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- Rivista "Madonna
dello Splendore n. 17
- Giulianova, 22
aprile 1998
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Stampato dalla Tipolito Braga
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di Giulianova Lido.
Figura 1
Figura 2
Figura 3
Figura 14 |
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Ignazio Cerio
di Cinzia Falini
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Questo
breve saggio costituisce la sintesi di uno studio più ampio sulla figura di
Ignazio Cerio di prossima pubblicazione.
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Un
ringraziamento particolare al Centro di Studi Caprensi “Igniazio Cerio”
nella persona del Direttore Dott. Lynch e della bibliotecaria Dott.sa
Carmelina Fiorentinoper la disponibilità dimostrata.
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Ignazio
Cerio nasce a Giulianova il 28 febbraio 1840 da Pasquale e dalla diciottenne
Raffaella Fossi. Pasquale Cerio era a Giulianova almeno dal 1838 come agente
di dogana; probabilmente in quello stesso anno viene liberato da Ponza dove
aveva scontato una ingiusta pena: tredici anni perché sospettato di idee
libertarie.
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Finora
sappiamo poco sugli anni fino al 1860 quando troviamo Ignazio laureato in
medicina all'Università di Napoli ed avviato alla carriera militare.
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Gli anni
tra il 1860 e il 1868, quando fu assegnato al Presidio di Capri, lo vedono
ufficiale medico a Torino, Piacenza e Pisa e più lungamente a Milisimeri e
Cefalù, in Sicilia. In questi stessi anni si distinse come soldato in
imprese coraggiose in difesa dell'ideale risorgimentale.
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Dal 1868
si stabilisce a Capri dove rimarrà fino alla morte il 1° maggio 1921.
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Gli
ultimi decenni dell'Ottocento sono permeati da un grande spirito di ricerca
in tutti i campi dello scibile umano. Per quanto più direttamente ci
riguarda in questa sede, certamente la pubblicazione, nel 1871, di The
descent of man di Charles Darwin da il via ad una viva polemica nel
campo della cultura scientifica e filosofica. E Ignazio Cerio come medico,
naturalista, geologo ed archeologo vive pienamente questo tempo intrecciando
continuamente i suoi interessi. L'interesse per l'archeologia lo aveva
portato, durante il periodo del servizio militare, ad avviare una
corrispondenza con l'archeologo Carlo Bonucci. Iniziò ad esplorare i fondali
di Capri ma ben presto il suo interesse si rivolse soprattutto alla flora e
alla fauna marina dell'isola.
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Costruì
una draga (figura 2) che progettò egli stesso e che servì ad arare
tutte le zone sabbiose del litorale caprense. Sono questi gli anni nei quali
la scuola napoletana di naturalisti diretta da Arcangelo Scacchi e da
Gabriele e Achille Costa fornisce uno studio dettagliato delle specie
animali e vegetali locali e gli studiosi che interessavano particolarmente
alla fauna del Golfo di Napoli, e tra questi Raffaello Bellini giovane e
grande amico di Cerio, si riunirono intorno alla figura di Ignazio Cerio che
organizzava le escursioni con la sua draga fornendo agli studiosi materiale.
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L'inizio
dell'attività della Stazione zoologica di Napoli, nel 1873 (la Stazione
Zoologica fu completata ed iniziò a funzionare nel 1874), può essere
considerato come segno del fervore che anima gli studi sistematici e
comparativi. Il fondatore, Anton Dohrn, allievo di Ernst Haechel e di Karl
Gegenbaur, è seguace della teoria dell'evoluzione ed il Centro da lui creato
a Napoli rispecchia la convinzione che le forme primitive della vita debbano
essere ricercate nella fauna marina.
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Quindi,
ancora prima che a Napoli sorgesse la Stazione Zoologica, "don Ignazio" già
riportava alla luce materiali litici ed inizia a prendere forma quella
attività di ricerca e di raccolta di una grande quantità di materiale:
pesci, stoffe, molluschi, monete, reperti archeologi donando i suoi
ritrovamenti agli studiosi perché li descrivessero ed ai Musei li
custodissero.
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Le sue
qualità di medico furono apprezzate quando l'epidemia di colera, importato
da Napoli, colpì Capri nel 1873; rimase unico medico volontario sull'isola
ad assolvere le funzioni di necroforo, di medico e organizzando da solo
tutta l'assistenza medica necessaria.
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Nel 1874
Ignazio Cerio offre un preziosissimo contributo all'aracnologo Pietro Pavesi
(Pavia 1844 - Asso, Como 1907) che gli permise di compilare un elenco
completo delle specie di ragni di Capri e scopre i ragni ciechi della Grotta
Azzurra, e tra le specie nuove che identifica, una porta il suo nome: il
Liocranum Cerio. Compie studi importanti sulla Lucertola azzurra dei
faraglioni.
