La nostra copertina: “Madonna dello Splendore” di Luigi Celomi. Luigi Celommi, pittore di Roseto, è cresciuto fra pennelli, colori, tele e cavalletti, a fianco del padre Raffaello, nello studio a pochi passi dal mare, fatto costruire dal nonno PASQUALE in stile falso medioevo. Si può dire, e non per sfidare il paradosso, che l’artista abbia imparato a dipingere prima ancora di apprendere a leggere e scrivere. D’altra parte gli insegnamenti del padre, del quale, a suo tempo, era stato fruitore come discepolo dell’arte del suo stesso genitore, non potevano non dare frutti di grande prestigio dopo una semina di tale notevole valenza. Corsi e ricorsi artistici e Luigi Celommi si é trovato a fare altrettanto con il figlio Riccardo dando vita a quella prodigiosa catena (Pasquale - Raffaello - Luigi - Riccardo) che nella sua metà iniziale usufruì dell’antica definizione di “pittori della luce” e che nella seconda metà, quella degli artisti viventi, é servita a percorrere la via dell’evoluzione mantenendo saggiamente alle spalle la staticità che si addice ai figli d’arte. Luigi Celommi, il secondo anello appunto della catena, si è sentito gratificato dalla richiesta di offrire l’immagine della Vergine agli organizzatori dei festeggiamenti in suo onore per un’edizione che si presenta con due caratteristiche eccezionali. La prima si riferisce all’anno giubilare e la seconda alla coincidenza con la Santa Pasqua. Nell’interno di questa rivista, nel testo di Luigi Braccili, è stata inserita una nota dell’artista rosetano con la quale ha voluto spiegare i fattori che lo hanno ispirato nel ritrarre, olio su tela, l’effigie della Vergine Maria venerata nel Santuario dello Splendore di Giulianova.
Rivista "Madonna dello Splendore n. 19
Giulianova, 22 aprile 2000
Stampato dalla Tipolito Braga
di Giulianova Lido.

 

Giovanni Bosica
 
 
Ricordando Giovanni
 
Lo vogliamo ricordare così Giovanni Bosica, con il suo sorriso discreto, timidamente accennato. Giovanni, o Nicolino come quasi tutti lo chiamavano, se n’è andato assurdamente, a quarantaquattro anni, in una giornata bigia, di quelle con le nuvole basse che sembrano fare da spessore tra i confini incerti del mare e l’infinito. Si nutriva di sogni, l’anima di Giovanni, ma anche di implacate e illuministiche ansie intellettuali. A Giulianova, dove era sceso dalla sua Faiete di Cellino Attanasio insieme con la moglie Amalia Bianchetto ed il figlio Enrico, Giovanni aveva portato con sé non solo un incoercibile amore per la libertà ma anche la fiduciosa considerazione della cultura come possibile e più efficace antidoto ad una progressiva perdita di identità dovuta a processi di standardizzazione e di omologazione. Questa d’altronde è la motivazione sottesa al suo primo ed impegnativo libro, Cellino Attanasio e la sua storia, pubblicato nel giugno del 1997 e dedicato al figlio Enrico. «Questo volume – scrive infatti Giovanni nella Nota dell’Autore – non ha la pretesa di essere un “trattato”, ma una semplice lettura di avvenimenti storici, con l’auspicio che ciò possa essere d’aiuto alle future generazioni per mantenere vive le proprie radici».
A Giovanni ed al suo inesauribile entusiasmo dobbiamo una stagione bella e proficua della cultura locale, che vivemmo con un’intensità gioiosa e persino goliardica. Dall’incontro di idee spesso confliggenti e di percorsi culturali e biografici dissimili, nacque la stupenda iniziativa di Giulianova in fotografia 1900-1950, il bel calendario storico curato da Giovanni e da Pierino Santomo che, per le caratteristiche possedute, venne riguardato come un ‘unicum’ nella provincia. Con quel calendario nacque anche un’amicizia che produsse altre realizzazioni non meno significative e sempre con Giovanni in prima fila, come il volume sul pittore Vincenzo Cermignani (1997), quello sulla chiesa di S. Antonio (1998) e come la fortunata serie di “Opuscula”, le pubblicazioni di storia locale che suscitarono un grande apprezzamento, tanto da trasformarsi in quaderni dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche, il prestigioso sodalizio teramano del quale Giovanni entrò a fare parte.
Accanto alla storia, l’arte. Nasce così nell’estate del 1998 la prima edizione di Opuscularte, anticipata da una singolarissima mostra sulle cartoline del 1° aprile organizzata presso il Museo d’Arte dello Splendore nel marzo di quell’anno. Nel settembre 1998 sempre per iniziativa di Giovanni vede la luce il primo numero de “L’Annunciatore cultura”, il periodico da lui creato che nel titolo riproponeva parzialmente il periodico semiclandestino di Lidio Ettorre, il libertario giuliese sul quale Giovanni nutriva la speranza di realizzare un libro, che non sappiamo a questo punto se uscirà mai. Ripercorrere compiutamente l’eterogenea produzione di Giovanni (che comprende anche la realizzazione del video Giulianova 2000 in collaborazione con Mirella Lelli) e rammentare le sue tantissime iniziative anche nel sociale sarebbe arduo e comunque nulla aggiungerebbe ad un impegno operoso già sufficientemente intuibile. Però vogliamo ricordare i suoi tanti interventi ospitati sulle pagine de “La Madonna dello Splendore”. Nel 1997 su Vincenzo Cermignani; nel 1998 su San Salvatore a Bozzino e l’altro sulla fotografia a Giulianova da Andrea Acquaviva d’Aragona a Carlo Collevecchio. Nel 1999 infine su Alfonso Pela. Quest’anno non ci sarà su queste pagine la firma di Giovanni Bosica, ma il ricordo si dona ai nostri pensieri e rende più sopportabile la sua assenza. Ciao Giovanni.
 
Gli autori del Calendario Giulianova in fotografia
1900-1950 (1998)
Mirella Bartolacci
Amalia Bianchetto
Riccardo Cerulli
Sergio DI DIODORO
Antonio DI EMANUELE
Carmen DI ODOARDO
Cinzia FALINI
Tito FORCELLESE
Sandro GALANTINI
Mario ORSINI
Pierino SANTOMO
Stefania SEGRETI
Donatella Stacchiotti