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VENANZO CROCETTI, IL FIGLIOL PRODIGO
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"CAVALIERE DELLA PACE"
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Il
grande scultore giuliese ha ricevuto il 2 Luglio 2000,
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due
anni e mezzo prima della sua morte, la cittadinanza onoraria e la medaglia
d'oro per prestigio alla città.
di Ludovico Raimondi
Non è
irriverente e irriguardoso dirlo adesso, dopo: Giulianova ha fatto appena in
tempo a riconciliarsi con Venanzo Crocetti. Già, quando con l’amico Sergio Di
Diodoro mi incontrai in Biblioteca (saranno stati 5 anni fa) per studiare una
strategia di avvicinamento al Maestro, allo scopo di carpirne l’umore, prima
ancora che la volontà e la disponibilità, circa la possibilità di aprire una
sezione del Polo Mussale Civico a lui dedicata, Sergio mi disse proprio così:
dobbiamo darci da fare. Considerata la veneranda età del grande artista giuliese,
che da Giulianova si era allontanato da oltre mezzo secolo, dovevamo stringere i
tempi. La mia idea, esposta all’Amministrazione Comunale, era (e rimane) quella
di creare uno spazio museale di testimonianza delle opere, della bibliografia,
delle documentazioni riguardanti Venanzo Crocetti. La mia fisima era (e rimane)
quella di un’acquisizione, da parte del Comune, del torrione di Porta Napoli o
S. Francesco, in Piazza Diaz, da destinare a museo dei quattro scultori giuliesi:
Raffaello Pagliaccetti, Ulderico Ulizio, Alfonso Tentarelli, Venanzo Crocetti .
Il risultato si è limitato qualche passo verso la famiglia Di Silvestre,
proprietaria dell’antico immobile, una trattativa abbozzata ed abortita. Le
immancabili farraginosità, o più legittime e valide scelte, hanno spento sul
nascere i buoni propositi ma, per fortuna, amici più autorevoli e di maggiore
ascendente nei confronti del Maestro sono riusciti nell’intento di riportare tra
le braccia di Giulianova uno dei suoi figli più gloriosi, di fama
internazionale. Un figliol prodigo, che aveva rotto i rapporti giovinetto con la
città natia, anche lui vittima della strana sindrome di “sanflavianismo” che
porta i Giuliesi a favorire le fortune dei forestieri ed a favorire la diaspora
dei concittadini migliori. Uno di questi, appunto, fu il grande scultore della
“Porta dei Sacramenti” della Basilica di S. Pietro in Vaticano, del “Cavaliere
della Pace” esposto davanti all’Onu, di altri capolavori assurti all’onore
dell’ospitalità all’Ermitage. Raccontano che il Maestro tornasse di nascosto, di
tanto in tanto, nella sua Giulianova, rifugiandosi in casa di amici molto
selezionati e discreti (come non ricordare tra loro il buon Etterino Gerardini,
il papà dell’ex parlamentare Franco?). Domenica 2 Luglio 2000, finalmente, venne
il giorno della riconciliazione solenne ed ufficiale, il giorno atteso del
ritorno di Crocetti con tutti gli onori nella culla abiurata/adorata. Fu una
giornata trepidante, di intense emozioni, commovente. Il Consiglio Comunale,
riunito in seduta straordinaria nella mattinata, conferì all’artista la
Cittadinanza Onoraria e gli donò una medaglia d’oro per il prestigio alla città.
Il Sindaco
Giancarlo Cameli consegnò i riconoscimenti ad un Crocetti claudicante,
visibilmente emozionato, anziano di età ma ringiovanito e rinvigorito
dall’evento, fiero e toccante nelle parole con quali ricordò i luoghi, le
situazioni, gli aneddoti, anche infelici e tristi, della sua adolescenza e delle
prime manifestazioni del suo notevole talento artistico grazie alle quali
aiutava la modesta famiglia a sbarcare il difficile lunario.
La cerimonia
in Comune si concluse con un “aperitivo” nel Gabinetto del Sindaco nel corso del
quale Crocetti rivelò una disponibilità inaspettata per chi ne aveva sentito
parlare di persona scorbutica. Un burbero benefico, evidentemente. Il Maestro si
concesse ad una processione di autorità, personalità politiche, civili, militari
e religiose, di amici, di gente comune, di semplici curiosi. A tutti strinse la
mano ed a quanti fu possibile (comunque tanti, forse troppi) firmò con dedica il
frontespizio del catalogo edito dal M.A.S. proprio in questa occasione della
mostra Venanzo Crocetti: Dall’armonia della Bellezza alle forme della
materia: sculture e opere su carta dal 1932 al 2000. L’Artista era venuto
per l’appuntamento artistico che sembrò quasi un pretesto, il più congeniale,
per la riconciliazione. L’inaugurazione della mostra fu celebrata nel pomeriggio
di quella Domenica 2 Luglio alla presenza del Maestro, presso il Museo d’Arte
dello Splendore.
Raccontano
coloro che gli furono più vicini e lo seguirono passo passo nella memorabile ed
indimenticabile giornata, che Crocetti si sentì appagato e sollevato
dall’abbraccio della sua città. I grandi amori sono fatti così: richiedono il
pedaggio, spesso salato, della sofferenza e dell’inquietudine, delle ferite.
Giulianova aveva riparato ad un danno tardi, ma appena in tempo per essere in
pace, seppure non completamente, con se stessa e con il “cavaliere della pace”.
Ora che il suo figliol prodigo non tornerà più - ora che potrebbe - per volere
dell’ineluttabile, il modo migliore per farlo sentire bene per sempre a casa Sua
sarebbe, come minimo, dedicargli qualcosa d’importante, di tangibile, di
imperituro. Una strada, una piazza, perchè no?, un museo.