioco dei centri concentrici che si forma scagliando un sasso nello specchio d’acqua di uno stagno o, se si preferisce, delle scatole cinesi.
 
STRUTTURA DI INTERMEDIAZIONE DEL TURISMO
Dalla premessa nasce l’idea di una struttura programmatica, organizzativa, gestionale ed operativa, che faccia da collante tra i due “poli”, come organismo di professionalità capace di trasformare in dinamica collettiva la staticità e la farraginosità dell’apparato burocratico-amministrativo pubblico e l’individualismo, spesso esasperato, ancora resistente nelle categorie imprenditoriali. In un articolo di Gavino Maresu, Direttore del Dipartimento Turismo dell’Eurispes, pubblicato su “Italia Oggi” nel Febbraio scorso, ho avuto modo di rivedere il concetto inibitore del nostro Turismo: “Oggi non esiste un sistema turistico “nazionale”; di fatto, esistono 20 sistemi regionali, strutturati in maniera difforme tra loro, frutto di un vespaio di leggi, decreti e regolamenti, spesso contrastanti tra di loro”, scrive Maresu. La delineazione dell’attuale realtà del turismo italiano, che ha partorito la consequenziale “Cabina di regia” Stato/Regioni di cui è coordinatore il Vice Presidente della Regione Abruzzo, Paolini, rispecchia, nella sua esemplificazione concettuale, l’esistente scomposizione delle tessere del mosaico tra Enti Pubblici e categorie imprenditoriali private anche a livello locale e regionale. La Struttura di Intermediazione del Turismo avrebbe il ruolo ed il compito attivo di coordinamento e di sintesi in grado di colmare questa discrasia, innescando la dinamica dell’obiettivo comune del Turismo.
L’ Ente Pubblico, ingabbiato anche dai processi normativi e dal rispetto dei patti di stabilità dei bilanci, non può procedere ad assunzioni a tempo indeterminato (il cosiddetto “posto fisso”). Di conseguenza, la strada obbligata appare l’affidamento di incarichi per progetti. Dal suo canto, per molteplici fattori di carattere organizzativo, finanziario-economico e culturali, l’imprenditoria privata viaggia ancora in direzione egocentrica, non associativa o non sufficientemente associativa, in un sistema di competizione che sovente non corrisponde automaticamente ad un più opportuno e qualificante sistema di competitività.
Da una parte, il Pubblico stenta a svolgere l’azione ed il ruolo di coordinamento ai quali è deputato, dall’altra il Privato non ha ancora raggiunto il grado di condivisione degli obiettivi comuni e la cultura dell’investimento e di management in senso collettivo.
Il superamento delle barriere erette dai due Poli va affidato a figure professionali specialistiche, formate dalla Scuola, dall’Università, dai Corsi di perfezionamento. Ovvero, la struttura richiede formazione, management, professionalità, progettualità.
 
IL MEDIATORE DEL TURISMO
E’ la figura di leadership che immagino all’apice di un organismo (la Struttura di Intermediazione del Turismo, appunto) che sia composto da referenti qualificati che abbiano preparazione, competenze, conoscenze e ruoli di management, ciascuno al vertice di specifiche sezioni. Il Mediatore è colui che, nelle vesti di Coordinatore e Responsabile della Struttura, organizza e gestisce lo staff al quale viene affidata la realizzazione del progetto di condivisione, congiunzione e controllo delle azioni di sintesi tra il Pubblico ed il Privato.
 
L’IDEA DELLA STRUTTURA DI INTERMEDIAZIONE
Con l’ausilio della grafica, cerco di dare un corpo visibile ed esplicativo alla proposta sopra illustrata

I referenti di ciascuna sezione diventeranno responsabili di sottostrutture di supporto di 3° Livello (collaboratori) e di 4° Livello (tecnico-operativo) che avranno il compito di attuazione pratica degli obiettivi. In tal caso, il salto di qualità è racchiuso nel ruolo di “impresa di servizio” che andrà ad assumere la Struttura di Intermediazione del Turismo, sempre su delega del “Consorzio” Pubblico/Privato.
La capacità di evolversi verso il ruolo di “mediazione autonoma e coordinata” dipenderà:
a) dalla capacità stessa della Struttura di imparare a “camminare con le proprie gambe”, una volta sostenuta nel l’avviamento ed acquisita e consolidata sul campo la necessaria esperienza;
b) dal grado di disponibilità e di condivisione assicurata dal “Consorzio”.
Nel riquadro è schematizzata la collocazione della Struttura di intermediazione:

Nella logica di Sistema, le possibilità di incisività del Mediatore e della “sua” Struttura sono correlate a:
1 Condivisione degli obiettivi del “Consorzio” sancita da accordo di programma o da  protocollo d’intesa che comprenda un business plan di breve, media e lunga scadenza, comunque modulare dei livelli sopra riportati in rapporto alle disponibilità del budget ed alla volontà di investimento “consortile”;
2. Capacità progettuale (con tutte le implicazioni di competenze e professionalità che in essa sono implicite ed insite) del Mediatore e della Struttura di Intermediazione;
3. Forma giuridica più congeniale della Struttura di Intermediazione (società, cooperativa, associazione, ecc.);
4. Nuova cultura consortile.
 
IL RUOLO DELL’UNIVERSITÀ
La formazione delle nuove figure professionali hanno sbocco in:
a) Laurea triennale per le figure di management di 2° Livello (referenti dei singoli settori);
b) Laurea specialistica per Mediatore (1° Livello apicale).
Diplomi conseguiti in corsi successivi di formazione ed aggiornamento, anche a livello di master, insieme ad esperienze curriculari nel servizio ed alla qualità del progetto, amplieranno i requisiti preferenziali.
Nell’orientamento alla nuova qualificazione professionale, va rilanciato il rapporto tra l’Istituto per i Servizi Commerciali, Turistici ed Alberghieri e l’Università del Turismo attraverso l’istituzione, nella scuola secondaria, di discipline e tirocini che rendano spontanei e motivanti gli indirizzi alla laurea di Mediatore e Referente. Il diploma stesso dell’Ipct costituirebbe requisito per l’ingresso degli studenti al terzo livello di collaborazione nella struttura di intermediazione.
 
QUALE STATUS DELLA STRUTTURA DI INTERMEDIAZIONE
L’individuazione dello “status giuridico” della Struttura (le differenti tipologie di società, cooperative, associazioni, ecc.) diventa propedeutico. In questo senso, nell’ordinamento didattico universitario l’insegnamento delle discipline di diritto amministrativo, pubblico e privato, va annoverato come fondamentale affinché gli studenti interessati all’indirizzo abbiano chiari gli orientamenti ed adeguate le conoscenze in materia di organizzazione e gestione della futura attività.
 
Annotazioni conclusive:
1. La bozza del progetto può considerarsi polivalente. La struttura di intermediazione può essere proposta, laddove ritenuta confacente, anche in altri settori (per esempio, di carattere urbanistico, infrastrutturale e ricettivo);
2. Il progetto è modulare per differenti livelli di intervento;
3. Le denominazioni sono meramente indicative ed aperte a definizioni più congeniali.
4. Quel che maggiormente conta è la volontà, la determinazione e la disponibilità a rinunciare ciascuno ad un po’ del proprio per perseguire l’obiettivo di investire nello sviluppo e nel benessere della collettività. In una parola, mettersi in gioco per una “rivoluzione culturale”.