La nostra copertina: ‘MADONNA DELLO SPLENDORE” di Rita Colaiocco. Rita Colaiocco è la pittrice che illustra la copertina di questo 23° numero di “Madonna dello Splendore”. La gioia e la felicità sono le dominanti della pittura della Colaiocco, definita, a più riprese, “pittrice dei fiori” e “pittrice della luce”, due elementi che arricchiscono i suoi quadri. Ritroviamo nella nostra copertina la luce radiosa del magico momento dell’apparizione della Madonna dello Splendore. Il credente attinge forza e serenità da questa immagine che è dominata, oltre che dalla Madonna, anche dal paesaggio quasi bucolico. Rita Colaiocco ha partecipato a molte mostre di pittura, conseguendo importanti premi.
Rivista "Madonna dello Splendore n. 23
Giulianova, 22 aprile 2004
Stampato dalla Tipolito Braga
di Giulianova Lido.

 

 

Gabriele D'Annunzio scrisse a Bindi usando un passo della Lande di Dante

 

 

Da Stèphane Mallarmè un biglietto
in francese

 

 

La lettera di Alessandro Manzoni
definita "rarissima" da Bindi

 

 

La lettera originale di Giacomo Leopardi
al padre

 

 

GLI INEDITI DELLA BIBLIOTECA CIVICA “VINCENZO BINDI”: UN TESORO NEL TESORO

di Ludovico Raimondi

L’8 giugno 2003 si è svolta, presso il Museo d’Arte dello Splendore, l’esposizione di lettere e documenti originali Autografi degli illustri personaggi del 1700 e 1800 dalla raccolta del Prof. Vincenzo Bindi. La raccolta rappresenta una ricchezza documentale distintiva del fondo bindiano della Biblioteca Civica intitolata all’insigne umanista. Il progetto, di cui si è reso promotore l’allora Presidente del Consiglio del Comune di Pescara, Augusto Di Luzio, in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica per l’Abruzzo, è stato ampliato dall’amministrazione comunale di Giulianova del periodo, per interessamento dell’Assessore alla Pubblica Istruzione, delegato alla Cultura, Giampiero Di Candido. L’evento, di conseguenza, si è articolato in due fasi : una prima a Pescara, nel bimestre marzo-aprile, presso il Museo d’Arte Moderna, di cui è direttore un giuliese, Loreto Romano, ed una seconda a Giulianova, appunto al Mas. In entrambe le occasioni sono stati esposti “pezzi” inediti di grandi figure della Letteratura, della Storia e dell’Arte, tra  le quali hanno fatto spicco Giosuè Carducci, Alessandro Dumas, Vittorio Emanuele II, Silvio Pellico, Massimo D’Azeglio, Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini, Pietro Ma scagni, Mallarmé, Gabriele D’Annunzio ed altri ancora. Una particolare interesse ha suscitato la lettera di Giacomo Leopardi, datata Bologna 8 febbraio 1826, scritta al  “Carissimo Signor Padre”, pubblicata dal Bindi con una nota di Nicola Zingarelli nel volume In Memoria di Enrico ed Alberto Bindi  ed anche nell’Epistolario del poeta di Recanati, edito dalla Casa Editrice Bollati Boringhieri di Torino nel 1998, con il privilegio della raffigurazione nella copertina del cofanetto. Le lettere, fotografate con amorevole professionalità da Antonio Di Loreto, della Soprintendenza Archivistica, e riprodotte ingrandite in dieci pannelli, sono state estrapolate  (almeno quelle  che è stato possibile staccare dai fogli senza comprometterne l’integrità) tra le circa 400 che compongono l’album più corposo della raccolta bindiana di autografi. Al Mas è stato aggiunto anche il diario manoscritto del violoncellista giuliese Gaetano Braga Ultime Memorie di mia Vita” (14 Agosto 1905 - 4 Aprile 1906), sia per conferire un tocco di sano localismo all’evento sia per valorizzare la testimonianza della presenza in Biblioteca di un artista notevole e di un personaggio di fama mondiale, apprezzato in Italia ed all’estero più di quanto lo fosse e  lo sia tuttora – anche per gretti pregiudizi - a Giulianova, la città natale che egli portò sempre nel cuore. Nella manifestazione di apertura della mostra Di Candido, intervenendo dopo i saluti del Vice Sindaco Mimì Di Carlo, spiegò di avere “raccolto con entusiasmo l’invito del Presidente Di Luzio (assente per la concomitanza delle elezioni amministrative