La nostra copertina: “Madonna dello Splendore” di Piergiorgio Colautti (cortesia: Galleria Magazzeni - Giulianova). Piergiorgio Colautti nato a Roma e formatosi artisticamente negli ambienti figurativi della Scuola Romana, Piergiorgio Colautti che illustra la copertina di questo numero della Rivista, ricerca con assiduo impegno una sintesi tra il senso vero dell’arte e la fredda tecnologia moderna. A scapito di quest’ultima propone un simbolismo che fa leva sui sentimenti puri e autentici dell’uomo, quelli che nessuna macchina potrà mai intaccare. Pittore e scultore della tradizione, ma artista moderno nello stesso tempo, Colautti inserisce tra i suoi giochi cromatici il senso di un continuo procedere che ,pure, lascia intatti i valori primi dell’animo umano, mai schiacciati nelle morse dell’inarrestabile progresso informativo. Così negli schemi di una tecnologia dilagante trovano giusto spazio, sempre e comunque, ineffabili espressioni di sentimento, di passione, di amore universale, rappresentate nel loro variegato e spesso sconcertante vigore. S.D.D.
Rivista "Madonna dello Splendore n. 17
Giulianova, 22 aprile 1998
Stampato dalla Tipolito Braga
di Giulianova Lido.
 
 
 
 
Figura 1
 
 
 
 
Figura 2
 
 
 
 
Figura 3
 
 
 
 
Figura 14
 

Ignazio Cerio

di Cinzia Falini

Questo breve saggio costituisce la  sintesi di uno studio più ampio sulla figura di Ignazio Cerio di prossima pubblicazione.
Un ringraziamento particolare al Centro di Studi Caprensi “Igniazio Cerio” nella persona del Direttore Dott. Lynch e della bibliotecaria Dott.sa Carmelina Fiorentinoper la disponibilità dimostrata.

 

