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- Rivista "Madonna
dello Splendore n. 23
- Giulianova, 22
aprile 2004
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Stampato dalla Tipolito Braga
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di Giulianova Lido.
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Sala G. Trevisan sei mostre,
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sei successi
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di Franca MEO
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Lo scorso anno, la Sala G. Trevisan del Centro
Culturale S. Francesco della Piccola Opera Charitas,
responsabile Marialuisa De Santis, ha organizzato, insieme
ad altre manifestazioni di carattere culturale, ben 6 mostre
di rilevante spessore artistico che hanno riscosso un
notevole successo di pubblico. Si è trattato di mostre che
hanno valorizzato soprattutto l’arte e la cultura della
nostra Regione, perché proprio con questa finalità è nata la
nostra Sala.
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La prima artista ad inaugurare l’inizio dell’anno è stata Lia Garofalo, con
una mostra dal titolo Lia Garofalo Volumetrie dello spirito tenutasi
dall’8 febbraio dall’8 marzo. Mostra curata dal Prof. Leo Strozzieri con una
testimonianza critica in catalogo di Antonio Gasbarrini. Lia Garofalo
inaugura questa sua personale con un tema completamente diverso da quello
precedente delle foglie autunnali: le nuvole. Da sottolineare l’esposizione
di quattro lunette simili per forma ad alcune opere d’arte sacra collocate
sulle facciate delle chiese romaniche, che percorrono, attraverso le forme e
soprattutto i colori (rosa per Infanzia, azzurro per Giovinezza,
rosso per Maturità, rosso-giallo e bianco per Vecchiaia), le
diverse Età dell’uomo. |
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Dal 5 aprile al 3 maggio è stata inaugurata la mostra Omaggio a
Francesco Paolo Michetti con l’esposizione di quindici opere
dell’omonimo artista tra le quali, scelta anche come copertina del catalogo,
Ritratto diAnnunziata Michetti; testi critici dello scrittore di
estetica Aldo Marroni e dello storico dell’arte Francesco Tentarelli. E’ da
sottolineare che tale mostra è coincisa con il progetto didattico Storia,
arte e cultura in Abruzzo tra ‘800 e ‘900 della Bottega dei Progetti
che il Centro Culturale S. Francesco ha promosso in collaborazione con la
Scuola Media Unificata V Bindi - R. Pagliaccetti di Giulianova e che
metteva a fuoco soprattutto il cenacolo francavillese di cui Michetti era il
“cenobiarca”. |
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Dal 7 giugno al 5 luglio sono state esposte le opere di Gaetano Memmo,
artista teatino, annoverato con Gigino Falconi e Antonio Di Fabrizio tra i
maggiori esponenti della Nuova Figurazione abruzzese. La mostra, dal titolo
Natura e trasfigurazione poetica nella pittura di Gaetano Memmo, si
avvaleva di un catalogo contenente un’antologia di testi critici di
importanti studiosi. Al centro della sua pittura giovani presenze femminili
evocate in atmosfere di sogno ma a volte ambientazioni paesaggistiche
(prati, canneti, alberi) esigono l’intera scena del quadro e attraverso una
trasformazione un po’ onirica risultano un omaggio alla sua terra d’Abruzzo. |
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Dal
12 luglio al 31 agosto è stata la volta Miriam Salvalai con una
personale dal titolo Reti dell’arte e trame dell’esistenza nella
pittura di Miriam Salvalai, curata da Marialuisa De Santis, con una
presentazione dello storico dell’arte Francesco Tentarelli, autore di un
interessante testo critico in catalogo. Miriam Salvalai, giuliese
d’adozione, si è imposta all’attenzione della critica e del pubblico per
le sue raffigurazioni di centri storici di diverse città abruzzesi,
centri storici intesi come metafora della decadenza della nostra
civiltà, invito a rivitalizzarli come desiderio di riappropriazione e
cura del nostro passato. In questa mostra invece la Salvalai ha proposto
il suo ultimo ciclo, quello delle marine, anch’esso simbolico e ricco di
implicazioni culturali. “Le corde, le reti, diventano così elementi
simbolici carichi di significati, strumenti del lavoro quotidiano che
racchiudono segreti, storie e amicizie (Francesco Tentarelli)”.
