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- Rivista "Madonna
dello Splendore n. 3
- Giulianova, 22
aprile 1984
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L’APPARIZIONE DELLA MADONNA DELLO SPLENDORE
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A
BERTOLINO
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Bertolino ha visto quello in cui credeva...
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o
ha creduto a quello che vedeva?
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di P. VIRGILIO DI SANTE
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Qualche tempo fa in una trasmissione televisiva (Psyco: un tentativo di
mettere a fuoco i risvolti psicologici di alcuni films di successo), il
francescano p. Nazareno Fabretti esprimendo la sua opinione circa le
apparizioni della Vergine a Lourdes, diceva: « Bernadette, a Lourdes, ha
visto ciò in cui credeva! »; e spiegava: proprio perché una fanciulla
dalla fede viva e dal cuore limpido è riuscita a percepire con più
immediatezza quella presenza del divino che gli altri appena
intravedono; essa ha visto fuori quello che portava dentro.
Una signora che seguiva la trasmissione, intervenendo telefonicamente,
protestò: «no, caro padre. Bernadette ha creduto a ciò che ha visto! ».
Questo episodio mi è tornato in mente quando p. Candido mi ha chiesto di
scrivere qualche riflessione su come l’uomo di oggi si pone di fronte
alle apparizioni in genere e alla credenza dell’apparizione della
Madonna dello Splendore a Bertolino.
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E’
più profonda, più sicura, più genuina la fede della signora che
protestava o quella del p. Fabretti?
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Il
problema è d’altro genere: si tratta di due modi di leggere il fenomeno,
di due modelli di interpretazione che vanno ben oltre il problema
delle apparizioni e riguardano la concezione stessa del fatto religioso,
in quanto costituiscono quella pre-comprensione entro cui ogni
cultura e ogni persona si rapporta al religioso e al divino.
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C’è
un primo modello che può essere indicato con credo a quello che vedo.
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Questo atteggiamento suppone che la realtà che mi circonda possa essere
tutta sono il mio controllo, che nulla può sfuggirmi e pertanto deve
esserci un mondo naturale che verifico e — se sono credente —
deve esserci un mondo sopra-naturale che si manifesta in modo
visibile e tangibile (veri-ficabile, quindi) per essere di richiamo e di
fiducia all’uomo che spesso si sente tentato dalla incredulità.
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Sembrerebbe a prima vista un modo molto religioso di vedere le cose e di
intendere la presenza del divino; in realtà è un modello
interpretativo del mondo molto recente: nasce con il Rinascimento e si
afferma con l’Illuminismo e il Positivismo. E’ vero solo quello che vedo
con i miei occhi; è comprensibile solo quello che riesco a capire con la
mia riflessione razionale... Perciò se D’io è presente qui, debbo
vedere (quindi: verificare) tale presenza divina attraverso qualche
segno straordinario, deve esserci qualcosa che colpisce
sopra-naturalmente i miei occhi e la mia mente. Nasce proprio qui una
delle cause della incredulità odierna: dal momento che oggi pare che Dio
non si mostri più attraverso segni straordinari, che non siamo più
testimoni di avvenimenti sopra-naturali… allora molte tradizioni
religiose non possono essere vere, non posso credere.
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C’è
un secondo modello, quello del vedo quello in cui credo.
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E’
l’atteggiamento di chi ritiene che la realtà che ci circonda è molto più
misteriosa e profonda di quanto possiamo veri-ficare o controllare: è
l’atteggiamento di chi non presume di conoscere il mistero del divino ed
è consapevole che i confini tra il naturale e il sopra-naturale non sono
per niente netti, anzi si sovrappongono e per questo è possibile
intravedere il divino nella realtà quotidiana. Questo atteggiamento non
solo è più autenticamente religioso, ma affonda le radici nella
riflessione più antica di tutte le fedi religiose e in quella biblica in
particolare. E’ l’atteggiamento dell’uomo che assieme alla ragione
coltiva il sentimento e che perciò è sensibile ai miti, ai simboli, alle
immagini, ai segni... quali strumenti per percepire, individuare e
descrivere quelle realtà che sfuggono ad una lettura superficiale
e puramente i intellettualistica del reale.
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Scorrendo qualsiasi volume che tratti delle apparizioni della Madonna si
resta colpiti dal tatto che quasi tutte le apparizioni si sono
verificate tra i secoli Xl e XVII e che hanno avuto per protagonisti
sempre umili personaggi del popolo. Se si pensa inoltre che questi sono
stati secoli in cui non era molto forte la testimonianza cristiana
neppure da parte di quelle persone che nella chiesa avevano
responsabilità di guida e di servizio, la sorpresa è ancora maggiore. Ma
proprio questo offre la chiave di lettura del fenomeno delle
apparizioni.
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In un
periodo della storia in cui avvengono profonde trasformazioni sociali e
culturali, in cui i poveri crescono in numero e in indigenza
(nasce la borghesia, si consolida la proprietà privata, le lotte civili
in genere sono a scapito di chi non ha alcun potere, ecc...) e quelli
che avrebbero dovuto essere voce dei senza-voce (gli uomini di
chiesa) erano intenti a tutt’altre faccende... si assiste a questo
fenomeno straordinario: i poveri, gli umili, gli esclusi, vedono
con i loro occhi semplici, con il loro cuore puro e la loro mente
aperta, la presenza del divino, in un mondo che sembrava
riservare solo disperazione. Essi hanno visto quello in cui credevano:
credevano che si può non disperare in questo nostro mondo, perché
assieme al male, alle inautenticità, alle ingiustizie degli uomini, è
presente anche il divino, il volto materno di Dio simbolizzato in
genere dalla immagine materna della Madonna.
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Allora: Bertolino ha visto quello in cui credeva o ha creduto a quello
che vedeva?
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Anche
noi religiosi quando ne parliamo, come pure molti devoti, ci troviamo a
rispondere secondo la personale pre-comprensione: ossia secondo quell’atteggiamento
di fondo, frutto di preparazione culturale e di scelte esistenziali, che
influenza il modo di vedere la realtà. Ci sono quelli che implicitamente
leggono il mondo con gli occhi illuministici e positivistici e allora se
non sono credenti rigettano come fantasiosa questa testimonianza dei
nostri padri o, se sono credenti, la prendono alla lettera: Bertolino ha
creduto a quello che vedeva! Ricordo la delusione di un gruppo di
bambini di una scuola che assieme alle maestre era venuto a visitare il
Santuario e non ha potuto vedere l’albero dove la Vergine si dice sia
apparsa, né sapere molto dell’acqua miracolosa...
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Quanti invece leggono il mondo in modo più antico (non
antiquato!, come luogo dell’umano e del divino insieme, come presenza
costante dell’amore materno-paterno e tenero di Dio, un amore capace di
suscitare speranza anche quando tutto sembra andar male, rispondono
che... Bertolino — o chi per lui: certo un figlio del popolo dal cuore
limpido e dalla fede viva — ha visto quello in cui credeva!...
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