di Pescara; nda), perché in linea con la politica culturale che ci siamo dati di valorizzare il patrimonio in nostro possesso, che è un grande patrimonio”. Il Direttore della Soprintendenza Archivistica per l’Abruzzo, Gerardo Miroballo, già direttore dell’Archivio di Stato di Teramo dal 1974 al 1986, risaltando il compito di un’amministrazione di far conoscere all’esterno il proprio patrimonio, sottolineò “come i beni culturali di un luogo siano di appartenenza di tutti i componenti di quel luogo, non dei governanti”. Ampliando il concetto, il Direttore Tecnico-Scientifico del Polo Museale Civico di Giulianova, il critico d’arte Francesco Tentarelli, anche in previsione dell’apertura di lì a breve della mostra dei dipinti inediti e non esposti della Pinacoteca Civica, l’Ottocento dei depositi, rilanciò, a ragion veduta, la definizione di “museo di tutti” l’insieme di contenitori museali, monumenti, reperti archeologici ed artistici  esistenti in una città. Giulianova, come e più di altre realtà della Regione, può fregiarsi di tale identificazione, grazie ad un invidiabile sistema museale e biblioteconomico, pubblico e privato, che ne fa un fenomeno raro, se non unico, in Abruzzo e che la pone all’avanguardia anche nel concetto di distretto turistico-culturale.  Il ricordo della giornata e dell’iniziativa dello scorso giugno, della quale sarà data alle stampe una pubblicazione,  spinge a soffermarsi più compiutamente sulla raccolta bindiana dell’epistolario e della corrispondenza. Già nel dicembre 1998, in occasione della commemorazione del 70° anniversario della morte di Vincenzo Bindi, avvenuta il 2 maggio 1928, il Comune di Giulianova, in collaborazione con la Biblioteca Civica e con l’ex Centro Servizi Culturali della Regione Abruzzo e del suo direttore Aldo Marroni, sono stati ristampati due volumi dell’esimio professore: Il paesaggio a Napoli nel secolo XIX e l’artistica famiglia Carelli e Niccolò da Guardiagrele. Nell’introduzione del secondo volume ho trattato della risorsa di documenti autografi ed inediti, che sono una fonte inesauribile di studi e di ricerche, anche a livello nazionale. Come premessa complementare alla dotazione inedita, vale anche la pena ricordare, per brevi linee, la copiosa produzione edita di Bindi autore di capisaldi della cultura meridionale. Mi limito a ricordare  Monumenti Storici ed Artistici degli Abruzzi, con prefazione di Ferdinando Gregorovius  (1889) ;  Castel San Flaviano,  presso i Romani Castrum Novum e di alcuni monumenti d’arte negli Abruzzi segnatamente nel Teramano (1879-1882) ; Artisti abruzzesi” (1883) ; S. Clemente  a Casauria e il suo Codice Miniato nella Biblioteca Nazionale di Parigi (1913). Il  Dizionario bibliografico della gente d’ Abruzzo di Raffaele Aurini, che ha conosciuto la ristampa in una recente e moderna edizione, enumera 102 scritti editi della bibliografia. In quanto al lascito bibliografico, il nucleo originario constava di circa ottomila  fra volumi e pubblicazioni. Gianmario Sgattoni, nell’apprezzabile articolo  Leopardi Manzoni Carducci Verga fra gli inediti della “Bindi” , pubblicato sulla rivista Dimensioni , riferisce come successivamente il nucleo fu arricchito nel periodo dal 1928 al 1953 dal primo conservatore della Biblioteca, Giuseppe De Bartolomei, al quale successe, nella veste di Direttore incaricato dalla Soprintendenza di Pescara, Raffaele Aurini, che ebbe l’onore e l’onere dell’apertura al pubblico della nostra istituzione  nel 1957. Oggi  la Biblioteca vanta oltre 28.000 libri distribuiti in dieci sezioni, delle quali il fiore all’occhiello è la Sezione Abruzzese, una delle più antiche della Regione con i suoi  7000 volumi e 110 raccoglitori di miscellanea. Il patrimonio di libri rari e di pregio comprende 33 cinquecentine  e numerosi volumi del ‘600, ‘700 e ‘800. Di particolare valore i tre  incunaboli  Epigrammata Cantalycii Et Aliquorum Discipulorum Eius  ( Venetiis, per Matheum Capcasam, 1493 ); Opera Omnia di I.A. Campanus ( Roma, Eucharius Silber, 1495) e  De Arte Amandi di