La nostra copertina: “MADONNA DELLO SPLENDORE” di Antonio Di Fabrizio La copertina del XXII numero della Madonna dello Splendore è quest’anno opera importante e bellissima del pittore pennese Antonio Di Fabrizio. Menzionato dagli storici dell’arte come rappresentante, insieme a Gigino Falconi, di una nuova figurazione abruzzese, ci dà della “nostra” Madonna, un’immagine di grande effetto, sospesa com’è tra un’atmosfera metafisica e un’aurea rinascimentale. Di Fabrizio ha concluso i suoi studi presso il Magistero d’Arte di Porta Romana di Firenze. E’ stato docente di discipline pittoriche negli Istituti d’Arte di Isernia, Chieti e Pescara. Ha iniziato la sua carriera artistica partecipando nel 1953 al IV Premio Avezzano dove vinse il Premio Unico per il Disegno. Da allora ha ottenuto numerosissimi altri riconoscimenti. Moltissime le sue personali e collettive in Italia e all’estero. -Marialuisa De Santis-.
Rivista "Madonna dello Splendore n. 22
Giulianova, 22 aprile 2003
Stampato dalla Tipolito Braga
di Giulianova Lido.
 
Giulianova virtuale in 3D, lavori in corso.
di Manuel Bastioni
 
Da tempo sono in corso studi su Giulianova che hanno contribuito in maniera determinante ad accrescere l’interesse sull’antico aspetto urbanistico e architettonico della città. Attualmente siamo in possesso di una consistente letteratura sull’argomento,  in grado certamente di soddisfare le esigenze degli addetti ai lavori: ricerche di archivio, rilievo dei monumenti, saggi critici.
 
Eppure, la maggior parte di queste informazioni rimane inaccessibile al grande pubblico, scoraggiato da un uso eccessivo di tecnicismi e da un linguaggio troppo specialistico.
Per divulgare e descrivere a tutti questo affascinante argomento è necessario ricorrere a linguaggi più immediati e di facile comprensione. Personalmente sono convinto che una sola immagine possa rappresentare efficacemente la summa della maggior parte delle ricerche già svolte, che hanno come unico scopo quello di restituire una “veduta” del passato.
Le nuove tecnologie ci permettono oggi di realizzare una ricostruzione di qualità fotografica,  fedele nei minimi dettagli e fatta con criterio scientifico, dell’aspetto originale dei manufatti architettonici e dell’ambiente in cui erano inseriti. Le vecchie simulazioni , realizzate con tecniche pittoriche, non riuscivano assolutamente  ad avvicinarsi a “l’effetto realtà” ottenibile oggi con la computer grafica, che possiede almeno tre caratteristiche in più.
Innanzitutto consente  di ottenere immagini realmente oggettive ed impersonali: anche l’artista più tecnicamente preparato non  poteva raggiungere quella alta precisione di calcolo e quel distacco emotivo-stilistico che invece sono propri della macchina. Ad esempio, il calcolo delle ombre, pur essendo effettuato con le stesse regole della geometria proiettiva, conduceva a risultati sempre ed inevitabilmente approssimativi, che in una certa percentuale erano affidati alla sensibilità del grafico. Il computer, invece, con algoritmi molto complessi, tipo il “tracciamento dei raggi” (raytracing) o il calcolo della luce interdiffusa (radiosity), riescono a creare simulazioni pressappoco identiche alla realtà.
     
Fig. 1

 

Rendering fotorealistico della torre, simulato con le luci del tramonto estivo.
Si tratta di un'immagine decontestualizzata, in quanto mancano gli edifici circostanti (in particolare la Rocca vera e propria) e le mura della città. Queste ultime sono in fase di modellazione. Man mano che gli edifici verranno completati, saranno pubblicati on line su www.dedalo-3d.com
 

Rendering fotorealistico della torre, simulato con le luci del tramonto estivo. Si tratta di un'immagine decontestualizzata, in quanto mancano gli edifici circostanti (in particolare la Rocca vera e propria) e le mura della città. Queste ultime sono in fase di modellazione. Man mano che gli edifici verranno completati, saranno pubblicati on line su www.dedalo-3d.com

     
Inoltre, il computer permette di creare veri e propri filmati: una telecamera virtuale può entrare e muoversi nell’ambiente ricreato, e farci osservare la scena da infiniti punti di vista. La TV, ad esempio, ci ha abituati a vedere sequenze video all’interno delle piramidi, di antichi templi, o durante il combattimento di due dinosauri.
Infine, le nuove tecnologie permettono di interagire con gli spazi creati, di muoversi al loro interno e persino di prendere e spostare oggetti, aprire porte ed esplorare nella sua generalità qualsiasi ambiente.
Sarebbe straordinario poter applicare queste tecnologie anche nella rappresentazione dell’antica Giulianova, creare foto del nostro passato, immagini che sintetizzino in un solo colpo d’occhio tutto quanto si è appreso fino ad oggi.
Io tempo fa realizzai alcune immagini sintetiche riguardanti il Duomo di S. Flaviano, ma queste rischiavano di rimanere rappresentazioni isolate e frammentarie, fini a se stesse; fortunatamente non è così, perché  i miei  primi lavori  hanno trovato la giusta collocazione all’interno di un  progetto, accessibile a tutti, ospitato nel sito www.dedalo-3d.com
     
Fig. 2

 

Rendering fotorealistico della torre, presentata però da una nuova ed inedita angolazione a "volo d'uccello".
Grazie all'uso dei modelli tridimensionali è possibile "fotografare" la torre da qualsiasi punto di vista.
 
