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Rivista "Madonna
dello Splendore" n. 13
Giulianova, 22
aprile 1994
Stampato dalla Tipolito Braga
di Giulianova Lido.
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IL
CENTRO STORICO DI GIULIANOVA
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Un’occasione da non perdere, per un intervento
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coordinato, nelle previsioni del nuovo P.R.G.
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di Berardo Montebello e Roberto Di Furia
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Da
anni i politici che si sono succeduti nel governo della città hanno
inserito nei loro programmi la rivalutazione del Centro Storico. Tanti
discorsi, articoli su giornali, riviste, opuscoli: vane parole che
puntualmente si sono perse nell’aria. Finora sono stati realizzati
piccoli interventi di recupero e di ripristino senza alcun
coordinamento, del tutto precari se non addirittura distruttivi.
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Punto
essenziale è che non si è mai pensato ad una strategia del Centro
Storico come fulcro di vita socio-culturale nonché turistico. Non è mai
stata seguita una linea concreta, chi ha messo le mani sul Centro
storico, non ha mai avuto le idee chiare, solo pressapochismo,
interventi effimeri con grande dispendio di pubblico denaro e con
risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Un esempio per tutti: il
piano del colore, il tanto decantato piano del colore. Che fine ha
fatto? Chi ne tiene conto? I molti soldi spesi sono serviti a qualcosa?
A chi è venuto in mente che un semplice “rifarsi il trucco” potesse
ridare vita al centro Storico e risolvere i problemi? Sono sicuramente
altre le operazioni da fare. Innanzitutto bisogna essere in grado di
capire quali sono le problematiche da affrontare e sembra, ancora una
volta, che questo non sia accaduto, stando almeno alle previsioni del
nuovo (?) P.R.G., il quale non fa altro che fotografare una situazione
esistente senza un programma coordinato per la riqualificazione del
Centro Storico.
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Pianta del progetto della nuova sistemazione di Piazza
Buozzi con portici e nuova pavimentazione in cotto. Al piano
terra dei portici sono previste botteghe artigiane, piano-
bar, gallerie d’arte, ecc. |
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La
tendenza mondiale in atto postula che in tutti i centri storici si
privilegi la funzione pubblica, con la creazione di uffici, centri
culturali, negozi, locali ricreativi, alberghi, ristoranti, gallerie
d’arte, musei, botteghe artigiane, ecc., così da convogliare tutti i
cittadini in questi luoghi e non solo chi ci abita, evitando così il
rischio di avere un quartiere-dormitorio. Questo a Giulianova non lo si
è capito e si procede anzi nel senso opposto, basti pensare ad esempio a
quando il Comune ha acquistato delle vecchie case da dare in affitto,
tra l’altro mai ristrutturate e tuttora inutilizzate a causa di un
fallimentare piano economico messo in atto maldestramente dagli
amministratori. Per fare di questo luogo un polo di interesse
turistico-ricreativo bisogna allargare il campo anche all’interno di
esso, creando altri poli che gravitino e dipendano da esso. Non si può
considerare il Centro Storico come racchiuso dentro un involucro al cui
interno si possano risolvere tutti i problemi, ma bisogna pensarlo come
un qualcosa collegato alle altre parti della città. Bisogna creare dei
collegamenti visivi e viabili studiati appositamente al fine di unire le
varie zone dell’agglomerato urbano, privilegiando e facendo apparire
prezioso ed invitante l’abbandonato antico abitato. L’attuale Piano
particolareggiato del Centro Storico non dà delle direttive
strategico-funzionali e non individua i luoghi sui quali intervenire per
dare un assetto funzionale a vie e piazze delle città, ma si limita
solamente, con le varie tavole di progetto, a rilevare e datare gli
edifici. Un’altra grave mancanza del nuovo P.R.G. è che ha relegato ad
un ruolo di secondo piano il Santuario di Maria SS. dello Splendore con
l’adiacente vecchio ospedale, luogo di forte memoria storica. Tale
complesso, sorto nel 1557, è sicuramente da considerarsi come polo di
interesse religioso-turistico esterno al centro storico ma che gravita
su di esso.
