"Il lontano 22 Aprile rivive nel cuore dei fedeli che con fede ed abbandono si accostano al trono della grande Regina, donde tutti attingono quella pace e quel conforto che solo Maria sa donare a chi a Lei ricorre".
Rivista "Madonna dello Splendore
Giulianova, 22 aprile 1985
 
 
L’apparizione della Madonna dello Splendore e la sua festa
 
di Donatelli Padre Candido
 
Il 21 e 22 aprile di ogni anno, a Giulianova, è festa grande, e tanto grande, quasi da avere la precedenza sulla stessa Pasqua di Risurrezione negli anni in cui esse coincidono.
La tradizione, diventata storia, vuole che in questi giorni dell’anno il Simulacro della Vergine, che si venera nel tronetto posto sull’Altare Maggiore del Santuario, sia apparso, tra un meraviglioso soprannaturale splendore, sopra un olmo a un vecchietto di nome Bertolino, forse originario della vicina Cologna, e, gli abbia detto: « Va, o Bertolino, in Giulia e comunica a tutti la lieta novella che la gran Madre di Dio qui ha scelto la Sua dimora. Il Clero ed il popolo vengano in solenne processione a venerarmi; ed in questo luogo dove mi vedi mi si costruisca un tempio destinato ad essere il Trono delle Divine misericordie ».
 
 
Ma .l’annuncio del veggente al Capitano della città ed agli altri responsabili fu ritenuto un vaneggiare e non si prestò fede a quanto egli diceva di aver visto e sentito, fu addirittura ricoperto di beffe e villanie.
Uno, più audace, quando il vecchietto spinto dalla Vergine, si presentò la terza volta a ripetere l’invito e l’avviso, volle aggredirlo e percuoterlo, ma all’istante rimase privo della favella e impedito; si convinsero così tutti gli astanti che Bertolino diceva il vero.
Colpiti tutti dal portentoso fatto, radunato il clero ed .il popolo, vollero processionalmente recarsi al luogo indicato dal vecchio per essere certi della realtà della visione. Arrivati al punto indicato restarono tutti abbagliati da uno splendore sì intenso che furono obbligati a prostrarsi a terra ed a venerare la Vergine che s’intravvedeva tra fulgori di luce.
In un attimo si sparse in tutta la Città e nei dintorni la notizia dell’apparizione meravigliosa e non vi fu persona di Giulianova che non si recasse a vedere l’olmo miracoloso. E mentre quel popolo avventurato elevava un lieto canto di ringraziamento alla Celeste Madre, Questa riaffermò la Sua miracolosa apparizione, ridonando il primiero stato di salute all’aggressore di Bertolino, e, facendo miracolosamente scaturire i’impidissima e fresca acqua ai piedi dell’olmo; acqua che tutt’oggi si diffonde copiosamente a pro’ dei devoti e si raccoglie in un piccolo spazio nella Sacrestia del Santuario.
 
Quattro belle immagini della testa del 22 aprile del 1983 utilizzate per illustrare una cartolina di Giulianova. Al centro, una parte del lido e il suo porto.
 
Ora si sta cercando di mettere nel dovuto onore l’acqua di tutto il pozzo che è sorgente di tante grazie per i devoti che ne bevono o si bagnano. Si sta quindi, adornando il locale dove è situato con un meraviglioso mosaico che sarà la celebrazione delle glorie della Madonna dello Splendore.
Da quel giorno fu un continuo accorrere di gente di ogni ceto, e da ogni paese vicino, sulla collina prediletta da Maria, e, si diede inizio a costruire un Santuario in Suo onore. E il cronista ci informa che « fu una gara generosa di ricchi e di poveri; e si videro i miseri lesinare sul loro necessario ed i ricchi riversarvi gran parte delle loro sostanze »
Il Santuario fu terminato, nella primitiva costruzione, nel 1557, infatti tale data compariva nell’iscrizione che era posta sul porticato della facciata della vecchia Chiesa « Anno a mundi libertate 1557 », ma che fu distrutta quando nel 1937-38 fu edificata la facciata del nuovo Santuario; in tale anno dovette essere celebrata una festa grandiosa sotto gli auspici di Giosia Acquaviva, duca di Atri che, con la sua nobile famiglia, aveva favorito la costruzione della Chiesa e del Convento. Tanto più che in tale anno e il 22 Aprile gli abitanti di Giulianova si ritennero liberati, per intercessione della Madonna dello Splendore, da una fiera pestilenza che mietette tante vittime nei paesi vicini.
In quell’anno 1557 il Santuario già era affidato ai monaci Celestini e già dovevano essere due o più religiosi, se in un libro documento « Le cerimonie dei Monaci Celestini » stampato a Bologna nel 1549, troviamo nel « catalogo dei Monasteri dei Celestini » alla pag. 128: « Il monastero di S. Maria del Splendore di Giulianova » “con due monaci”. E, ne’: « Gli articoli e brievi de i Monaci Celestini » stampato a Napoli nel 1552, al « Rotolo delle voci ghé questo al modo che sa chiamano nel Capitolo », quasi al termine del lungo elenco: « Prior Sanctae Mariae Splendoris extra Julià Novà ».