Ovidio ( Venezia, G. Tacuino de Tridino, 1494). Quest’ultimo fu scoperto, nel corso di un  restauro da parte della Soprintendenza dei Beni Librari di Pescara,  incorporato in una legatura unica con l’edizione del 1518 di un’altra opera di Ovidio, Amorum Libri Tres . La scoperta dell’incunabolo ovidiano ha preceduto di pochi anni quella di una lettera autografa di Giuseppe Garibaldi all’amico C. Augusto Vecchj, datata Baltimora 30 dicembre 1853, ma spedita da Londra nel Gennaio 1854, come dimostra il frontespizio, in cui sono riportate due incisioni di francobolli inglesi, un ten pence e un one penny, passato alla fama come penny black. Il rinvenimento, opera del custode bibliotecario temporaneo Tommaso D’Angelo, richiamò l’attenzione dei mezzi di informazione e della Rai. L’aspetto più significativo, tuttavia, è che i due casi di rinvenimento dimostrano che il tesoro librario e documentale, nascosto nelle secrete della Biblioteca, non è ancora venuto completamente alla luce. Il caso della lettera di Garibaldi contorna persino di mistero e di inquietudine la ricchezza riconosciuta all’Istituzione, in quanto non catalogata tra gli inediti lasciati da Bindi. Chiusa questa, a mio avviso, importante parentesi, va menzionatala raccolta delle Leggi che abbracciano il periodo dal 1818 al 1868 nel contesto della dotazione bibliografica della Bindi che si rivela, dunque, di grande pregio ed interesse. Un decisivo salto di qualità, tuttavia, si deve  al sostanzioso “corpus” costituito dagli inediti dell’epistolario, che rivela l’anima del collezionista maniacale di Bindi, e della corrispondenza, che in più parti svela del Professore un certo culto della prestigiosità. Il patrimonio   librario nelle   Biblioteche  Pubbliche della Provincia   di Teramo, compimento di un meritorio studio a cura della Classe III Sezione A del Liceo  Classico  “Melchiorre Delfico“ di Teramo coordinato dal Prof. Gabriele Di Cesare , indica in quasi 15.000 il numero complessivo delle lettere, dei biglietti e degli abbozzi, corredato anche da 150 fotografie. Nel novero, Pasquina Scoscina, nella sua tesi di laurea  Inventario della Corrispondenza di Vicenzo Bindi , presso la Facoltà di Magistero de L’Aquila, elenca  5.427 lettere della corrispondenza. L’ampia  riserva della corrispondenza letteraria ed artistica” e degli autografi,  è ben composta in 26 volumi, cui si aggiungono le raccolte di Autografi di volumi commemorativi di Enrico ed Alberto Bindi , che hanno poi conosciuto le stampe in quattro volumi ; una cartella di schede per gli Illustri Medici Abruzzesi che furono anche scrittori e tredici cartelle di notizie e documenti  sugli Scrittori Abruzzesi, dagli Antichi a’ Moderni ; due raccoglitori dei manoscritti e di corrispondenza di Gonsalvo Carelli, suocero del Bindi ed esponente carismatico della “Scuola di Posillipo”, che munificò il genero di una preziosa porzione dei 400 quadri che costituiscono il patrimonio artistico, esposto o riposto,  della Pinacoteca. Tra le lettere inedite, di pregio esclusivo  una trascrizione, ad opera di un francese, del testamento del Cardinale Mazarino, datato 8 Marzo 1661, un manoscritto in lingua araba, in attesa di traduzione, e  tre missive  inviate a Bindi dalla Santa Sede. Nella prima, datata 2 Aprile 1911,  Papa Pio X scrive: “ Ai diletti coniugi Comm. Prof. Vincenzo Bindi e Rosa Carelli coi più vivi ringraziamenti per il dono del prezioso volume , che ricorda i loro tre figliuoli chiamati dal Signore a ricevere il premio delle loro virtù , e col voto che nella grave tribolazione li conforti sempre il santo pensiero della fede,  che quegli spiriti eletti dal cielo li guardano e pregano per essi , in segno di gratitudine e di benevolenza impartiamo di cuore l’apostolica Benedizione”. Nella seconda del 5 Aprile, la Segreteria di Stato di Sua Santità invia al Bindi una lettera di accompagnamento alla precedente di Papa Pio X nella quale viene comunicato al Professore che “... non pago di ciò , il Santo Padre quasi a perpetuare il ricordo di questa benevolenza ha voluto destinarLe una medaglia commemorativa , arricchita della venerata Sua effigie, che acclusa in apposito astuccio , Le spedisco oggi stesso , in plico separato...”