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Proposta di una nuova sistemazione di Piazza Buozzi
(pedonale) |
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Basti
pensare, ad esempio, al recupero del fatiscente ed abbandonato ex
ospedale da adibire ad edificio polifunzionale con albergo, sala
riunioni, un piccolo museo sulla storia del convento, locali creativi,
ecc.; alla sistemazione dello spazio adiacente la chiesa creando una
piazza al posto dell’attuale slargo, adibito a parcheggio, prolungando
ad esempio i portici esistenti; studiare una nuova viabilità; efficaci
parcheggi; zone di sosta; ristoranti; balconate con vista sul mare; zone
verdi; parco attrezzato per lo svago dei bambini ecc. Così rivalutato,
il complesso andrebbe a collegarsi con il centro storico mediante Viale
dello Splendore. Altra operazione da fare è la realizzazione di parchi,
a monte del Centro Storico e sul versante collinare, attrezzati con
spazi di sosta, luoghi di ristoro, giochi, recupero di luoghi di memoria
storica come le famose “fontanelle”. Questi parchi si porrebbero come
polmoni di verde a salvaguardia del Centro Storico e allo stesso tempo
come incentivo turistico. C’è poi da considerare il decongestionamento
del traffico nucleo antico mediante il ripristino della strada che
costeggiava le vecchie mura verso il mare, con la creazione di parcheggi
e balconate con vista sul mare. Attualmente il panorama è godibile solo
dalla balaustra del Belvedere e dalle case dei pochi privati che hanno
la fortuna di avere la loro abitazione sul limite della collina. Altri
poli da creare all’interno del Centro Storico vanno individuati nelle
aree finitime la strada per Montone con la creazione di hotels,
ristoranti, maneggio, ecc.
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Proposta di una nuova sistemazione di Piazza Buozzi
(completamente pedonele) |
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Si
potrebbe inoltre realizzare un collegamento meccanico con il Lido, tra
il Mercato coperto e Piazza Buozzi, immerso nel parco collinare. In
questo modo il Centro Storico sarebbe praticamente senza l’uso delle
auto che verrebbero lasciate nel parcheggio, adesso perennemente vuoto,
del fallimentare mercato coperto.
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Per
quanto riguarda il Centro Storico bisogna riqualificarne i suoi punti
strategici, come ad esempio Pzza Buozzi e P.zza della Misericordia, le
quali avevano una forte importanza storica e invece attualmente ridotte
ad area di semplice parcheggio.
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Bisogna ridare a questi luoghi la funzione propria di una piazza, da
sempre pensata come luogo di incontro, di socializzazione e di mercato.
Allora vanno collocate, mediante la creazione di portici, botteghe
artigiane, caffè-concerto, gallerie d’arte, botteghe di orafi e altre
attività connesse al ruolo che rivestono questi luoghi.
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Debbono, inoltre, essere promesse delle serie ricerche storiche sui
materiali da impiegare nelle pavimentazioni di piazze e vie, senza
incorrere negli errori fatti nelle pavimentazioni di Piazza della
Misericordia e C.so Garibaldi.
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E
importante riqualificare le vie interne del centro storico e le sue
diramazioni, recuperando i locali al piano terra, quasi tutti
abbandonati, con la creazione di botteghe artigiane, che diano non solo
un riscontro economico, ma anche culturale, sollecitando i turisti e gli
stessi abitanti a passeggiare in questi luoghi.
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Progetto dell’impianto di risalita (collegamento tra il
parcheggio del mercato coperto e Piazza Buozzi con fermate
intermedie sul parco) |
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Se la
previsione di tali necessari interventi non è esaustiva, essi tuttavia
debbono originare effetti multipli, come la creazione di nuovi posti di
lavoro connessi all’attività turistica. In questo contesto il matrimonio
culturale, luogo classico di comunicazione tra le varie generazioni,
assume una dimensione dinamica, legata alla realtà economica di oggi,
per cui gli interventi su di esso vanno considerati come investimenti
capaci di apportare un reddito considerevole e di mettere in moto flussi
economici importanti. I criteri di intervento sono dunque non soltanto
di tipo culturale, ma anche di tipo economico, dovendo trasformare le
risorse in beni. Quindi ricordando che la conservazione è un fine e non
un mezzo, il progetto per la realtà storica avrà come fine la
conservazione integrata.
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E’
dunque la città, e in primo luogo la città storica, che deve essere
riorganizzata, senza separare la città antica da quella moderna e in
monumenti dagli abitanti; occorre vederla come un insieme di ambienti,
di natura, di uomini e dei loro prodotti.
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Nell’ambito della ristrutturazione generale del vecchio sito queste
nostre considerazioni rappresentano dei suggerimenti, che vanno
coordinati nell’ambito di un Piano Turistico Generale da collegare a sua
volta con il nuovo P.R.G.
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Non
sarebbe interessante allora creare un gruppo di esperti al servizio del
Centro Storico, fuori dalle logiche dei partiti, che abbia come politica
il solo interesse di far rivivere il Centro Storico?
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