La nostra copertina: “Madonna dello Splendore” di Piergiorgio Colautti (cortesia: Galleria Magazzeni - Giulianova). Piergiorgio Colautti nato a Roma e formatosi artisticamente negli ambienti figurativi della Scuola Romana, Piergiorgio Colautti che illustra la copertina di questo numero della Rivista, ricerca con assiduo impegno una sintesi tra il senso vero dell’arte e la fredda tecnologia moderna. A scapito di quest’ultima propone un simbolismo che fa leva sui sentimenti puri e autentici dell’uomo, quelli che nessuna macchina potrà mai intaccare. Pittore e scultore della tradizione, ma artista moderno nello stesso tempo, Colautti inserisce tra i suoi giochi cromatici il senso di un continuo procedere che ,pure, lascia intatti i valori primi dell’animo umano, mai schiacciati nelle morse dell’inarrestabile progresso informativo. Così negli schemi di una tecnologia dilagante trovano giusto spazio, sempre e comunque, ineffabili espressioni di sentimento, di passione, di amore universale, rappresentate nel loro variegato e spesso sconcertante vigore. S.D.D.
Rivista "Madonna dello Splendore n. 17
Giulianova, 22 aprile 1998
Stampato dalla Tipolito Braga
di Giulianova Lido.
Lo scultore Ubaldo Ferretti sta fissando a terra due delle tre statue della X stazione della Via Crucis 11 novembre 1997
Padre Paolino, anima della della Via Crucis di Giulianova, vicino ad una delle tre statue della X stazione fissata a terra l’11novembre 1997
Sistemazione sulla piazzola di due delle tre statue della X stazione della Via Crucis 11 novembre 1997
Bozzetto della XV stazione dalla Via Crucis, commissionata dal Lions Club di Giulianova
 
La “fontana miracolosa” e la “Via Crucis”
del Santuario di Maria Santissima dello Splendore
 
Testo e foto di Pasquale Rasicci
 
Per secoli il Santuario di Maria SS. dello Splendore è stato meta si speranza per infermi che hanno fra le sue mura la vera essenza di vita, la capacità di reagire alle umane sventure, la forza necessaria per capire la nostra presenza su questa terra. I Padri Cappuccini, custodi del Santuario sin dal 1847, con le generose offerte dei fedeli e dell'amministrazione pubblica, in questi ultimi anni hanno realizzato importanti opere di ristrutturazione che hanno consentito il ripristino dell'antico "bagno" dove l'acqua, come scriveva don Pietro Capullo nel 1665, "sgorgando da sotto l'altare maggiore, per un canale sotterraneo, andava a deporsi in un bagno nel quale venivano immersi gli ammalati e molti venivano guariti".
L'antio terminale dell'acqua è stato convogliato in sei cannelle dalle quali i fedeli possono attingere il prezioso dono che la Madonna ha voluto fare in quel lontano aprile 1557.
Sotto le vasche di raccolta dell'acqua, un artistico bassorilievo in marmo rappresenta l'acqua, simbolo di vita, che abbevera i cervi e le colombe, simbolo di pace. Lateralmente, il bassorilievo prosegue con una processione di fedeli sulle rive del fiume Giordano che si conclude con il Battesimo di Gesù.
Sopra le vasche, un mosaico illustra in quattro scene il miracolo di Naaman che, bagnandosi nelle acque del Giordano, venne sanato dalla lebbra. Lateralmente, sempre in mosaico, un'altra processione di ammalati, con il pio Bertolino in ginocchio.
La pavimentazione del locale, in marmi policromi, rappresenta una croce nella quale si intersecano lettere greche che significano LUCE e VITA; dalla croce partono dodici raggi inframmezzati da dodici stelle.
L'acqua, che esce a getto continuo, dalle vasche di raccolta cade in una piccola piscina ricoperta di mosaici, nella quale ci si può facilmente immergere. In una nicchia, su un fondo di foglie d'ulivo realizzate in bronzo che scendono sino all'acqua, vi è un'incantevole scultura in bronzo dorato che rappresenta la Vergine Maria e il Bambino Gesù.
All'esterno, un porticato in travertino sullo sfondo del quale è rappresentato, in mosaici policromi, il miracolo di Gesù che sana il cieco alla piscina di Siloe. Di fronte una statua bronzea di San Francesco e ai lati due angeli che invitano al silenzio e alla preghiera.
L'angusto sentiero un tempo invaso da rovi che dal Santuario discende sino al mare, denominato Via Bertolino, è stato trasformato in un'ampia e panoramica strada, interamente ricoperta con travertino di Tivoli e porfido. Si tratta della monumentale Via Crucis, dotata di ampie piazzole per la sistemazione dei gruppi delle varie stazioni e ricca di scivoli per handicappati e di panchine, per alleggerire la fatica dei pellegrini meno giovani che vogliono ugualmente salire con Gesù e Maria il simbolico calvario. (Testo tratto da "Giulianova e il Santuario Maria Santissima dello Splendore", Grafiche Ballerini, Pescara, 1992, pp. 37 - 39).
I gruppi delle grosse statue di bronzo, realizzati tutti dallo scultore Ubaldo Ferretti (allievo di Pericle Fazzini), sono a carico del Santuario Maria SS. dello Splendore, però vengono anche offerti da fedeli, da organizzazioni varie e da Enti pubblici. La Sesta Stazione è stata prenotata da una signora di Terni, la Tredicesima è stata donata da un gruppo di fedeli. La 15ª Stazione sarà a carico del Lions Club di Giulianova. Un grosso angelo è stato offerto da un cittadino di Giulianova, oggi residente in Svizzera.
L'11 novembre dello scorso anno, alla presenza di Padre Paolino, anima della Via Crucis, furono sistemate le tre statue della 10ª Stazione.
Troppe Stazioni mancano ancora, però siamo sicuri che fra qualche anno la bellissima Via Crucis verrà completata.
 
