La nostra copertina: “MADONNA DELLO SPLENDORE” di Lucio Monaco. Lucio Monaco, noto artista abruzzese d’avanguardia, è l’autore della nostra copertina. L’artista ha dato una interpretazione del tutto singolare dell’apparizione della Madonna, dalla quale però traspare appieno il profondo significato del miracoloso evento. Il giovane artista ha ricevuto di recente un prestigioso riconoscimento da parte del governo di una sua opera dal Ministro Maurizio Gasparri.
Rivista "Madonna dello Splendore n. 24
Giulianova, 22 aprile 2005
Stampato dalla Tipolito Braga
di Giulianova Lido.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciò che è buono per la società
è anche buono per l’impresa
Dalla figura dell ‘imprenditore Adriano Olivetti alla Certificazione di Qualità Sociale delle Imprese (SA 8000)
 
di Gabriele ROSSI
 
Ivrea. Anni ‘50. La Olivetti. Oltre cinquantamila dipendenti tra le sedi italiane e filiali e agenti in quasi 200 paesi del mondo. Successo di mercato, entusiasmo e visione per creare confortevoli ambienti di vita e di lavoro per i dipendenti, per costruire, insieme a importanti architetti, spazi che garantissero un’alta qualità della vita, per svolgere attività culturali, creare biblioteche e servizi sanitari: la vita migliora se il lavoro si “trasforma in bellezza”.
Così amava ripetere l’imprenditore Adriano Olivetti. “Era conosciuto in una cultura imprenditoriale ricca di risvolti etici e se non avesse avuto un padre come Camillo, Adriano non sarebbe diventato quello che fu”: racconta Luciano Gallino, docente all’Università di Torino, ricordando una frase che Olivetti padre ripeteva al figlio: “Prima di licenziare un lavoratore per motivi non connessi alla sua condotta, pensaci dieci volte”. Per Adriano Olivetti l’imprenditore deve assumersi un impegno verso il territorio in cui nasce e cresce la sua azienda: se il territorio è la realtà in cui vivono manager, impiegati, operai, tecnici, allora al territorio, bisogna restituire parte del profilo in forma di servizi sociali, alloggi per i lavoratori, biblioteche, asili nido, salari adeguati. È un principio che da qualche anno sta ritornando di grande attualità: la responsabilità sociale dell’impresa. Mauro Bini docente all’Università Bocconi cita casi concreti di aziende premiate in Borsa per la loro capacità di maturare un grosso capitale relazionale, quindi umano, frutto di un ritorno di carattere reputazionale e di un proficuo rapporto con il Terzo Settore. Nonostante ciò, spesso bisogna stare molto attenti a spremere, leggendo bene, la sostanza dalla comunicazione che promuove l’immagine di un’azienda, perchè la realtà del funzionamento concreto della produzione può rivelarsi lontana dai principi dichiarati pubblicamente: la Enron aveva stilato un rapporto ampio e completo e aveva formulato un codice etico per i propri dipendenti!
Ma la realtà è fatta anche, per fortuna, da molti imprenditori che si assumono le proprie responsabilità nei confronti del mondo che circonda le loro aziende (interessante il Premio Impresa Cultura promosso annualmente da Confindustria e Sole 24 Ore).
LA CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE
Alessandro Profumo, amministratore delegato di UniCredit e Giovanni Moro cofondatore di Cittadinanzattiva hanno scritto un libro: Plus valori. La responsabilità civile dell’impresa. Si disegna un nuovo percorso per le imprese italiane: dall’economia all’etica: la classica ed economicistica definizione marxista del plusvalore, diventa plusvalori, caricandosi di una concezione etica del business: le imprese devono guardare in modo nuovo al profitto, considerando tra i loro piani anche iniziative di carattere etico. “Una società ben regolata, coesa, rispettosa dei diritti e responsabile dei propri beni comuni - leggo dal libro di Profumo e Moro - è l’ambiente indispensabile per lo sviluppo dell’impresa, la quale ha quindi tutto l’interesse a contribuire a realizzare queste condizioni”. È un segnale forte di come le classi dirigenti del nostro paese iniziano a rendersi conto che le imprese possono contribuire attivamente a creare dei presupposti per uno sviluppo civile di - un mondo più maturo impegnando, ad esempio alcune delle proprie risorse in iniziative in iniziative in zone svantaggiate del territorio italiano.
