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- Rivista "Madonna
dello Splendore n. 24
- Giulianova, 22
aprile 2005
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Stampato dalla Tipolito Braga
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di Giulianova Lido.
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Centro storico di Giulianova
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Quanto tempo dobbiamo ancora aspettare?
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di Roberto DI FURIA
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foto di Pierino Santomo
Sono
anni, oramai, anche da queste pagine, che lanciamo appelli per il centro
storico di Giulianova; ma notiamo che il disinteresse regna da qualunque
parte (politica...). Perciò se finora l’antico abitato non è morto lo si
deve esclusivamente ai privati che, coraggiosamente, hanno eseguito
interventi straordinari come la ristrutturazione del Cinema Moderno o di
palazzo Ciafardoni su C.so Garibaldi, solo per citarne alcuni.
Per
capire di cosa stiamo parlando invito i pochi lettori di questo articolo a
farsi una passeggiata per la città storica, addentrandosi anche all’interno
delle vette, al fine di poter constatare di persona l’assoluto degrado che
regna incontrastato. Qualche lettore dirà che forse forse è meglio che non si
faccia niente. Già! Perché in effetti nel recente passato qualche intervento
è stato fatto, ma si è rivelato disastroso... Vogliamo ricordare le
famigerate pavimentazioni di C.so Garibaldi? Io ne ricordo due: quella
attuale, in cubetti di porfido, da rifare al più presto e che già da subito
si rivelò sbagliata (furono immediatamente messe delle “pezze” di asfalto,
che poi si incollavano alle scarpe durante un 22 aprile di dieci anni fa) e
quella precedente, anch’essa fallimentare, fatta in mattonelle assolutamente
inadeguate a sopportare il traffico di macchine e che, infatti, fu presto
tolta. Per non parlare del rifacimento delle vie lastricate della “rocca”;
andate da quelle parti e cercate di distinguere le vie rifatte da quelle non
rifatte. Pensare che sono costate alla comunità centinaia di milioni delle
vecchie lire... |
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L'attuale
stato di degrada del centro Storico |
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Il "parcheggio Buozzi" |
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- La chiesa di S.
Anna ancora senza tetto
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E anche
quando si è messo mano ai monumenti certi risultati… ve ne dico uno?
Ricordate il torrione detto “Il bianco”, in Via del Popolo, prima del
restauro? Non era mica un semplice cilindro come adesso, che sembra un silo
per l’immagazzinamento del grano! Se guardate bene, in alto, ancora si nota
dove erano i beccatelli (le mensole in mattoni che ricordavano quelle di S.
Flaviano) che conferivano alla torre un aspetto imponente e sostenevano il
parapetto della terrazza i cui merli, magari non originali, forse erano
meglio di quella desolante ringhiera in ferro che c’è oggi.
E
purtroppo tra i non eccelsi interventi recenti io metterei anche la
sistemazione di Piazza Belvedere. E’ discutibile la scelta dei materiali
impiegati, il cui colore, molto simile all’asfalto, a mio giudizio non
valorizza sufficientemente il luogo che di per sé è di straordinaria
importanza. Ricordiamo che la “balaustra” è l’unico affaccio pubblico che
dal centro storico permette di godersi la splendida vista su tutta
Giulianova Lido e sul mare. Ci auguriamo anche che venga al più presto
studiata una soluzione appropriata per l’ingresso che dalla piazza,
attraverso una scalinata, porta ai sottostanti locali in corso di
completamento; non pretendiamo la maestosa piramide vetrata del Louvre, ma
quella ringhierina che c’è adesso ci sembra veramente ignobile! |
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"Le nuove"
pavimentazioni del centro Storico |
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Questa è
Giulianova storica... Eppure non è utopia fare le cose perbene. Senza
neanche andare troppo lontano io invito chi ha il potere di cambiare le cose
ad andare a visitare uno qualsiasi dei centri storici delle Marche e vedere
quello che è stato fatto. E che nessuno dica che qui la colpa è solo di
questa amministrazione o solo di quelle precedenti, perché le responsabilità
ce l’hanno tutti quelli che hanno governato da 40-50 anni a questa parte. |
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Il Torrione
"Il Bianco" prima del restauro |
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Oggi è in
programma il restauro della facciata del palazzo comunale (lodevole), la
ristrutturazione della biblioteca “Bindi” (era ora!), ma il resto? Che
facciamo con la storica scuola “DeAmicis”? Che in alcuni locali mi risulta
essere addirittura puntellata! E con la “rocca” come la mettiamo? La
lasciamo alla sola gestione-nomadi? E che intenzione hanno gli attuali
amministratori rispetto alla questione degli uffici dislocati al Lido in un
anonimo condominio? I loro predecessori avevano intenzione di smobilitare
gli uffici comunali del Paese per portarli al Lido perché “è giù che ci
hanno votato…” loro quando li riporteranno su? O hanno deciso anch’essi di
lasciar morire l’antico abitato? Ricordo che la tendenza mondiale in atto è
quella di privilegiare la funzione pubblica per i centri storici, con la
creazione di uffici, locali ricreativi e commerciali, centri culturali,
gallerie d’arte, musei, alberghi, ristoranti, ecc., in modo da convogliare
più gente possibile in questi luoghi, oltre chi vi abita, per scongiurare il
rischio di trasformarli in quartieri-dormitori e decretarne, di conseguenza,
la morte. |
- La scuola De
Amicis, bella fuori, ma con gli interni da rivalutare
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Il Torrione "Il
Bianco" dopo il restauro
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Che dire,
infine, dell’annosa questione di Piazza Buozzi, oggi “Parcheggio Buozzi”?
Sono vent’anni che esistono i progetti per ridare dignità ad un luogo che fu
il cuore della Giulia del 1470, sul quale si affacciavano il Palazzo ducale
e il monumento più importante della città di allora e di oggi: il duomo con
la sua maestosa cupola. Chissà se mai si decideranno, almeno, a togliere
l’asfalto sostituendolo con una pavimentazione appropriata al contesto.
Ricordo a tutti che i centri storici sono il luogo della memoria, dovrebbero
essere un luogo di culto, perché sono la terra dei padri e quindi sono
piccole “patrie”. Se perdiamo il rispetto per questi luoghi vuol dire che
non abbiamo più principi e periremo, senza speranza, inghiottiti da questa
società dei consumi, americanizzata e senza valori. Nel frattempo che chi di
dovere si decida a prendere qualche buona decisione al riguardo, noi ci
auguriamo che gli interventi che hanno ben sistemato la “Salita Montegrappa”
e gli antichi percorsi delle “Fontanelle” (le uniche opere pubbliche di
recente realizzazione meritevoli di menzione) siano di buon auspicio per una
futura degna sistemazione del borgo. |
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