Ignazio Cerio nasce a Giulianova il 28 febbraio 1840 da Pasquale e dalla diciottenne Raffaella Fossi. Pasquale Cerio era a Giulianova almeno dal 1838 come agente di dogana; probabilmente in quello stesso anno viene liberato da Ponza dove aveva scontato una ingiusta pena: tredici anni perché sospettato di idee libertarie.
Finora sappiamo poco sugli anni fino al 1860 quando troviamo Ignazio laureato in medicina all'Università di Napoli ed avviato alla carriera militare.
Gli anni tra il 1860 e il 1868, quando fu assegnato al Presidio di Capri, lo vedono ufficiale medico a Torino, Piacenza e Pisa e più lungamente a Milisimeri e Cefalù, in Sicilia. In questi stessi anni si distinse come soldato in imprese coraggiose in difesa dell'ideale risorgimentale.
Dal 1868 si stabilisce a Capri dove rimarrà fino alla morte il 1° maggio 1921.
Gli ultimi decenni dell'Ottocento sono permeati da un grande spirito di ricerca in tutti i campi dello scibile umano. Per quanto più direttamente ci riguarda in questa sede, certamente la pubblicazione, nel 1871, di The descent of man di Charles Darwin da il via ad una viva polemica nel campo della cultura scientifica e filosofica. E Ignazio Cerio come medico, naturalista, geologo ed archeologo vive pienamente questo tempo intrecciando continuamente i suoi interessi. L'interesse per l'archeologia lo aveva portato, durante il periodo del servizio militare, ad avviare una corrispondenza con l'archeologo Carlo Bonucci. Iniziò ad esplorare i fondali di Capri ma ben presto il suo interesse si rivolse soprattutto alla flora e alla fauna marina dell'isola.
Costruì una draga (figura 2) che progettò egli stesso e che servì ad arare tutte le zone sabbiose del litorale caprense. Sono questi gli anni nei quali la scuola napoletana di naturalisti diretta da Arcangelo Scacchi e da Gabriele e Achille Costa fornisce uno studio dettagliato delle specie animali e vegetali locali e gli studiosi che interessavano particolarmente alla fauna del Golfo di Napoli, e tra questi Raffaello Bellini giovane e grande amico di Cerio, si riunirono intorno alla figura di Ignazio Cerio che organizzava le escursioni con la sua draga fornendo agli studiosi materiale.
L'inizio dell'attività della Stazione zoologica di Napoli, nel 1873 (la Stazione Zoologica fu completata ed iniziò a funzionare nel 1874), può essere considerato come segno del fervore che anima gli studi sistematici e comparativi. Il fondatore, Anton Dohrn, allievo di Ernst Haechel e di Karl Gegenbaur, è seguace della teoria dell'evoluzione ed il Centro da lui creato a Napoli rispecchia la convinzione che le forme primitive della vita debbano essere ricercate nella fauna marina.
Quindi, ancora prima che a Napoli sorgesse la Stazione Zoologica, "don Ignazio" già riportava alla luce materiali litici ed inizia a prendere forma quella attività di ricerca e di raccolta di una grande quantità di materiale: pesci, stoffe, molluschi, monete, reperti archeologi donando i suoi ritrovamenti agli studiosi perché li descrivessero ed ai Musei li custodissero.
Le sue qualità di medico furono apprezzate quando l'epidemia di colera, importato da Napoli, colpì Capri nel 1873; rimase unico medico volontario sull'isola ad assolvere le funzioni di necroforo, di medico e organizzando da solo tutta l'assistenza medica necessaria.
Nel 1874 Ignazio Cerio offre un preziosissimo contributo all'aracnologo Pietro Pavesi (Pavia 1844 - Asso, Como 1907) che gli permise di compilare un elenco completo delle specie di ragni di Capri e scopre i ragni ciechi della Grotta Azzurra, e tra le specie nuove che identifica, una porta il suo nome: il Liocranum Cerio. Compie studi importanti sulla Lucertola azzurra dei faraglioni.
La ricerca e la sperimentazione coinvolsero anche la sua attività di medico e più precisamente si occupò degli studi sulla tubercolosi. I primi tentativi di cura della tubercolosi fondati sull'azione medicamentosa delle esalazioni arneniose e dei vapori della solfatara si devono al dott. Abele Franzo nel 1871 e al prof. Sebastiano de Luca nel 1878. In base a questi studi ed alle indagini sulla composizione delle acque della solfatara di Pozzuoli, Ignazio Cerio, insieme ad un socio, affitta una casa con quattordici stanze che trasforma in Sanatorio e si trasferisce a Pozzuoli con la famiglia. L'esperienza, giudicata molto interessante da Otto Von Schrön (Hof, 1837 - Napoli 1917) non fu felice e si risolse in un fallimento economico (nel quale il socio ebbe parte rilevante). Il tentativo sperimentale fu ricordato dal dott. Hotario R. Storer, clinico americano, in "Treatment of Strumous disease", Cambridge, 1878.
Ci sono poi alcune passioni che Ignazio Cerio coltivò, alcune per brevi periodi, come la pittura, altre più lungamente. Nel 1880, incoraggiato da Mrs. Sophie Anderson, caposcuola della pittura romantica del tempo, Ignazio Cerio si dedica alla pittura con un genere tutto suo: le Testine ideali (figura 3) che incontreranno favore in Inghilterra dove furono vendute dal mercante d'arte Arthur Tooth.
Un quadro, Asphodelo, gli procurò poi una certa notorietà. E poi venne il periodo della lavorazione del marmo; ben più di una passione. Gli Anderson vivevano a Capri, a Villa Castello, e Ignazio Cerio ricostruì, impiegando quattordici anni, i pavimenti augusto - tiberiani della villa: disegnò, tagliò, lustrò ed incerò ogni pezzo dei pavimenti di marmo delle camere, dei corridoi, dei viali.
Ma è nel campo della geologia che i suoi ritrovamenti sono davvero grandi.
Le caratteristiche del suolo calcareo di Capri, da circa due secoli, aveva interessato geologi inglesi, francesi, tedeschi ed italiani: la vertenza tra lo stratificato e il conglomerato era in pieno sviluppo e Ignazio Cerio inizia a scavare i fondali di Capri. Dal 1870 al 1880 rinviene, sul fondo delle Parate, un'officina preistorica con un'enorme quantità di armi ed utensili in selce o ossidiane. Nel 1885 intuisce che la Grotta delle Felci dovette essere un ricovero per l'uomo primitivo, inizia gli scavi che mettono alla luce un'abitazione preistorica. Nel 1906 vicino all'Hotel Quisisana rinviene frammenti di Elephas Antiquus e di rinoceronte. Gli esemplari più tipici e caratteristici furono donati al Museo Archeologico dell'Università di Napoli e al Museo Kirkeriano di Roma; il materiale studiato e descritto principalmente dal Pigorini e dal De Blasio.
Da questo breve profilo di Ignazio Cerio che ha cercato di ripercorrere cronologicamente La vita e la figura di un uomo-questo è il titolo dell'unica biografia che abbiamo su di lui e dedicatagli dal figlio Edwin-(figura 4) possiamo ben comprendere come la sua vita sia stata percorsa da una geniale versatilità e da una spinta continua alla ricerca della verità delle cose. Queste le parole che Raffaello Bellini pronunciò nell'elogio funebre a Ignazio Cerio: "Una sola di queste attività scientifiche sorrette da una ferma ambizione, avrebbe dato a Ignazio Cerio la più larga fama nel mondo severo degli studiosi. Una sola di queste attività l'avrebbe portato ai più alti onori, aprendogli le porte delle Università e del Senato, se una ferma volontà di riuscire e di emergere lo avesse giudato e alimentato. Ma quest'uomo non era che un magnifico seminatore di idee, di esempi e di lavoro…".
Uomo di grande umanità, inorridito dai metodi di sepoltura riservati ai protestanti, istituì con l'inglese Heyward la Società filantropica per la cura di un cimitero acattolico che fondò nel 1870.
Il risultato di sessant'anni di studi e ricerche è conservato a Capri presso il Centro Caprense di Studi a lui intitolato ed istituito dal figlio Edwin.