. Le due lettere rispondono all’invio al Pontefice del libro In memoria di Alberto Bindi , avvenuto da parte di Bindi e Signora Rosina il 31 Gennaio 1911, per ricevere gli eccellentissimi conforti del Papa nell’ennesimo dolore per la morte del terzo figlio, dopo quelle di Ernesto ed Enrico. Nella terza lettera, del 10 marzo 1918, è Papa Benedetto XV che scrive ai coniugi Bindi “Ai diletti Figli , il Comm. Prof. Vincenzo Bindi e la pia sua consorte , pregando perché la loro rassegnazione  ai diversi voleri  sia forte e perenne  come l’affetto che li tiene congiunti alla cara memoria dei loro tre amati figliuoli , impartiamo di cuore , in argomento di paterno affetto ed in auspicio dei celesti conforti , l’Apostolica Benedizione”. Ritengo altrettanto meritevoli di interesse i manoscritti, quaderni, diari, partiture e fascicoli di spartiti musicali, del violoncellista giuliese Gaetano Braga, che al Bindi fu legato da amicizia: il ricordato diario  Ultime Memorie di mia Vita;  il quaderno  Primo volume delle lettere a mio nipote Gaetano Braga ( 29 Maggio 1898 - 16 Agosto 1899 );  Diari delle sue ultime confessioni (14 Gennaio 1891 - 13 Ottobre 1893 ) ;  la partitura Ave Maria   in chiave di Sol per Soprano ed organo ;  la partitura Marcia Giuliese,  trascritta  per banda, di Luigi Leoni ; I Tre Bouquets di Margherita, romanzata per canto, piano e violoncello ;   Trascrizione  della musica   per  violoncello  (12 Settembre 1880 - 11 Agosto 1882) ;  Il fascicolo Ruy Blas ,   melodramma   tragico   di Giovanni   Peruzzini , musicato da Braga , 1865, ed ancora dell’opera i fascicoli dello spartito musicale manoscritto del 1° atto, 1865 ; il fascicolo con spartiti musicali manoscritti di  Secondo , Terzo e Quarto Atto ; Parti della scena IV del Primo Atto e prima stesura del Secondo Atto , non presente nel libretto di Peruzzini. La raccolta proveniente dal musicista giuliese comprende due lettere inedite: una olografa, del 13 Aprile 1884, nella quale Braga manifesta all’amico Luigi Leoni la grande nostalgia verso i suoi cari, gli amici e Giulianova, ed una dattiloscritta, del 12 Settembre 1906 , inviata al violoncellista, in quel di Parigi, dal figlio del fratello minore Giuseppe, Umberto Braga, che solleva un triste velo dalla situazione di rapporti parentali lacerati da questioni di interessi. In tema musicologico, mi sembra doveroso considerare preziosa e rara anche una prima edizione dell’opera lirica La forza del destino di Giuseppe Verdi, recente donazione alla Biblioteca da parte del coordinatore della Mostra-Mercato “Giulianova Antiques”, Gianni Brandozzi,
Discorso a parte meritano gli Autografi d’illustri personaggi antichi e contemporanei posseduti dal Grande Uff.le Prof. Vincenzo Bindi”, custoditi - come l’insigne  umanista tenne a rimarcare - in un copioso album  coperto di seta damascata con decorazioni di metallo e scudo nel centro portante il monogramma V.B.”. Dall’imponente raccoglitore di circa 400 lettere e autografi, al quale diedero un contributo non di poco conto “le premure e le cortesi partenopee insistenze” della moglie di Bindi, Rosina Carelli, nel ruolo di mittente o destinataria di autorevoli corrispondenti, sono state estrapolate le lettere che si sono state esposte al Museo d’Arte Moderna di Pescara ed al Mas di Giulianova. Quantomeno nella consistenza dell’epistolario, il volumone non presenta un definito sentiero filologico, una direttrice tematica o monotematica. Vi si riscontra, semmai, una frammentarietà che stride con l’ordine ed il decoro del Bindi collezionista e catalogatore, ma che non scalfisce il fascino ed il valore documentale della collezione. Ve ne sono diverse che parlano davvero da sole. Tra di esse, mi limito a ricordare, senza voler nulla togliere all’importanza delle omesse, una lettera di Alessandro Manzoni, definita “rarissima” da Vincenzo Bindi.
     