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Nel periodo che va dal 13 al 30 settembre la Sala G. Trevisan ha
organizzato e patrocinato una mostra collettiva del tutto particolare che ha
visto la presenza dei maestri di laboratorio della Piccola Opera Charitas.
Il titolo, anch’esso “singolare” Ossimori, si riferisce ad una figura
retorica consistente nell’accostamento intenzionale di parole opposte per
significato. I maestri Antonio Antonelli, Riccardo Celommi, Patrizia Franchi
e Lauro Potenza hanno esposto insieme ad una giovane artista giuliese,
Isabella Branella. Il titolo della mostra induce subito a riflettere su
questi cinque giovani che, con tecniche diverse tra loro, danno il meglio
della loro produzione artistica. Si inizia dalla scultura di Antonio
Antonelli, con l’uso personale della cera e della carta, per continuare con
Isabella Branella con il bitume, una tecnica che ricorda l’incisione, e con
lo studio del corpo. Riccardo Celommi ha esposto una serie di otto immagini
in bianco e nero, eliminando ogni tono cromatico. Patrizia Franchi adotta
una tecnica del tutto particolare che mette in evidenza grandi “squarci”
sulla tela e simboli sacri come quello della croce; le sue opere, in
prevalenza astratte, tuttavia, sono anche accompagnate da temi figurativi
come ne “Il bacio”. Ed infine Lauro Potenza con le sue rappresentazioni “in
cui si avvale del privilegio dell’artista di creare altri mondi...
sottolineando indirettamente il disagio per la quotidianità costretta a
vivere (Marialuisa De Santis)”. |
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Dal 4 ottobre al 5 novembre 2003 Nature silenti di Maurizio Romani,
presentazione in catalogo di Carlo Fabrizio Carli, una personale
dell’artista emiliano che comprende opere realizzate in anni recenti, per lo
più nello scorso biennio. Sulla tela si ammirano nature morte dipinte con
colori tenui, soggetti di fiori e frutta che sembrano vivere in una
dimensione sospesa in un’atmosfera di silenzio che fa da “comune
denominatore” a tutta la sua produzione artistica; fiori (rose, iris,
peonie) e frutta (limoni) che sono racchiusi in contenitori di vetro
trasparente insieme ad un misterioso liquido che ne accentua la forza
vitale. |
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In
chiusura è importante ricordare che la Sala G. Trevisan lo scorso
anno, durante il periodo estivo, ha ospitato anche una serie di concerti
molto seguiti ed apprezzati, sotto la Direzione Artistica del M° Piero
Di Egidio e con il patrocinio della Fondazione Cassa Di Risparmio della
Provincia di Teramo. Si sono esibiti artisti che hanno spaziato nei
diversi generi musicali, dal tango alla musica folcloristica e a quella
da camera. Il primo concerto, in particolare, che si è tenuto il 18
luglio 2003 ha avuto come tema le famose musiche di Astor Piazzolla,
eseguite da quattro giovani artisti conosciuti nella nostra regione in
campo musicale dal nome Quintetto Pentatango; violino,
violoncello, contrabbasso, bandoneon e, al pianoforte, lo stesso
D’Egidio. Ci auguriamo, nel corso di quest’anno, di ripetere e, se
possibile, migliorare, il nostro lavoro in modo che la nostra Sala sia
sempre un punto di riferimento per iniziative culturali ed artistiche
che raccolgano un largo consenso di pubblico e che facciano crescere
intorno a noi un interesse sempre maggiore per la cultura e per l’arte.
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