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La
ricerca e la sperimentazione coinvolsero anche la sua attività di medico e
più precisamente si occupò degli studi sulla tubercolosi. I primi tentativi
di cura della tubercolosi fondati sull'azione medicamentosa delle esalazioni
arneniose e dei vapori della solfatara si devono al dott. Abele Franzo nel
1871 e al prof. Sebastiano de Luca nel 1878. In base a questi studi ed alle
indagini sulla composizione delle acque della solfatara di Pozzuoli, Ignazio
Cerio, insieme ad un socio, affitta una casa con quattordici stanze che
trasforma in Sanatorio e si trasferisce a Pozzuoli con la famiglia.
L'esperienza, giudicata molto interessante da Otto Von Schrön (Hof, 1837 -
Napoli 1917) non fu felice e si risolse in un fallimento economico (nel
quale il socio ebbe parte rilevante). Il tentativo sperimentale fu ricordato
dal dott. Hotario R. Storer, clinico americano, in "Treatment of Strumous
disease", Cambridge, 1878.
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Ci sono
poi alcune passioni che Ignazio Cerio coltivò, alcune per brevi
periodi, come la pittura, altre più lungamente. Nel 1880, incoraggiato da
Mrs. Sophie Anderson, caposcuola della pittura romantica del tempo, Ignazio
Cerio si dedica alla pittura con un genere tutto suo: le Testine ideali
(figura 3) che incontreranno favore in Inghilterra dove furono vendute
dal mercante d'arte Arthur Tooth.
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Un
quadro, Asphodelo, gli procurò poi una certa notorietà. E poi venne
il periodo della lavorazione del marmo; ben più di una passione. Gli
Anderson vivevano a Capri, a Villa Castello, e Ignazio Cerio ricostruì,
impiegando quattordici anni, i pavimenti augusto - tiberiani della villa:
disegnò, tagliò, lustrò ed incerò ogni pezzo dei pavimenti di marmo delle
camere, dei corridoi, dei viali.
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Ma è nel
campo della geologia che i suoi ritrovamenti sono davvero grandi.
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Le
caratteristiche del suolo calcareo di Capri, da circa due secoli, aveva
interessato geologi inglesi, francesi, tedeschi ed italiani: la vertenza tra
lo stratificato e il conglomerato era in pieno sviluppo e Ignazio Cerio
inizia a scavare i fondali di Capri. Dal 1870 al 1880 rinviene, sul fondo
delle Parate, un'officina preistorica con un'enorme quantità di armi ed
utensili in selce o ossidiane. Nel 1885 intuisce che la Grotta delle Felci
dovette essere un ricovero per l'uomo primitivo, inizia gli scavi che
mettono alla luce un'abitazione preistorica. Nel 1906 vicino all'Hotel
Quisisana rinviene frammenti di Elephas Antiquus e di rinoceronte. Gli
esemplari più tipici e caratteristici furono donati al Museo Archeologico
dell'Università di Napoli e al Museo Kirkeriano di Roma; il materiale
studiato e descritto principalmente dal Pigorini e dal De Blasio.
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Da questo
breve profilo di Ignazio Cerio che ha cercato di ripercorrere
cronologicamente La vita e la figura di un uomo-questo è il titolo
dell'unica biografia che abbiamo su di lui e dedicatagli dal figlio Edwin-(figura
4) possiamo ben comprendere come la sua vita sia stata percorsa da una
geniale versatilità e da una spinta continua alla ricerca della verità delle
cose. Queste le parole che Raffaello Bellini pronunciò nell'elogio funebre a
Ignazio Cerio: "Una sola di queste attività scientifiche sorrette da una
ferma ambizione, avrebbe dato a Ignazio Cerio la più larga fama nel mondo
severo degli studiosi. Una sola di queste attività l'avrebbe portato ai più
alti onori, aprendogli le porte delle Università e del Senato, se una ferma
volontà di riuscire e di emergere lo avesse giudato e alimentato. Ma quest'uomo
non era che un magnifico seminatore di idee, di esempi e di lavoro…".
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Uomo di
grande umanità, inorridito dai metodi di sepoltura riservati ai protestanti,
istituì con l'inglese Heyward la Società filantropica per la cura di un
cimitero acattolico che fondò nel 1870.
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Il
risultato di sessant'anni di studi e ricerche è conservato a Capri presso il
Centro Caprense di Studi a lui intitolato ed istituito dal figlio Edwin.
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