In copertina: “Santa Maria” di Aligi Sassu. Aligi Sassu, il grande artista italiano al quale si deve la copertina di questo numero, è nato a Milano nel 1912. Componente in gioventù del movimento futurista, passò più tardi in quello di corrente. La sua pittura è caratterizzata da un forte impeto espressivo, derivatogli dalla sua grande ammirazione per i pittori francesi dell’Ottocento quali Delacroix, Gericault, Van Gogh. E’ stato fino ad oggi coerente al suo stile; ciò gli ha permesso di realizzare tanti capolavori, custoditi nei principali musei di tutto il mondo.
Rivista "Madonna dello Splendore" n. 13
Giulianova, 22 aprile 1994
Stampato dalla Tipolito Braga
di Giulianova Lido.
 
IL CENTRO STORICO DI GIULIANOVA
Un’occasione da non perdere, per un intervento
coordinato, nelle previsioni del nuovo P.R.G.
 
di Berardo Montebello e Roberto Di Furia
 
Da anni i politici che si sono succeduti nel governo della città hanno inserito nei loro programmi la rivalutazione del Centro Storico. Tanti discorsi, articoli su giornali, riviste, opuscoli: vane parole che puntualmente si sono perse nell’aria. Finora sono stati realizzati piccoli interventi di recupero e di ripristino senza alcun coordinamento, del tutto precari se non addirittura distruttivi.
Punto essenziale è che non si è mai pensato ad una strategia del Centro Storico come fulcro di vita socio-culturale nonché turistico. Non è mai stata seguita una linea concreta, chi ha messo le mani sul Centro storico, non ha mai avuto le idee chiare, solo pressapochismo, interventi effimeri con grande dispendio di pubblico denaro e con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Un esempio per tutti: il piano del colore, il tanto decantato piano del colore. Che fine ha fatto? Chi ne tiene conto? I molti soldi spesi sono serviti a qualcosa? A chi è venuto in mente che un semplice “rifarsi il trucco” potesse ridare vita al centro Storico e risolvere i problemi? Sono sicuramente altre le operazioni da fare. Innanzitutto bisogna essere in grado di capire quali sono le problematiche da affrontare e sembra, ancora una volta, che questo non sia accaduto, stando almeno alle previsioni del nuovo (?) P.R.G., il quale non fa altro che fotografare una situazione esistente senza un programma coordinato per la riqualificazione del Centro Storico.

Pianta del progetto della nuova sistemazione di Piazza Buozzi con portici e nuova pavimentazione in cotto. Al piano terra dei portici sono previste botteghe artigiane, piano- bar, gallerie d’arte, ecc.

 
La tendenza mondiale in atto postula che in tutti i centri storici si privilegi la funzione pubblica, con la creazione di uffici, centri culturali, negozi, locali ricreativi, alberghi, ristoranti, gallerie d’arte, musei, botteghe artigiane, ecc., così da convogliare tutti i cittadini in questi luoghi e non solo chi ci abita, evitando così il rischio di avere un quartiere-dormitorio. Questo a Giulianova non lo si è capito e si procede anzi nel senso opposto, basti pensare ad esempio a quando il Comune ha acquistato delle vecchie case da dare in affitto, tra l’altro mai ristrutturate e tuttora inutilizzate a causa di un fallimentare piano economico messo in atto maldestramente dagli amministratori. Per fare di questo luogo un polo di interesse turistico-ricreativo bisogna allargare il campo anche all’interno di esso, creando altri poli che gravitino e dipendano da esso. Non si può considerare il Centro Storico come racchiuso dentro un involucro al cui interno si possano risolvere tutti i problemi, ma bisogna pensarlo come un qualcosa collegato alle altre parti della città. Bisogna creare dei collegamenti visivi e viabili studiati appositamente al fine di unire le varie zone dell’agglomerato urbano, privilegiando e facendo apparire prezioso ed invitante l’abbandonato antico abitato. L’attuale Piano particolareggiato del Centro Storico non dà delle direttive strategico-funzionali e non individua i luoghi sui quali intervenire per dare un assetto funzionale a vie e piazze delle città, ma si limita solamente, con le varie tavole di progetto, a rilevare e datare gli edifici. Un’altra grave mancanza del nuovo P.R.G. è che ha relegato ad un ruolo di secondo piano il Santuario di Maria SS. dello Splendore con l’adiacente vecchio ospedale, luogo di forte memoria storica. Tale complesso, sorto nel 1557, è sicuramente da considerarsi come polo di interesse religioso-turistico esterno al centro storico ma che gravita su di esso.