La lettera di Leopardi pubblicata dall'Epistolario della Bollati Boringhieri

 

 
     
   
E poi la già citata missiva scritta da  Giacomo  Leopardi  al  padre Monaldo. E’ dalla corrispondenza, però, che ci viene consegnata la chiave di lettura dello spirito teso alla prestigiosità ed alla grandezza di Bindi e della condiscenda della moglie Rosina nell’intrecciare rapporti epistolari diretti con lo scopo di raccogliere testimonianze autorevoli e illustri del loro tempo, fatte salve quelle figure comunque elevate, quali Francesco D’Ovidio, Gennaro Finamore, Ferdinando Gregorovius, Giovanni Pansa, Francesco Torraca, Eduardo Winkelmann, Nicola Zingarelli ed altri ancora, che furono suoi amici. Vorrei riportare, proprio a chiusura del concetto e sorreggendomi alla più degna scelta di Sgattoni in “Dimensioni”, quelle che appaiono più emblematiche dell’intraprendenza dei coniugi Bindi, spesso promotori di richieste di autografi o scritti ai personaggi illustri, ritengo non soltanto per (apparente) vanità quant’anche per una raccolta di documenti di valore artistico. Così avvenne, secondo una mia interpretazione vagamente psicanalitica, con Giovanni Verga, il quale, su sollecitata risposta, inviò a Bindi un foglio autografo con versi trascritti dai canti popolari siciliani, pubblicati nelle Scene Drammatiche in due atti de La Lupa, accompagnato da un biglietto da visita, in cartoncino, datato Catania, 9 Febbraio 1897, nel quale si legge:
Chiar.imo Signore,
      Poiché la sua gentile
      Signora si contenta di
      sì poca cosa, eccole
      due versi che le trascrivo
      dai canti popolari
      siciliani pel suo album.
      La ringrazio della sua cortese
      Lettera e me le professo
      Obbligatissimo.
                     Giovanni Verga (a stampa).
 
Dello stesso significato, le lettere di due “Nobel” per la Letteratura. Di Giosuè Carducci alcune righe del 23 aprile 1886, forse in riscontro ad una richiesta di giudizio del Bindi che gli aveva inviato l’opera S. Clemente a Casauria e il suo Codice Miniato nella Biblioteca Nazionale di Parigi :
Preg. Sign.
          Giudicare io reputo
Azione almeno immodesta, ciarlatanesca
poi quando sia di materie
non pertinenti a nostri studi
abituali, disonesta quando
manchi il tempo a ben studiare
il soggetto del giudizio. Questo
è il mio caso col bellissimo
libro della S.V. La quale
io prego voglia contentarsi
ch’io La ringrazii
               dev.
                  Giosuè Carducci.
 
Ed infine Grazia Deledda, in un cartoncino da visita da Via Sallustiana 4, in Roma:
Grazia Deledda Madesani
Ringrazia e saluta il prof. Bindi
E la sua gentile signora
 
 
che accompagna questo pensiero:
Incontrare una persona sconosciuta,
dirle il nostro nome, sentirsi
rispondere con gioia “oh, siete
voi!” come ad un amico
che si è levata la maschera,
ecco il piacere più squisito
per un artista.
               Grazia Deledda.
 
Non credo vada aggiunto altro, ma da qualunque motivazione abbia avuto origine, il tesoro indiano è di inestimabile valore e rende la Biblioteca Civica unica in Abruzzo.
 
