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- Rivista "Madonna
dello Splendore n. 18
- Giulianova, 22
aprile 1999
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Stampato dalla Tipolito Braga
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di Giulianova Lido.
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Da Napoli una testimonianza che ci riempie d’orgoglio
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Un incentivo da un incontro occasionale
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LA SCUOLA DI POSILLIPO A GIULIANOVA
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di Simona AMALFITANO
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Guida turistica della Regione Campania
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Il
patrimonio artistico della Pinacoteca Civica “Vincenzo Bindi” che
riguarda soprattutto la Scuola di Posillipo, ma anche il ‘600
napoletano, è conservato nell’appartamento del piano superiore del
palazzo lasciato in eredità al Comune dallo storico giuliese cui appunto
é intitolata la pinacoteca. Anche la Biblioteca, sita al piano
inferiore, conserva pregiati testi inerenti la Scuola artistica
napoletana e la cultura locale.
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Lo
storico Vincenzo Bindi venne in possesso di tale patrimonio poiché sposò
la figlia di Consalvo Carelli, tra i massimi esponenti della Scuola
di Posillipo. Alla sua morte, avvenuta a Napoli il 2 maggio 1928,
Bindi donò al Comune di Giulianova il suo antico palazzo insieme al
patrimonio “artistico-storico-bibliografico” che aveva raccolto e
sistemato nella sua antica dimora.
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Lo
scorso autunno a Napoli, mentre conducevo un gruppo di turisti in visita
guidata nel Capoluogo Partenopeo, conobbi il Consigliere Provinciale
Alfonso Aloisi, giuliese, politicamente e culturalmente impegnato per lo
sviluppo e la promozione turistica del suo territorio. Subito é nato un
rapporto di sincera amicizia e collaborazione. A dicembre, nel 70°
anniversario della morte di Vincenzo Bindi, si é tenuta nel palazzo che
ospita la pinacoteca giuliese una mostra riguardante la Scuola di
Posillipo e i Carelli: una bella occasione che per una volta mi ha
trasformata in turista permettendomi di rivisitare la bellissima terra
d’Abruzzo. |
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“Temporale in campagna”
di Consalvo Carelli (dal catalogo “La Scuola di Posillipo”) |
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Infine ho scoperto, nella cittadina di Giulianova, non solo un centro
turistico balneare, ma anche un luogo ricco di fascino per storia, arte,
cultura e bella gente. È fuori di dubbio che d’ora in avanti, quando a
Napoli nelle visite guidate verrà trattata la pittura dell’800 (come
avvenne con l’amico Alfonso Aloisi) e si parlerà ai visitatori
provenienti da tutto il mondo della Scuola di Posillipo, la
collezione presente nella Pinacoteca di Giulianova sarà un punto fermo
d’informazione e potrebbe rappresentare anche un ottimo e qualificante
incentivo ai fini di future scelte turistiche.
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Nei
primi decenni del XIX secolo l’ambiente artistico napoletano era
particolarmente vivace per il persistere della tradizione vedutista del
secolo precedente. Già da tempo erano vive ed operanti le tendenze al
rinnovamento, volte ad un sano realismo naturalismo, le cui radici
affondavano nei caratteri fondamentali dei pittori partenopei del
Seicento. Ma il secolo della conquista della natura può considerarsi
l’Ottocento.
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“Temporale”
di Consalvo Carelli (dal catalogo “La Scuola di Posillipo”) |
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L’origine della denominazione Scuola di Posillipo, va posta in
riferimento alla ubicazione ove risiedevano i liberi pittori di
paesaggio. Molti di essi avevano studiato in Accademia dove venivano
guardati dall’alto in basso e disprezzati. Dipingevano ad acquerello ed
a olio i più bei punti del Golfo di Napoli, Pozzuoli, Sorrento e i
costumi del popolo. Gli inglesi pagavano molto bene questi lavori. Fu
perciò necessario migliorare e la Scuola di Posillipo fece
progresso e crebbe di numero. Questi artisti viaggiavano molto più degli
altri; andavano in Francia, Inghilterra e osservavano le nuove scuole;
andavano in Oriente e tornavano con molti lavori studiati dal vero.
Cominciarono finalmente a provarsi nell’esposizione e, prima
disprezzati, arrivarono poi ad essere discussi e quindi considerati.
L’artista, libero da vincoli di convenzioni o di accademia, interpretava
il soggetto pittorico, lo vedeva attraverso la propria emozione visiva e
spirituale, vi trasfondeva la propria sensibilità cromatica, “lo
rendeva da un soggettivo angolo prospettico”.
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Si
affermò, insomma, la personalità creatrice e con essa il lirismo.
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A
questa nuova concezione pittorica diede inizio e sviluppo il Pitloo. Fra
quelli che meglio recepirono la lezione pitlooiana, emersero Duclère,
Smargiassi e Gigante. Dopo gli iniziatori, uniti intorno a Pitloo, la
scuola ebbe - sia pure in maniere diverse e con differenziate
realizzazioni - validi esponenti in Salvatore Fergola, Raffaele Carelli,
Consalvo Carelli, Gabriele Carelli, gli abruzzesi Filippo e Giuseppe
Palizzi: nomi, questi, maggiormente rappresentativi fra una ben più
numerosa schiera di artisti che per circa un trentennio operarono
all’insegna della “scuola” con sinceri e sani intendimenti
estetici e dei quali molti, al concludersi del glorioso ciclo di
Posillipo, si dispersero verso altre luminose mete.
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Napoli, febbraio 1999
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