 

Rendering fotorealistico della torre, presentata però da una nuova ed inedita angolazione a "volo d'uccello". Grazie all'uso dei modelli tridimensionali è possibile "fotografare" la torre da qualsiasi punto di vista.

     

La dedalo-3d, che si occupa in generale di grafica 3D, rendering e multimedia, sta lavorando da diverso tempo a questo progetto che   si propone di ricostruire nella sua interezza  la cittadella rinascimentale di Giulianova. Tutte le immagini che potete vedere in queste pagine mostrano alcune fasi dello sviluppo di quest'idea, che consiste in un “progetto aperto”, i cui risultati sono accessibili a tutti e a cui tutti possono partecipare. Questo significa che le immagini, i filmati e i prodotti interattivi che ne verranno fuori saranno liberamente utilizzabili da tutti a patto di chiedere semplicemente il permesso agli autori. Man mano che il lavoro procede, il materiale prodotto viene pubblicato nella sezione Lab del sito www.dedalo-3d.com.

     
Fig. 3
 
 Restituzione prospettica partendo da una foto di inizio secolo. è stata calcolata la  posizione del fotografo, nonché, con un certo margine d'errore, la larghezza focale dell'obbiettivo usato.
 
 

Restituzione prospettica partendo da una foto di inizio secolo. è stata calcolata la  posizione del fotografo, nonché, con un certo margine d'errore, la larghezza focale dell'obbiettivo usato.

     

Qui sopra vengono riportati alcuni momenti della modellazione dell'aspetto originario, o comunque ottocentesco, che aveva il torrione  “il Bianco” prima di essere decapitato. Gli unici dati in nostro possesso derivano dal rilievo dello stato attuale e da alcune foto risalenti all'inizio del secolo scorso, abbiamo utilizzato il computer per analizzare tali immagini e risalire alle misure dei vari elementi archittettonici. Purtroppo, a causa delle distorsioni dei primi obiettivi fotografici e del soggetto privo di spigoli vivi (necessari per la corretta generazione della griglia tridimensionale), il margine di errore ottenuto si aggira sui 15 cm, per cui i risultati non sono adatti ad un'analisi proporzionale. Tuttavia, le immagini ottenute (che comunque devono ancora essere arricchite di particolari)  sono molto vicine alla realtà del manufatto “funzionante”. Ovviamente lo sfondo e il terreno attorno alla torre sono arbitrari; in particolare per queste immagini sintetiche e' stata scelta la luce del tramonto estivo, più adatta a nostro parere a rendere l'effetto di maestosa bellezza del torrione. Abbiamo scelto due punti di vista significativi: in una foto il torrione e' rappresentato, all'incirca, da un'angolazione ben nota a tutti grazie alle antiche cartoline più volte pubblicate; nell'altro invece c'e' una prospettiva assolutamente inedita e ovviamente mai realizzata  prima, una veduta a volo d'uccello. E' importante specificare che, grazie al software utilizzato,  possediamo il modello tridimensionale della torre, per cui non solo possiamo “fotografarla” da infiniti punti di vista, ma possiamo anche vedere  l'aspetto che essa aveva durante le varie ore del giorno, e girare veri e propri filmati per simulare, ad esempio, l'attacco di un esercito nemico.

 
Fig. 4

 

Solido 3 D della Chiesa di S. Anna.
è ancora allo stato "grezzo", privo di simulazione dei materiali e di illuminazione diurna.
A differenza del Torrione, qui abbiamo realizzato un modello dello stato attuale del monumento, basandoci su un rilievo di notevole precisione.
Sarà poi semplice ricostruire l'aspetto originale del tetto.
 

Solido 3 D della Chiesa di S. Anna. è ancora allo stato "grezzo", privo di simulazione dei materiali e di illuminazione diurna. A differenza del Torrione, qui abbiamo realizzato un modello dello stato attuale del monumento, basandoci su un rilievo di notevole precisione. Sarà poi semplice ricostruire l'aspetto originale del tetto.

     

Lo stesso vale per la ricostruzione del Duomo di S. Flaviano,  e della chiesa di S. Anna, in cui però la precisione e l'accuratezza sono molto maggiori di quelle utilizzate nel torrione. Lo scopo è quello di riunire tutti questi modelli tridimensionali in modo da ottenere una vera e propria “Giulianova    antica”  sintetica, non solo da fotografare da qualsiasi angolazione prospettica, ma da utilizzare a fini didattici.

     
Fig. 5

 

Il Duomo di S. Flaviano non fu costruito rispettando il progetto originale, a causa dell'alto costo che avrebbe avuto l'opera prevista.
Quello che possiamo visitare oggi è dunque una versione "semplificata" per motivi economici.
Nell'immagine si vede la ricostruzione tridimensionale di come sarebbe stato il Duomo se fosse stato realizzato secondo i dettami del disegno iniziale.
 

Il Duomo di S. Flaviano non fu costruito rispettando il progetto originale, a causa dell'alto costo che avrebbe avuto l'opera prevista. Quello che possiamo visitare oggi è dunque una versione "semplificata" per motivi economici. Nell'immagine si vede la ricostruzione tridimensionale di come sarebbe stato il Duomo se fosse stato realizzato secondo i dettami del disegno iniziale.

     

Infatti sarà possibile muoversi virtualmente per le strade ed entrare nei principali edifici (e' in cantiere anche una ricostruzione del Palazzo Ducale), ed esplorare in tutta libertà la ormai irrimediabilmente perduta cittadella del '400, realizzando un sogno che solo le nuove tecnologie possono far divenire realtà.