 
FONTI BIBLIOGRAFICHE CONSULTATE:
1)  V. Bindi, In Memoria di Enrico ed Alberto Bindi , Napoli, R. Stabilimento Tipografico Giannini, 1911; 
2)  Riccardo Cerulli , Giulianova 1860, Teramo, “Abruzzo Oggi”, 1968, pagg. 343-344. L’Avvocao e Storico  Cerulli cita, nella nota 146 a pag.344, il periodico mensile “ La Battaglia delle Idee” del Centro Culturale “ Antonio Gramsci” di Teramo, che parla del prezioso lascito del Bindi nel n. 4 - Anno IV - nuova serie;
3)  Gianmario  Sgattoni , Leopardi Manzoni Carducci Verga fra gli nediti della “Bindi” , pubblicato sulla rivista   Dimensioni ( N. 1 - Anno II, Gennaio - Febbraio 1958, pag. 67);
4)  R. Aurini, Dizionario Bibliografico della Gente D’Abruzzo ,Teramo, Ars et Labor, 1958, Vol. III, pagg. 232-265;
5)  Pasquina Scoscina , Inventario della corrispondenza diVincenzo Bindi “ , Tesi di Laurea Anno Accademico 1971-72 presso la Facoltà di Magistero de L’Aquila;
6)  Il patrimonio librario nelle biblioteche pubbliche della provincia diTeramo, a cura della Classe III Sezione A del Liceo   Classico  “Melchiorre Delpico “ di Teramo, “ Progetto  Giovani “, Anno Scolastico 1996/97, coordinatore Prof. Gabriele Di Cesare, Centro Culturale Aprutino - Bellante , con i tipi della Deltagrafica di Teramo, Luglio 1997;
7)  Pasquale Rasicci, Giulianova , Colonnella,/Te, Grafiche Martintype srl., Luglio 1997;
8)  Cfr,  Una Idea di Biblioteca Cittadina,  nella rivista  “Madonna dello Splendore” , a cura  di Mario Orsini e Pierino Santomo,  n. 12, 1993;
9)  Cfr,  Il ritorno in biblioteca delle memorie  di  Gaetano Braga, nella rivista  “Madonna dello Splendore “, a cura  di Mario Orsini e Pierino Santomo,  Pagliare del Tr. (Ap). Grafiche Riunite, n.15, 1996;
10) Margherita Maria Antonelli, Le cento città d’Italia Illustrate : Giulianova, la Posillipo degli Abruzzi, Teramo, Galleria d’Arte Moderna di Carla Limoncelli & C., 1992, ristampa dalla copia originale di Giulianova, la Posillipo degli Abruzzi, edita dalla casa editrice Sanzogno nel 1927;
11) AA.VV., Vincenzo Bindi, a cura di Aldo Marroni, Pescara, Industria Garfica Dema, 1991. Oltre alla nota del curatore ed ai titoli di presentazione del Sindaco dell’epoca, Franco Gerardini, e di introduzione dell’Avv. Riccardo Cerulli: V.B. e l’oreficeria Abruzze di Ezio Mattiocco ; I Cento anni dei “Monumenti” di V.B. di Damiano F. Fucinese ; La Cultura Estetica di V.B. di Aldo Marroni ; V.B. e la Storiografia abruzzese di Roberto Ricci, V.B. collezionista di Filomena Piccioni, e Note sulla presenza di V.B. nel Consiglio Provinciale di Teramo di Sandro Galantini;
12) Vincenzo Bindi,  Il paesaggio a Napoli nel secolo XIX e l’artistica famiglia Carelli, a cura del Comune di Giulianova- Assessorato alla Cultura- Biblioteca Pinacoteca Civica “V. Bindi” e Regione Abruzzo- Centro Servizi Culturali Giulianova, Mosciano S. Angelo, Selva Piana, Media Edizioni, dicembre 1998;
13) Vincenzo Bindi, Niccolò di Guardiagrele, a cura del Comune di Giulianova- Assessorato alla Cultura- Biblioteca Pinacoteca Civica “V. Bindi” e Regione Abruzzo- Centro Servizi Culturali Giulianova, Mosciano S. Angelo, Selva Piana, Media Edizioni, dicembre 1998;
14) Sandro Galantini, Giulianova : quattro biblioteche  per una Città in Abruzzo e Sabina, Pescara, Editrice Nova Italica, Anno XVIII, n. 4 Maggio 1995;
15) S.Galantini e L.Raimondi, Giulianova, a cura Comune di Giulianova- Assessorato alla Cultura, grafica e realizzazione Associazione Atlantide, Teramo, stampa Deltagrafica, impaginazione e fotolito Emmegrafica; 
16) Epistolario di Giacomo Leopardi,  a cura di Franco Brioschi e Patrizia Landi, Editrice Bollati-Boringhieri, Torino,  Vol. 1, 1998.