 
Chi è Ubaldo Ferretti
Ubaldo Ferretti nacque nel 1954 a Marina di Altidona. Dopo il Liceo Artistico frequentò l'Accademia di Belle Arti di Roma e si diplomò nel 1978. Il suo maestro di scultura fu Pericle Fazzini. Nel 1978 iniziò a lavorare a Grottammare dove oggi risiede. Il suo studio è in via Monte Grappa, 10.
Sue opere, tutte di grande valore artistico, si trovano in tante località delle Marche e dell'Abruzzo.
Con un bozzetto alto 85 cm., raffigurante "IL MISTERO PASQUALE: LA MORTE E LA RESURREZIONE", lo scultore Ubaldo Ferretti di Grottammare, autore della colossale VIA CRUCIS di Giulianova, ha vinto il 1° Premio internazionale di 10 milioni. Il concorso era stato bandito dall'Ente di Culto "PROVINCIA MARIA SS. della PIETÀ" dei Padri Passionsti di Recanati e Macerata e dalla Fondazione Stauròs Italiana di S. Gabriele dell'Addolorata di Isola del Gran Sasso (Teramo).
Bisognava progettare tre presenze artistiche nell'area centrale del nuovo Santuario di S. Gabriele, a completamento dell'area presbiteriale.
Al concorso si erano iscritti 75 artisti da ogni parte d'Italia, però soltanto 49 hanno presentato il bozzetto entro il 31 agosto 1997. Ogni bozzetto era contrassegnato da un motto e da un numero progressivo di arrivo.
La commissione giudicatrice era composta da 13 membri, tutti altamente qualificati.
Il pannello in bronzo che Ubaldo Ferretti dovrà realizzare per il 2000, sarà alto m.8,50 e largo m. 4. Al centro del grande pannello appare un vuoto che raffiguri l'immagine del Cristo in croce (La Morte).
Nella parte superiore appare della densa vegetazione che si conclude con i fiori (La primavera, la nuova vita cioé la Resurrezione).