La nostra copertina: “MADONNA DELLO SPLENDORE” di Antonio Di Fabrizio La copertina del XXII numero della Madonna dello Splendore è quest’anno opera importante e bellissima del pittore pennese Antonio Di Fabrizio. Menzionato dagli storici dell’arte come rappresentante, insieme a Gigino Falconi, di una nuova figurazione abruzzese, ci dà della “nostra” Madonna, un’immagine di grande effetto, sospesa com’è tra un’atmosfera metafisica e un’aurea rinascimentale. Di Fabrizio ha concluso i suoi studi presso il Magistero d’Arte di Porta Romana di Firenze. E’ stato docente di discipline pittoriche negli Istituti d’Arte di Isernia, Chieti e Pescara. Ha iniziato la sua carriera artistica partecipando nel 1953 al IV Premio Avezzano dove vinse il Premio Unico per il Disegno. Da allora ha ottenuto numerosissimi altri riconoscimenti. Moltissime le sue personali e collettive in Italia e all’estero. -Marialuisa De Santis-.
Rivista "Madonna dello Splendore n. 22
Giulianova, 22 aprile 2003
Stampato dalla Tipolito Braga
di Giulianova Lido.
 
Il Battistero del Duomo di San Flaviano, bellissima opera di Crocetti (particolare).
(Foto di Pierino Santomo)
 
Pescatorello con cappello (1935)
bronzo, particolare.
 
"Il Giovane cavaliere della Pace"
di Venanzo Crocetti
 
Bozzetto per "Il cavaliere della Pace"
di Venzo Crocetti.
 
 

VENANZO CROCETTI

di Marialuisa De SANTIS

E’ morto a Roma il 3 febbraio del 2003 Venanzo Crocetti. Venanzo Crocetti era nato a Giulianova nel 1913. Si dice che a cinque anni già disegnasse prodigiosamente, e che lo facesse col carbone, sulle pareti di casa e sulle pietre che lastricavano le strade del suo paese natale. Forse era l’unico gioco concesso a quei tempi ad un bambino, non appartenente ad una famiglia abbiente ma sensibile e dotato di precoci capacità artistiche. La vita acuirà la sensibilità del giovane Crocetti, riservandogli troppo presto sofferenze presumibilmente laceranti a livello psicologico. Costretto dalla perdita di entrambi i genitori a lasciare Giulianova, porterà con sé l’affabulante “gioco” del disegno che diventerà per lui il filo conduttore della vita, anzi, la vita stessa, come lui ebbe a dichiarare più volte: “…scultura e disegno…Questo per me è tutto ed è la mia vita..” ( Venanzo Crocetti. Sculture e opere su carta dal 1932 al 2000, Edizioni MAS, Giulianova).

Lo studio duro e la dedizione quasi ascetica, totale, al mondo dell’arte, dettero presto i loro frutti. Crocetti ottenne giovanissimo premi e riconoscimenti. Nel 1932, non ancora ventenne, vinse il concorso di scultura dell’Accademia di San Luca e due anni dopo venne invitato per la prima volta alla Biennale di Venezia che vincerà nel 1938. Partecipò, premiato nel ’41, anche a molte Quadriennali d’Arte di Roma. Ottenne le prestigiose cattedre di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Venezia ( succedendo ad Arturo Martini), di Firenze e infine di Roma.

Fu Accademico Nazionale di San Luca, Accademico delle Arti del Disegno di Firenze, dell’Accademia di San Fernando di Madrid e di altre Accademie di Belle Arti. Fu insignito della Medaglia d’Oro dei Benemeriti dell’Arte e della Cultura.

Forse l’opera che gli dà più lustro e comunque l’ha reso noto al mondo intero è la Porta dei Sacramenti della Basilica di San Pietro per la quale lavorò quindici anni e che venne inaugurata nel 1966 da Paolo VI.

Ma fama internazionale gli ha procurato anche Il Giovane Cavaliere della pace che sintetizza mirabilmente la concezione estetica e insieme così fortemente etica di Venanzo Crocetti.

Il Giovane Cavaliere della Pace è un ragazzo dal volto nobile e austero, incoronato di uva e di pampini, senza spada, quasi ignudo, guida un cavallo che si attarda a brucare l’erba. Un cavaliere in cui è riconoscibile, secondo la dichiarata volontà dello stesso Crocetti, l’idea di un mondo pacificato, restituito finalmente alla serenità e alla pace. L’opera fu completata nel 1989, e proprio nello stesso anno, in significativa concomitanza con il 45° anniversario del lancio della prima bomba atomica, iniziò da Hiroschima un lungo viaggio, propositivo di pace e di armoniosa e civile convivenza tra i popoli. La grande statua dopo Hiroschima fu esposta al Palazzo dell’ONU, poi all’Ermitage di San Pietroburgo, alla sede del Parlamento Europeo a Strasburgo, alla Galleria d’Arte Contemporanea di Budapest e poi collocata definitivamente sulle colline di Collignì a Ginevra.

Crocetti certo, modellando la statua, non ignorava le forze negative che agiscono dentro la storia e che conducono spesso al sonno della ragione, generando dei mostri. Alla statua rivolse parole affettuose ed oggi tristemente attuali “ Mi rimane quindi di porgere al mio giovane cavaliere della pace, gli auguri paterni per un buon cammino lungo le vie del mondo affinché rechi un messaggio di pace ispirando e ampliando dove e come può sentimenti di armonia.” ( Venanzo Crocetti. Il Giovane Cavaliere della Pace, Fondazione Crocetti, 1989).

Una medaglia di Crocetti, risalente al 1974. Venne coniata per la Tercas di Teramo che la assegnò ai cittadini distintisi in azioni benemerite (Collezzione Maria Borghese)

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Descrizione della medaglia

1. Tre api vogliono simboleggiare la vita attiva, il lavoro ordinato fonte dei beni cui l'uomo aspira   2. Una sintesi delle maggiori sorgenti produttive della Provincia di Teramo: dalle industrie alla pastorizia, all'agricoltura, delle attività culturali alla pesca; il mare, a ricordare le ricchezze naturali della regione.