Nel 2001, la Commissione europea ha pubblicato il Libro Verde intitolato Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese, in cui raccomanda alle imprese di sostenere la vita sociale e culturale della comunità, condividendo i problemi del territorio, di investire nella formazione, di difendere la salute e la sicurezza dei lavoratori.
La Normativa per la Certificazione SA 8000 prevede di:
• Non ammettere lavoro minorile
• Non ammettere lavoro obbligato
• Prevedere un ambiente di lavoro sicuro e salubre con relativi servizi
• Rispettare la libertà di associazione e il diritto alla contrattazione collettiva
• Evitare forme di discriminazione (razziale, religiosa, disabilità, sesso, etc)
• Garantire pari opportunità
• Evitare procedure disciplinari (pene corporali, coercizioni, abusi verbali)
• Rispettare un orario di lavoro adeguato
• Garantire un’equa retribuzione
Da tale sequenza di elementi si comprende che i progetti fondati sui principi della responsabilità sociale non nascono da semplice filantropia, ma dalla ricerca del profitto e dalla certezza che tali iniziative contribuiscono a dotare l’azienda di un’identità forte, di senso di identificazione nella vita che ruota intorno alla produzione (dalla formazione dei dipendenti alle iniziative che coinvolgono le loro famiglie, fino ad arrivare alle campagne di raccolta di fondi destinati a progetti di ampio respiro). Il marchio dell’azienda si arricchisce così di un’immagine che la lega alle attività intraprese con l’effetto di favorire una maggiore fidelizzazione da parte di clienti e dipendenti. “Noi sappiamo che comportamenti aziendali non responsabili possono far cadere oggi la tua immagine- scrive Profumo - mentre comportamenti responsabili possono garantirti un vantaggio competitivo nel tempo, perchè nel tempo verrai percepito come un attore positivo, o comunque qualcosa di diverso rispetto ad altri!. In Italia sono ormai decine le aziende che, nello spirito della Qualità Sociale, hanno redatto un Bilancio Sociale (Vodafone ha recentemente scelto di farsi pubblicità invitando i clienti a leggere sul sito aziendale il Bilancio Sociale): manager sempre più illuminati intuiscono che farsi visibilmente carico di una responsabilità sociale non è nè un impegno inutile nè una spesa superflua ma una prospettiva di lungo periodo che finisce col premiare l’impresa. Al contrario: lo scandalo Parmalat docet.
 
IL CERCHIO SI CHIUDE
Proprio per “trasformare il lavoro in bellezza”, la giornata di Adriano Olivetti era un mirabile intrecciarsi di attività, impegno civile e cultura. Gestiva l’organizzazione della produzione, ma si occupava di riviste d’arte o di scienza (Civilta delle Macchine), della forma e del colore di una nuova macchina da scrivere... Adriano Olivetti aveva il DNA di un uomo del Rinascimento. Un uomo nel quale convivevano imprenditorialità, cultura e politica. Credo fermamente, e per alcuni miei amici, ostinatamente, che nel nostro territorio (in Abruzzo) esistano figure di imprenditori che possono essere paragonati a lui o dei quali possiamo dire che abbiano raccolto l’eredità e la lezione di Adriano Olivetti: la Gobal Service di <teramo è una delle oltre 170 aziende italiane certificate SA 8000.
 
*Giornalista, manager comunicazione e marketing, formatore, è stato relatore al Convegno Cultura d’Impresa, Impresa di Cultura, sulla defiscalizzazione dell’investimento culturale, presso la Camera di Commercio di Teramo.
 
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