Proposta di una nuova sistemazione di Piazza Buozzi (pedonale)

Basti pensare, ad esempio, al recupero del fatiscente ed abbandonato ex ospedale da adibire ad edificio polifunzionale con albergo, sala riunioni, un piccolo museo sulla storia del convento, locali creativi, ecc.; alla sistemazione dello spazio adiacente la chiesa creando una piazza al posto dell’attuale slargo, adibito a parcheggio, prolungando ad esempio i portici esistenti; studiare una nuova viabilità; efficaci parcheggi; zone di sosta; ristoranti; balconate con vista sul mare; zone verdi; parco attrezzato per lo svago dei bambini ecc. Così rivalutato, il complesso andrebbe a collegarsi con il centro storico mediante Viale dello Splendore. Altra operazione da fare è la realizzazione di parchi, a monte del Centro Storico e sul versante collinare, attrezzati con spazi di sosta, luoghi di ristoro, giochi, recupero di luoghi di memoria storica come le famose “fontanelle”. Questi parchi si porrebbero come polmoni di verde a salvaguardia del Centro Storico e allo stesso tempo come incentivo turistico. C’è poi da considerare il decongestionamento del traffico nucleo antico mediante il ripristino della strada che costeggiava le vecchie mura verso il mare, con la creazione di parcheggi e balconate con vista sul mare. Attualmente il panorama è godibile solo dalla balaustra del Belvedere e dalle case dei pochi privati che hanno la fortuna di avere la loro abitazione sul limite della collina. Altri poli da creare all’interno del Centro Storico vanno individuati nelle aree finitime la strada per Montone con la creazione di hotels, ristoranti, maneggio, ecc.

Proposta di una nuova sistemazione di Piazza Buozzi (completamente pedonele)

 
Si potrebbe inoltre realizzare un collegamento meccanico con il Lido, tra il Mercato coperto e Piazza Buozzi, immerso nel parco collinare. In questo modo il Centro Storico sarebbe praticamente senza l’uso delle auto che verrebbero lasciate nel parcheggio, adesso perennemente vuoto, del fallimentare mercato coperto.
Per quanto riguarda il Centro Storico bisogna riqualificarne i suoi punti strategici, come ad esempio Pzza Buozzi e P.zza della Misericordia, le quali avevano una forte importanza storica e invece attualmente ridotte ad area di semplice parcheggio.
Bisogna ridare a questi luoghi la funzione propria di una piazza, da sempre pensata come luogo di incontro, di socializzazione e di mercato. Allora vanno collocate, mediante la creazione di portici, botteghe artigiane, caffè-concerto, gallerie d’arte, botteghe di orafi e altre attività connesse al ruolo che rivestono questi luoghi.
Debbono, inoltre, essere promesse delle serie ricerche storiche sui materiali da impiegare nelle pavimentazioni di piazze e vie, senza incorrere negli errori fatti nelle pavimentazioni di Piazza della Misericordia e C.so Garibaldi.
E importante riqualificare le vie interne del centro storico e le sue diramazioni, recuperando i locali al piano terra, quasi tutti abbandonati, con la creazione di botteghe artigiane, che diano non solo un riscontro economico, ma anche culturale, sollecitando i turisti e gli stessi abitanti a passeggiare in questi luoghi.

Progetto dell’impianto di risalita (collegamento tra il parcheggio del mercato coperto e Piazza Buozzi con fermate intermedie sul parco)

Se la previsione di tali necessari interventi non è esaustiva, essi tuttavia debbono originare effetti multipli, come la creazione di nuovi posti di lavoro connessi all’attività turistica. In questo contesto il matrimonio culturale, luogo classico di comunicazione tra le varie generazioni, assume una dimensione dinamica, legata alla realtà economica di oggi, per cui gli interventi su di esso vanno considerati come investimenti capaci di apportare un reddito considerevole e di mettere in moto flussi economici importanti. I criteri di intervento sono dunque non soltanto di tipo culturale, ma anche di tipo economico, dovendo trasformare le risorse in beni. Quindi ricordando che la conservazione è un fine e non un mezzo, il progetto per la realtà storica avrà come fine la conservazione integrata.
E’ dunque la città, e in primo luogo la città storica, che deve essere riorganizzata, senza separare la città antica da quella moderna e in monumenti dagli abitanti; occorre vederla come un insieme di ambienti, di natura, di uomini e dei loro prodotti.
Nell’ambito della ristrutturazione generale del vecchio sito queste nostre considerazioni rappresentano dei suggerimenti, che vanno coordinati nell’ambito di un Piano Turistico Generale da collegare a sua volta con il nuovo P.R.G.
Non sarebbe interessante allora creare un gruppo di esperti al servizio del Centro Storico, fuori dalle logiche dei partiti, che abbia come politica il solo interesse di far rivivere il Centro Storico?